Mosca espugna Muszyna, la Scavolini cerca 3 punti per tornare in vetta

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12 gennaio 2012

Crvena Zvezda

Le giovanissime serbe impegnate contro la Dynamo Mosca (Foto Cev)

di Luciano Murgia

PESARO – A Mosca a Mosca. Luciano Pedullà e le sue magnifiche ragazze come “Le tre sorelle” di Anton Pavlovič Čechov. A Mosca perché è nel campo della Dynamo, martedì prossimo, che – se non commetterà autolesionismi nella partita di stasera – la Scavolini si giocherà il primo posto nel Girone E di Champions League, una posizione che – almeno sulla carta – dovrebbe rendere più agevole il sorteggio per gli ottavi di finale a eliminazione diretta. Intanto, con la sconfitta delle polacche, il secondo posto è in cassaforte.

La Dynamo ha espugnato Muszyna, dopo essere andata sotto nel primo parziale. Ma dal 18-13 per la Fakro si è passati al 22-25 finale, con un break clamoroso (notevole anche lo 0-6 dal 22-19 interno) che ha mandato in tilt Werblinska e compagne, esaltando allo stesso tempo le moscovite, che hanno vinto anche il secondo set. Quando le polacche hanno vinto il terzo set, recuperando tre lunghezze, i tifosi della Scavolini che seguivano la sfida da laola1.tv – via internet – hanno ripreso a sognare, ma il quarto set è stato un monologo delle russe trascinate prima da Yaneva e poi da Angelina Grün,il cui arrivo ha cambiato volto alla squadra allenata da Boris Kolčins. Ma la migliore in campo, non solo per i 26 punti segnati, è stata – una volta di più – Nataliya Goncharova, che ha attaccato con il 67% (22/33), con 2 soli muri subiti e altrettanti errori. Con la vittoria in trasferta, che ha rimediato alla sconfitta casalinga al tie-break, la Dynamo è balzata in testa alla classifica.

La Scavolini può ritornare in vetta superando la Crvena Zvezda, ma anche tre punti non basteranno a chiudere il conto, perché a Mosca sarà obbligatorio guadagnare almeno un punto.

Prima, però, c’è l’ostacolo rappresentato dalla campionesse di Serbia.

Un viaggio in pullman, attraverso Bosnia, Croazia e Slovenia, lungo i luoghi della tragedia che ha frantumato la Jugoslavia, che fino al 1991 era una Repubblica Federale e poi si è divisa in una miriade di stati. L’economia e la religione (le religioni, in un paese diviso in cattolici, ortodossi e musulmani) hanno cancellato il sogno del Maresciallo Tito, che quando Ana Bjelica e le sue coetanee sono nate era morto da tempo. Da Belgrado a Pesaro indossando le tute rosse di una squadra, la Crvena Zvezda (Stella Rossa) che una volta rappresentava assai più di un club sportivo, di una polisportiva che mostrava con orgoglio la stella rossa che spiccava su tutti i berretti dei militari. Calcio, basket, pallavolo e pallanuoto, sono le principali discipline di un club che divide – con il Partizan – il tifo dei belgradesi e dei serbi.

Pensate che nel marzo 1987 tifosi della Crvena Zvezda guidati dal Comandante Arkan, al secolo Željko Ražnatović, l’uomo che con le sue Tigri fu protagonista dei genocidi, arrivarono a Novi Sad a tifare Scavolini. La squadra pesarese era impegnata contro il Cibona Zagabria nella finale di Coppa delle Coppe. Perché tifate Scavolini?, domandai ad alcuni serbi. “Perché odiamo i croati” fu la risposta. Un piccolo anticipo della guerra fratricida che mise di fronte tanti fratelli, che divise migliaia di famiglie. Il pullman della Crvena Zvezda ha attraversato quei luoghi dove – forse – genitori e nonni delle ragazze biancorosse combatterono, uccisero o furono uccisi. Oggi, per fortuna, a parte il Kosovo, quelle popolazioni sono di nuovo in pace ed è possibile viaggiare anche a squadre che in passato rappresentarono odio più che sport. Partito da Belgrado, il pullman ha percorso 1.070 chilometri prima di arrivare all’Hotel Flaminio. Subito dopo il pranzo, molte ragazze hanno visitato la città, camminando da Baia Flamini a Piazza del Popolo, facendo acquisti. In serata la Crvena Zvezda si è allenata al PalaCampanara, dove stasera è in programma la quinta giornata della Champions League. Attenzione ai precedenti, però, anche se le due squadre sono decisamente diverse. Nel 1991, la Scavolini Basket ospitò la Pop 84 Spalato in una partita importante di Coppa dei Campioni. I dalmati partirono da Spalato in pullman e arrivarono a tarda sera mentre Pesaro era sotto una tormenta. Il pullman si fermò a Cattabrighe, non potendo proseguire, e i giocatori raggiunsero a piedi l’albergo in zona mare. Il giorno dopo vinsero. La Crvena Zvezda farà ritorno a casa subito dopo la partita.

Dovete sapere che Novak “Nole” Djoković, il numero 1 del tennis mondiale, rappresenta un’eccezione. I serbi, come pure i croati, gli sloveni, i macedoni e i montenegrini, popoli che con i kosovari componevano la Jugoslavia, eccellono negli sport di squadra. Non a caso, la Serbia è campione d’Europa di pallavolo maschile e femminile, è vice campione del mondo nella pallanuoto maschile (battuta solo dall’Italia e dopo un tempo supplementare), ha grandi campioni di basket nei diversi campionati continentali e nella Nba. Tutto questo in un paese – Kosovo escluso – di appena 7 milioni di abitanti.

