Usi e abusi

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2 gennaio 2012

eccessi

“Uso eccessivo di qualcosa”. È questa la definizione più comune, presente in molti dizionari, del termine “abuso”. Sulle varie categorie si potrebbe stilare una lista chilometrica: abuso di droga, d’alcol, di cibo, di risorse naturali; ma anche abuso sessuale, d’ufficio, di potere. Alzi la mano chi di noi non abbia abusato, almeno una volta nella vita, di qualcosa. Ciò è sempre avvenuto, anche nei secoli addietro, ma oggi iniziano a sorgere dei problemi. Sì, perché in una società caratterizzata da un eccessivo consumismo come la nostra, è inevitabile che i vari abusi intrapresi da ogni abitante della Terra possano avere delle conseguenze sulla propria persona, sulla collettività e, perché no, sul mondo intero.Si pensi alla tossicodipendenza. L’abuso di droga porta spesso ad essere assenti, smemorati, irresponsabili e magari, causa l’astinenza, fortemente aggressivi. E non è finita. Esso porta anche confusione mentale, diminuzione delle percezioni fisiche, maggiore stanchezza. La cosa preoccupante è che l’utilizzo di droghe è sempre più presente anche tra i giovanissimi. Recenti studi hanno dimostrato come l’età media “del primo spinello” sia 11 anni. Tutti ciò crea dei problemi che non riguardano solo il singolo individuo tossicomane, ma la società in generale, visto che è nella società che egli vive. In un tal contesto, chiunque è esposto a eventuali danni o disagi.Quanto detto sopra, vale anche per gli alcolisti. Secondo Marina Ferrario, biologa e dottoressa di ricerca in Neuroscienze, nonché specializzata in Tossicologia, l’abuso d’alcol “produce un’azione tossica sulle cellule nervose: le disidrata, modificando la fluidità e la permeabilità delle membrane cellulari”. Tra le vittime principali, troviamo quindi i neuroni. Ma per capire meglio i danni che gli alcolisti possono recare alla società, basti vedere quanto sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Salute negli ultimi anni. Secondo l’O.M.S., “l’uso di bevande alcoliche è un problema prioritario per tutta la Sanità Pubblica per i costi sociali che comporta, ma anche perché causa di: gravi patologie organiche (cirrosi epatica); gravi quadri psicopatologici della sfera affettiva e cognitiva (depressione, suicidio, delirium, demenza, etc.); gravi disturbi del comportamento sociale e sessuale (aggressività e violenze); per l’assenteismo sul lavoro ed i frequenti ricoveri ospedalieri, nonché per i numerosi e gravi incidenti stradali e sul lavoro, connessi all’abuso anche solo occasionale delle bevande alcoliche” (fonte www.salus.it).

