Beni culturali, 15 borse lavoro per laureati all’interno di enti e associazioni del territorio

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18 gennaio 2012

Scade il 12 febbraio il termine per presentare domanda. L’assessore Davide Rossi: “Investiamo nel nostro sistema culturale, offrendo al tempo stesso ai giovani l’opportunità di un’esperienza lavorativa qualificata”

 

Davide Rossi

Davide Rossi

PESARO – Scade il 12 febbraio il termine per presentare domanda per 15 borse lavoro, della durata di un anno (14 a tempo pieno ed una parziale), promosse dalla Regione Marche e dalla Provincia di Pesaro e Urbino (assessorato alle politiche culturali) per sostenere l’occupazione giovanile qualificata nel settore della valorizzazione dei beni culturali. L’avviso di selezione pubblica, per titoli e colloquio, è rivolto laureati in Lettere e Filosofia o Conservazione dei beni culturali, di età non superiore ai 35 anni al momento della presentazione della domanda, residenti da almeno sei mesi nelle Marche. I candidati non dovranno avere rapporti di lavoro (né a tempo indeterminato, né determinato o part-time) e nemmeno usufruire di ammortizzatori sociali, anche in deroga. Inoltre, il reddito Isee dovrà essere inferiore ai 25mila euro annui. Nel bando, pubblicato sull’Albo pretorio online www.provincia.pu.it/albo-pretorio-online/ e sul sito www.cultura.pesarourbino.it (insieme allo schema di domanda), sono indicati anche altri requisiti, come l’esperienza o una formazione specifica nei progetti e attività cui è destinata la borsa lavoro, così come un’ottima conoscenza di una lingua straniera a scelta tra inglese e francese. Per le borse a tempo pieno (36 ore settimanali) il compenso al mese, per 12 mesi, sarà di 750 euro mensili, per quella part time (22 ore settimanali) sarà di 505 euro.

Questa iniziativa – spiega l’assessore provinciale alle politiche culturali Davide Rossiha un duplice obiettivo: fare un investimento nel nostro sistema culturale, rivitalizzando contenuti e progetti anche come risposta alla crisi economica, ed offrire a giovani preparati un anno di esperienza lavorativa qualificata, che si rivela preziosa anche in considerazione dei tempi difficili che stiamo vivendo. Sulla base di protocolli, intese e convenzioni, i borsisti interagiranno con le reti e progettualità culturali condivise del territorio, come la rete bibliotecaria, teatrale, didattico – museale, di arte contemporanea ecc, per un maggiore coordinamento di iniziative e progetti”.

Gli assegnatari delle borse lavoro verranno destinati ad enti e istituzioni impegnati nel settore beni culturali, suddivisi in 5 ambiti: Settore archeologico (3 borse, di cui due per l’associazione Centro studi Vitruviani ed una per il Museo archeologico Oliveriano); Sistema bibliotecario (5 borse, di cui una per la Comunità montana di Cagli, una per quella di Carpegna, una per l’Università di Urbino e una per la Biblioteca Bobbato di Pesaro); Rete museale (4 borse, di cui una per il Museo civico di Urbino, una per il Museo civico e biblioteca di Urbania, una per il Museo del Balì di Saltara ed una part time per la Comunità Montana di Urbania); Rete teatrale (una borsa per l’Amat ufficio provinciale di Pesaro); Distretto culturale evoluto (3 borse, di cui una per la Comunità montana di Urbania, una per quella di Carpegna ed una per quella di Cagli).

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