Fano, viale Adriatico più sicuro ma non basta

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16 dicembre 2011

Hadar Omiccioli

Hadar Omiccioli, capolista di Fano a 5 stelle

FANO – La raccolta di 350 firme e di numerose segnalazioni hanno portato alla ribalta il cambio di viabilità in viale Adriatico. Con alcuni accorgimenti e, soprattutto, attraverso un incontro con gli esercenti e i cittadini locali, molte problematicità potrebbero essere attenuate.


“L’intento è ammirevole: realizzare spazi sicuri sulla strada adriatica tra la Sassonia e il Lido per ciclisti e pedoni – scrive Hadar Omiccioli, Comitato Direttivo Lista Civica FANO A CINQUE STELLE -. Questo richiede la messa a senso unico di Viale Adriatico nella zona porto e la rivisitazione della viabilità nelle vie limitrofe. Accogliamo favorevolmente l’iniziativa dell’assessore Silvestri. Ma il malcontento di alcuni cittadini e di alcuni operatori economici non va sminuito (lo testimonia la raccolta firme consegnata in Comune). Molte persone ci hanno scritto e fermato per strada per raccontare le loro difficoltà, soprattutto nelle vie limitrofe al cambio: circolazione veloce e pericolosa, aumento del traffico. Nel particolare chiediamo all’assessore e ai suoi tecnici di poter risolvere le seguenti problematiche e proviamo a dare delle soluzioni.

Un aumento del pericolo per la circolazione in tre zone critiche: lo stesso Viale Adriatico a senso unico sembra diventare quasi un circuito di formula uno per le auto che sfrecciano ora a forte velocità. Sarebbe opportuno installare i dissuasori di velocità di ultima generazione o colonnine fisse di autovelox. Via 11 febbraio (la via sul ponte del Canale Albani, in zona lido) è interessata da un nuovo flusso intenso di auto in entrambi i sensi: ma la via è strettissima e molto pericolosa per chi va a piedi e in bici. Sarebbe opportuno impedire il parcheggio ai lati della strada e creare una corsia protetta per pedoni e ciclisti. Via della Marina, dove insiste la scuola Gentili, diventa molo trafficata e pericolosa negli orari di entrata e uscita degli alunni. Anche qui creare zone protette.

Con alcuni accorgimenti la situazione potrebbe migliorare. Invitiamo l’assessore ad ascoltare le lamentele dei cittadini e non a derubricarle come brontolii inutili. Che si faccia un vero incontro pubblico con gli esercenti e i cittadini della zona. La qualità della vita va salvaguardata per tutti”.

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