Un altro abuso molto comune è dato dallo sfrenato uso di tabacco. La nicotina crea, infatti, una fortissima dipendenza fisica e psicologica, molto dura da combattere. Agisce in pochi secondi a livello del sistema nervoso come un calmante, ma anche come uno stimolante provocando sensazioni di piacevolezza e benessere generale. Purtroppo però il consumo di tabacco porta anche numerose e dannose conseguenze: tumore ai polmoni, enfisemi, malattie cardiovascolari. Inoltre una ricerca del 2002, condotta dai ricercatori dell’INSERM, ente pubblico del governo francese dedito alla ricerca medica e biologica, sostiene che l’esposizione prolungata alla nicotina uccida e danneggi le cellule cerebrali. Il paradosso sta nel fatto che la medicina ufficiale ha affermato che la nicotina dava dipendenza come le altre droghe solo nel 1988. Le industrie del tabacco, poi, conoscevano le qualità farmacologiche della nicotina già dal 1963, ma in pubblico continuavano ad affermare che essa non dava dipendenza. Oggi si cerca di diminuire gli abusi con campagne anti fumo e limitandone l’utilizzo nei luoghi chiusi, ma i risultati non sono molto positivi. Come se non bastasse, vittime del fumo diventano anche i non fumatori che, tramite il fumo passivo, si ritrovano spesso con infiammazioni alle vie respiratorie.Capitolo cibo. Anno dopo anno aumentano sempre più le persone tendenti alla sovralimentazione. L’obesità è un problema serio, che intacca tutto il mondo e, in particolar modo, gli Stati Uniti. Colpa di un regime alimentare pessimo, che trova vita in fast food, hot dog et simila. Nello Stivale la situazione è migliore (siamo o non siamo la patria della Cucina mediterranea?), ma negli ultimi tempi gli obesi aumentano sempre più, soprattutto nell’Italia meridionale. Anche in questo caso, c’è una connessione con l’ambito cerebrale. La dottoressa Valentina Bassareo, del dipartimento di Tossicologia dell’Università di Cagliari, afferma infatti che: ”Nei casi di abuso di cibo, il cervello manifesta lo stesso comportamento che assume nel caso di abuso di farmaci, generando una dipendenza”. Se l’obesità causa, in primis, problemi cardiovascolari, l’abuso di cibi raffinati o ricchi di grassi, tra l’altro, ha portato ad una maggiore incidenza di forme tumorali.Esistono poi degli abusi che hanno limitato la sfera sociale dell’individuo. Ad esempio l’uso screditato di videogame e di computer. Se una volta i ragazzini erano soliti uscire per stare con gli amici e socializzare un po’, oggi, sempre più frequentemente si tende a stare a casa, massacrando i proprio occhi davanti al pc o in compagnia della Playstation. Questo tipo di abuso è diventato talmente radicato da essere molto presente anche tra gli adulti. In situazioni simili, vien da chiedersi se sia possibile parlare di società nel momento in cui viene a mancare la socializzazione.Insomma, i tipi di abusi esistenti sono praticamente illimitati. Ma di due, in particolare, è bene spendere ancora qualche parola: abuso delle risorse del pianeta e abuso del mezzo televisivo.Del primo se ne parla ormai da anni. Il mondo sta andando in malora e la colpa è dell’uomo. Il consumismo dilagante ha portato a enormi problemi ambientali, all’allargamento del buco dell’ozono e all’inquinamento atmosferico. Quest’ultimo scaturisce proprio dall’abuso delle nostre automobili inquinanti (complice anche il fatto che il Belpaese non si distingua certo per l’efficienza dei mezzi pubblici) e dalle emissioni di CO2 delle industrie, che non accennano a diminuire (causa l’ingordigia di produzione di oligarchi e Istituzioni). Questi abusi ci hanno portato dentro un percorso secondo molti irreversibile, da cui sarà difficile tornare indietro, soprattutto se i vertici mondiali non riusciranno a stabilire un piano efficace per rimediare al problema. Ma per salvare il mondo, ognuno di noi potrebbe fare qualcosa nel proprio piccolo, limitando quegli abusi che sono talmente abitudinari che non si considerano più tali Ad esempio, bisognerebbe limitare l’utilizzo d’acqua quando si fa la doccia o ci si lava i denti, non lasciare accese le luci inutilmente, fare la raccolta differenziata dei rifiuti, utilizzare meno prodotti spray. Tutte piccole azioni che potrebbero giovare a 6 miliardi di persone.Infine, l’abuso televisivo. La televisione deve essere solo un mezzo di fruizione e mai un mezzo di abuso, altrimenti finisce col condizionare ciò che una persona fa, dai piccoli atti legati alla quotidianità a quelli più complessi legati alla sua sfera intellettuale e culturale. Nel nostro Stato il problema è alquanto attuale. C’è un forte abuso di tale medium, in particolare per quanto riguarda l’informazione. Più del 70% dei nostri concittadini si informa solo tramite televisione (in primo luogo telegiornali). Sono pochissimi gli Italiani che leggono libri o giornali. Un simile abuso ha fatto sì che tutto ciò che è detto in televisione venga percepito con valore di verità assoluta. Il che, in una situazione di duopolio-monopolio informativo come la nostra, non è di certo un bene. Inutile dire chi ha approfittato di una situazione simile. Inoltre, riguardo l’aspetto fisico, la teledipendenza porta ad una vita sedentaria che comporta, di conseguenza, un abuso di bevande, cibo e così via. Il fenomeno è presente anche tra i bambini che passano ore e ore a vedere cartoni animati e film vari. L’abuso è qualcosa di intrinseco alla specie umana. È difficile cancellarlo, ma se vogliamo avere una vita migliore sarebbe bene limitarlo il più possibile, di qualunque tipo esso sia.

Questo servizio è stato pubblicato anche sul mensile “Dolce vita”

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