Trasporto pubblico su gomma, Minardi alla Regione: «Rivedere i tagli»

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22 dicembre 2011

L’assessore provinciale lancia l’allarme sui chilometri di percorrenza: «A rischio posti di lavoro»
 
renato claudio minardi

L'assessore provinciale Renato Claudio Minardi

PESARO – Renato Claudio Minardi, assessore provinciale ai Trasporti, è preoccupato per i tagli che rischiano seriamente di pregiudicare il trasporto pubblico provinciale su gomma. «La Regione – sottolinea – ha sicuramente compiuto un grande sforzo finanziario per alleviare i tagli sul trasporto pubblico su ferro decisi dal precedente Governo. E anche sul patto di stabilità ha fatto un lavoro notevole. Questo va sicuramente riconosciuto». Sul tavolo, però rimane ancora una questione. Un nodo da sciogliere certamente rilevante: «Sono ancora in piedi i tagli del 5 per cento che riguardano gli autobus. Che a livello provinciale significano, per noi, 560mila chilometri in meno tra urbano ed extraurbano. Equivalgono ad avere 830mila euro in meno all’anno». Solo sul versante extraurbano, la perdita è di 411mila chilometri: «Significano meno posti di lavoro, e per questo c’è grande preoccupazione tra Provincia, azienda e sindacati. Il rischio è che si compromettano servizi essenziali, che io definisco sociali, in particolare in questo momento di crisi economica, dove sempre più persone utilizzano gli autobus. Con ripercussioni evidenti anche sull’ambiente». Ma l’assessore non demorde, anche perché «ci sono tutte le condizioni per invertire la rotta e cancellare i tagli. Chiediamo ad Ancona uno sforzo ulteriore, dopo i 400 milioni di euro messi a disposizione ieri dal Governo nel fondo nazionale. Occorre una revisione, affinchè i benefici non siano solo a vantaggio del trasporto ferroviario». Prosegue Minardi: «Siamo disponibili a confrontarci sulla razionalizzazione, anche se ci sono pochi margini perchè nel bacino di Pesaro e Urbino un’ampia riorganizzazione si è già compiuta all’indomani della gara del 2007». Per cui l’assessore lancia una proposta: «I contratti di servizio di 6 anni scadono a giugno 2013. Alla Regione chiediamo uno sforzo per arrivare a fine contratto e ripartire poi con una nuova gara a nuove condizioni, anche per evitare il rischio di un contenzioso legale».      

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