Pedullà, un messaggio affettuoso a Valter Scavolini

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18 dicembre 2011

Scavolini Pesaro-Bergamo, Luciano Pedullà

Luciano Pedullà (foto Gennari)

di Luciano Murgia

PESARO – Le immagini della vittoria sono la voglia di spaccare la palla di Serena Ortolani, la grinta di Maren Brinker, la difesa di Monica De Gennaro che non fa cadere una palla, la determinazione di Lulama Musti De Gennaro, il sorriso dopo un punto di Alix Klineman, la volontà di Berenika Okuniewska che inizia titubante ma finisce in crescendo, la classe di Francesca Ferretti che s’oppone a Nucu e vince una contesa decisiva, ma anche l’umiltà di Elisa Manzano che lascia il campo dolorante per lasciare posto a una compagna che sta meglio. L’immagine della vittoria è il sorriso finale di Luciano Pedullà, ma anche la frase con cui saluta i giornalisti alla fine della conferenza stampa post partita.

“E’ presto, però mi avrebbe fatto piacere se questa partita l’avesse vista Valter Scavolini”. Lo dice con rispetto, anzi con affetto.

Non tanto per il successo, quanto per come è arrivato.

“E’ una vittoria molto importante – puntualizza il coach novarese – perché era molto difficile affrontare una partita del genere solo due giorni dopo la sconfitta con il Muszyna e al termine di una serie molto pesante di quattro gare in sei giorni. Le ragazze sono state brave a fare tesoro della sfida con le polacche, dalla quale hanno imparato molto. Sono molto contento della reazione che abbiamo avuto nel quarto set, quando Bergamo sembrava potere arrivare al quinto set”.

Vista in tv nell’impegno di Champions League a Costanta, in Romania, la Norda Foppapedretti era sembrata in difficoltà. Sul taraflex del PalaCampanara, le campionesse italiane hanno rispolverato la grinta, la voglia di lottare e superarle non è stato facile.

“Penso che loro avessero un equilibrio di ricezione migliore rispetto alle squadre che abbiamo affrontato finora e quindi la nostra condizione base era di essere bravi  a giocare con una palla più costante in mano al palleggiatore e difendere. Oltre a questo, loro hanno grandissime capacità difensive e noi abbiamo avuto pazienza con gli attacchi fin dal primo tempo set e nelle situazioni differenti. Bravi ad eccellere in alcune condizioni mentali, perché al momento non abbiamo ancora l’abitudine a lavorare in alcune condizioni tecniche che stiamo provando poco, ma che da gennaio in avanti proporremo con molta più fiducia in campo”.

Uscite dalla sfida a Bergamo con una vittoria, tre punti in più in classifica, tanta fiducia, ma anche con il problema che ha bloccato Elisa Manzano: come sta?

“Meglio, ma noi non vogliamo eroi sul campo, preferiamo combattenti. Elisa è stata correttissima: quando ha capito che non riusciva ad essere al 100 per 100, lo ha detto, lasciando spazio a una compagna. Uno spirito di squadra di questo tipo è molto importante per noi. Un grande applauso a Elisa”.

Problemi a un ginocchio?

“Sì, è ricaduta un po’ male, presto sapremo con esattezza come sta Elisa”.

Bravissima Lulama Musti De Gennaro a farsi trovare pronta, subito.

“Vi ripeto, ancora una volta, che io non sono sorpreso da queste ragazze. Sono giocatrici sulle quali, fin dal primo momento, ho avuto grandissima fiducia. L’hanno ricambiata. E’ naturale che chi entra sappia farsi trovare pronta in ogni momento, con grande spirito. Ognuna sa quello che deve fare”.

Un momento chiave, addirittura decisivo, se ce lo consente il Professore, è rappresentato dal muro di Ferretti su Nucu, per il 23-21 nel quarto set. Un momento decisamente bello.

“Sono d’accordo, molto d’accordo, anche se ci sono state altre situazioni belle, a partire dalla freddezza delle nostre attaccanti in alcuni momenti gestiti decisamente meglio di giovedì. E ripeto che l’esperienza fatta in Champions League ci servirà molto”.

Professore, adesso andate in Polonia, a Muszyna, dove giocherete mercoledì pomeriggio. Poi vi attende la penultima giornata di campionato, a Conegliano Veneto, ospiti della Spes che vive un momento difficilissimo e si azzarda che le ragazze venete possano rinunciare a scendere in campo contro la sua squadra.

“La giocheremo, sono sicuro. Penso, però, che dovremo fare una revisione notevole del campionato femminile, in una contingenza notevolmente negativa. Non è una questione di dirigenti e persone, è il periodo economico che è negativo e dovrebbe farci riflettere sulle scelte da fare. Faremo il tifo per Conegliano, prima però facciamo il tifo per noi, per la Scavolini”.

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