I serbi sono fatti per gli sport di squadra, danno il meglio quando sono in difficoltà, hanno straordinario orgoglio e amano mettersi in evidenza quando affrontano squadre italiane. Se aggiungete che la Crvena Zvezda è composta da giovanissime che conoscono bene i fondamentali della pallavolo, la Scavolini dovrà prestare la massima attenzione. Come hanno sottolineato sia coach Pedullà che Elisa Manzano, ospiti nella Sala Nettuno dell’Hotel Flaminio della conferenza stampa di presentazione dell’appuntamento.

Le nostre avversarie – ha tenuto a spiegare coach Pedullàsono in crescita, hanno atlete di valore come Bjelica, che ora gioca opposto e non più schiacciatrice, e Radulovic e sono molto pericolose a muro e in battuta. Il rischio per noi è affrontare la partita senza il giusto approccio: all’andata non è stato così, e infatti l’abbiamo spuntata in tre set, iniziando bene con un turno di servizio di Elisa Manzan. Loro reagirono nel secondo set, mettendoci in difficoltà. Ci serve un’altra vittoria del genere, per poter provare la settimana dopo a Mosca a dare la caccia al primo posto”.

Ha ribadito Elisa Manzano: “Siamo un bel gruppo e stiamo lavorando duro per migliorare e sono sicura che tutto questo darà frutti. La Stella Rossa è una squadra molto insidiosa, all’andata l’abbiamo battuta ma non appena mollavamo un po’ la presa loro erano brave a tornare sotto. Mi aspetto una partita equilibrata, come nel secondo set di Belgrado, ma noi puntiamo alla vittoria perché vogliamo piazzarci più in alto possibile nel nostro girone”.

 

I RISULTATI E LE CLASSIFICHE DEI CINQUE GIRONI

Girone A
Schweriner – MC-Carnaghi Villa Cortese 0-3 (21-25; 22-25; 17-25)
Cannes – Eczacibasi Istanbul 3-1 (25-22; 25-19; 22-25; 25-21) in 103 minuti.
Nella sfida tra ex pesaresi, 10 punti per Centoni, 2 per Senna Usić. E così Cannes è ancora l’unica squadra imbattuta di tutta la Champions League.

Cannes 15 (15 set vinti, 3 persi), Eczacibasi 8 (10-7), Villa Cortese 7 (10-10), Schweriner 0 (2-15).

Girone B
Rabita Baku – Dresdner 3-0 (25-17; 25-17; 25-16 in 68 minuti)
Fenerbahce Istanbul – Mulhouse 3-0 (25-17; 25-16; 25-12)

Fenerbahce 12 (13-3), Rabita 12 (12-4), Dresdner 3 (4-12), Mulhouse 3 (3-13)

Girone C
Dynamo Kazan – Atom Trefil Sopot 3-0 (25-21; 25-16; 25-23) in 77′
Vòlero Zurigo – Modranska Prostejov 3-0 (25-21; 25-21; 25-20)

Kazan 14 (15-4), Sopot 8 (9-8), Zurigo 7 (10-10), Prostejov 1 (3-15)

Girone D
Tomis Constanta – Vakifbank Istanbul 0-3 (18-25; 19-25; 23-25)
Norda Foppapedretti Bergamo – Azerrail Baku (giovedì ore 20,30)

Vakifbank 11 (12-5), Azerrail 10 (11-3), Bergamo 4 (6-9), Constanta 2 (3-12)

Girone E
Fakro Muszyna – Dynamo Mosca 1-3 (22-25; 19-25; 25-19; 18-25) in 99 minuti. I tabellini: Muszyna: Werblinska 8 (3 ace, 2 muri), Zenik (L), Rourke 4 (1 ace), Wensink 2, Bednarek-Kasza 7 (2 ace e 2 muri), Kaczor 11 (2 muri), Kasprzak 7 (1 ace), Radecka 6 (2 ace e 2 muri), Gajgal ne, Djurisić 11 (1 ace, 2 muri), Stam-Pilon 4 (1 muro). Servizi 85, errori 8, vincenti 9. Ricezioni 77, errori 6, positiva 47%, eccellente 34%. Attacchi 92, errori 13, muri subiti 15, 40%. Muri 11. Dynamo: Morozova 9 (7 muri), Makarova ne, Yaneva 16, Kryuchkova (L), Goncharova 26 (2 ace, 2 muri), Ulyakina 9 (1 ace, 5 muri), Matienko, Ortiz Charro ne, Krivets, Kozhukhova, Merkulova 2 (1 ace), Grün 17 (2 ace, 1 muro). Servizi 93, errori 16, ace 6. Ricezioni 77, errori 9, positiva 44%, eccellente 32%. Attacchi 102, errori 5, muri subiti 11, eccellente 49%. Muri 15.

SCAVOLINI – Crvena Zvezda Belgrado, giovedì ore 20,30, arbitri Claude Kriescher (Belgio) e Rafael Godoy Alonso (Spagna), diretta sul portale austriaco www.laola1.tv, visibile dalla homepage del sito www.robursportpesaro.it. Diretta anche su Radio Incontro (anche online www.radioincontro.com). Differita su Sportitalia 2, al termine di Norda Bergamo-Azerrail Baku.

Classifica

Mosca 10 (11-8), SCAVOLINI 9 (10-3), Muszyna 8 (9-9), Belgrado 0 (1-12)

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