Dalmonte: “Contro Casale servirà una partita perfetta”

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13 gennaio 2012

di Luciano Murgia

Scavolini Siviglia-Treviso, time out Luca Dalmonte

Coach Luca Dalmonte (foto Giardini)

PESARO – “L’equilibrio del campionato è indiscutibile. Molte partite sono decise da un possesso, da un episodio. E’ la regola di ogni giornata. Lo dico per presentare la nostra avversaria di domenica, Casale Monferrato, la prima vittima di questo equilibrio… in un campionato decisamente bastardo. Scusate se non mi vengono in mente altri aggettivi per descrivere l’equilibrio che regna in serie A”. Parla Luca Dalmonte. E non a caso, Marco Crespi, coach casalese, ha spiegato oggi ai lettori di Tuttosport che la ultime undici partite giocate dalla sua squadra sono state decise nell’ultimo minuto: Casale ne ha perse sette e vinte quattro. Per la cronaca, ecco la serie casalese: Novipiù-EA7 Emporio Armani 64-67; Novipiù-Benetton 71-72; Sidigas-Casale 82-91; Novipiù-Fabi Shoes 87-82; Umana-Casale 87-84; Novipiù-Bennet 69-65; Montepaschi-Casale 88-86 dts; Novipiù-Biella 77-70; Canadian Solar-Casale 70-62; Novipiù-Acea 92-93; Novipiù-Banca Tercas 60-62.

“Basterebbero questi numeri per capire chi ci troveremo di fronte. Casale le ha perse per un possesso e se l’è giocata con tutte le avversarie, in casa e fuori. Ne avessero vinte sette e perse quattro ci troveremo di fronte a una squadra ottima e in buona classifica. A prescindere da questi numeri, la squadra resta ottima. Togliamo l’inizio di stagione e un roster forse non equilibrato, come dicono le scelte successive quando hanno ingaggiato un playmaker da Eurolega (disputata con i polacchi del Prokom; ndr), inserito un lungo in più (Stević) e cambiato Trapani con Martinoni. Sono stati aggiunti tre giocatori di livello a un roster che a me era piaciuto già in precampionato (torneo di Osimo e Ancona; ndr). Nella versione attuale, è una squadra diversa dal roster iniziale e da quando ha cambiato, o per certi versi stravolto il roster, ha vissuto un cammino diverso, per risultati e prestazioni, soprattutto per qualità della squadra. Oggi aspettare l’arrivo di Casale pensando solo alla sua classifica sarebbe un errore gravissimo. Quante volte abbiamo commentato una partita giocata bene, nel rispetto del piano che ci eravamo proposti, ma persa per un episodio. Casale ha giocato partite importanti per intensità, qualità, talento e organizzazione. Purtroppo, non è riuscita a chiuderle, magari per colpa di un episodio. Ma noi valutiamo Casale indipendentemente dalla classifica, la giudichiamo per il valore che ha, per la pallacanestro che può esprimere, per i pericoli che può proporci”.

E’ evidente la stima che Dalmonte nutre per il collega sulla panchina di Casale, Marco Crespi.

“Non lo dico oggi, l’ho fatto in tempi non sospetti accogliendo Hickman: apprezzo le squadre di Crespi e il loro modo di giocare, molto aggressivo sia in attacco che in difesa, fanno una bella pallacanestro”.

Esaminando i giocatori inseriti nel roster piemontese, spicca subito il nome di Shakur…

“E’ il leader indiscusso sia dal punto di vista tecnico che emotivo… Lo considero un giocatore borderline, in bilico tra il livello medio-alto in Europa e la Nba”. Che dopo avere studiato ad Arizona, ha conosciuto a Sacramento e Washington.

Non solo Shakur, però, perché gli esterni a disposizione di coach Crespi sono validissimi.

“Temple, Janning e Malaventura sono specialisti sul perimetro in grado di decidere una partita e Stefano Gentile sta disputando un ottimo campionato”.

Una squadra decisamente lunga…

“Casale ha profondità in tutti i ruoli. Penso a Nnamaka, Chiotti, Stević, Pierich e Martinoni che si alternano nel 4 e nel 5, con Pierich (figlio d’arte, suo padre Elvio fu strenuo avversario della Victoria Libertas sia con la maglia di Gorizia che con quella di Venezia; ndr) che può essere utilizzato anche da ala piccola. I lunghi sono abili, rapidi nel rollare e sfruttare tutte le situazioni di pick and roll che Shakur crea per sé e per gli altri. Così la Novipiù ha alternative che possono essere decisive. Sarà importante il nostro equilibrio nella difesa del pick and roll. Chi giocherà contro Shakur non dovrà concedergli spazi e tempi per finire e la squadra dovrà fare altrettanto per impedire che altri piemontesi possano prendere vantaggio dagli scarichi dell’americano”.

Shakur, 27enne di Philadelphia, ha iniziato la stagione a Pau-Orthez, poi ha risposto positivamente al richiamo di coach Crespi anche perché a Casale avrebbe ritrovato Temple e Janning, suoi compagni di squadra in D-League con i Rio Grande Valley.

Per vincere contro Casale Monferrato, la Scavolini Siviglia dovrà giocare una grande partita. Lo ha detto ieri Hickman, lo conferma oggi l’allenatore imolese.

“Dovremo giocare una partita ai limiti della perfezione, perché lo richiede la qualità dell’avversario, ma anche la necessità del nostro momento. Sicuramente, in termini di fiducia, stima e autostima, il nostro livello è salito molto nelle ultime settimane, ma è altrettanto vero che abbiamo speso molto. Abbiamo necessità di avere mentalmente, prima ancora che fisicamente, che pure necessita, di un colpo di reni straordinario. Pensate un po’ a quante partite abbiamo fatto dal 18 dicembre. Sono successe tante cose, e tanto abbiamo speso, mentalmente e fisicamente, facendo gli straordinari…”. In questo periodo, la Scavolini Siviglia ha vinto a Cremona, Siena e Roma, superato Varese e Bologna e perso solo a Sassari (in un modo che fa ancora male, in verità).

Un colpo di reni, ma non un colpo di… coda… A parte i giochi di parole, mentre tiene la conferenza settimanale, Dalmonte non sa ancora su chi potrà contare nell’imminente allenamento, perché…

 “Cusin è ancora fuori, Hickman è fermo e riprenderà solo sabato. Lydeka non si sa se si allena e quanto si allena, Hackett è alle prese con un colpo subìto a Roma, vi ha anche giocato sopra, ma… E Flamini finisce l’allenamento e si tuffa in una vasca piena di ghiaccio… Non proprio come Klose, l’attaccante della Lazio, ma sono obbligato a gestire la situazione con la giusta cautela, ma ciò serve per non peggiorare la situazione ma non è funzionale alla preparazione della partita. Oggi sul campo potremo fare poco o niente. Dovremo limitarci al video, a un foglio di carta e a un pennarello… Ecco perché serve la testa per essere pronti, al di là di andare a raschiare il fondo del barile dell’energia”. In attesa di iniziare l’allenamento del venerdì pomeriggio sul parquet dell’Adriatic Arena, Dalmonte lascia lo spogliatoio per fumare una sigaretta (che fa male, coach, se lo faccia dire da un ex fumatore super pentito) quando appare il supersuv di Tau Lydeka. Intanto, il lituano risponde presente. E’ già qualcosa. E Daniel ha lavorato parzialmente con i compagni.

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