White sfida Sassari e i fischi

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28 dicembre 2011

 

Scavolini Siviglia-Treviso, James White

James White nella foto Marco Giardini

di Luciano Murgia

PESARO – Grande attesa a Sassari per il ritorno di James White. La squadra e i 150 tifosi che l’hanno seguita nella trasferta di Ancona hanno fatto ritorno a casa nel cuore della notte. Più che alla sconfitta con la Fabi Shoes, il pensiero dei tifosi è proiettato alla sfida di venerdì sera contro la Scavolini Siviglia del grande ex. Come sarà accolto James? Lo abbiamo chiesto a Roberto Sanna, collega de La Nuova Sardegna, che martedì era al seguito del Banco.

Ce lo chiediamo anche noi. Era amatissimo, anche se si sapeva che sarebbe andato via. Qui ricordano tutti la grande partita giocata a Cremona, dove fu decisivo per la conquista dei playoff…”. In quella gara, ultima della stagione regolare, James “The Flight” White, in una versione mai vista finora a Pesaro, realizzò 25 punti con 9/14 da 2, 1/2 da 3, 4/4 ai liberi, 6 rimbalzi, 2 assist e 28 di valutazione.

Sapevamo che sarebbe andato via, ma diceva sempre che voleva giocare le coppe e quindi cercava un ingaggio in una squadra importante. Ora, qui abbiamo tutti il massimo rispetto per Pesaro e la sua storia, ma attualmente vale più o meno Sassari. Ovvio pensare – come fa qualcuno – che abbia deciso la consistenza dell’ingaggio. Ci risulta che a un’offerta della Dinamo rispose con una richiesta esagerata. In queste condizioni è normale che qualcuno sia rimasto deluso dal comportamento di James. Eppure sono convinto che la maggior parte del pubblico lo applaudirà, o almeno non lo fischieranno. Non so, però, come lo accoglierà la tifoseria più calda. Abbiamo saputo che tra lui e gli ultras non sono mancate le schermaglie via social network. James aveva un buon rapporto con i tifosi, ma ha scritto loro “Sassari mi manca molto… ah… ah”. E ancora: “Verrò a schiacciare sotto la vostra curva e vi saluterò”.

Per molto tifosi sassaresi il confine tra ironia e cattiveria sarebbe assai ridotto. E James rischia di subire il loro disprezzo. E se fosse l’arma giusta per fare decollare “The Flight”. Possiamo solo augurarcelo, anche se in Sardegna molti pensano che il sistema di gioco della Scavolini Siviglia non sia adatto al giocatore che coach Sacchetti lasciava libero di… volare.

Per evitare che a decidere siano le opinioni, verifichiamo i numeri: a Sassari, 34 partite giocate e 688 punti (media 20,23), a Pesaro 9 partite e 122 punti (13,55); falli commessi 86 e subiti 180 (5,29 a gara) contro 34 e 33 (3,66); tiro da 2 punti 200 (5,88 a partita) su 324 (9,52) per 61,7% contro 35 (3,88) su 67 (7,44) e 52,2%; tiro da 3 punti 35/117 (29,9%) contro 8/22 (36,4%). Tiri liberi a Sassari 183 (5,38 a gara) su 232 (6,82) e 78,9%, a Pesaro 28 (3,11) su 38 (4,22) e 73,7%. Rimbalzi: in attacco a Sassari 44 (1,29), a Pesaro 3 (0,33); in difesa a Sassari 121 (3,55), a Pesaro 26 (2,88). In totale: a Sassari 155 (4,85), a Pesaro 29 (3,22). Palle perse, a Sassari 102 (3), a Pesaro 22 (2,44); recuperate a Sassari 78 (2,29), a Pesaro 12 (1,33). Assist, a Sassari 78 (2,29), a Pesaro 23 (2,55). Valutazione: a Sassari 745 (21,91), a Pesaro 108 (12). Oer: a Sassari 1,042, a Pesaro 0,897. Appare inequivocabile che le cifre prodotte con la Dinamo sono superiori a quelle fatturate con la Vuelle. A Pesaro fa meglio solo nelle triple e negli assist.

Ma a Sassari era la stella, malgrado gli ottimi Othello Hunter, che agli euro italiani ha preferito i dollari – tantissimi – che gli passano i cinesi dei Shandong Lions, e Travis Diener. A Pesaro è uno dei giocatori. E forse un po’ gli pesa. “Una cosa è certa, era molto amato” conferma Roberto Sanna.

Forse è per questo che James, dopo avere dichiarato che la partita di venerdì vale come le altre, ha confermato che l’affetto che gli hanno fatto sentire a Sassari la rende diversa. E la vuole vincere. Sperando che magari prenda gli eventuali fischi con il sorriso sulle labbra, ma eviti i fiaschi.

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