Agire per il cambiamento

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23 gennaio 2012

prodotti biologici

La prima cosa che salta agli occhi, navigando tra le pagine web dedicate al tema del cambiamento, è la forte tendenza ad assoggettare quest’ultimo al futuro, proponendosi di migliorarlo. Le proposte sono davvero numerose.

Sul blog “Ricadi rinasce: sei pronto al cambiamento?”, Elena Franzini si focalizza sul mutamento del territorio, che a suo dire si ottiene pensando “alle cose in modo diverso”, modificando la propria mentalità. Come? Diventando consapevoli dei propri stati d’animo, imparando a gestire le proprie emozioni, crescendo nella capacità di relazionarsi con gli altri in modo costruttivo.

Ma la mentalità va cambiata anche nei confronti dell’ambiente. “Oggi si parla molto dei prodotti biodegradabili al 100%, realizzati con riso, mais e barbabietole, in tutto e per tutto equivalenti a quelli in plastica: biobicchieri, piatti, posate, tovaglie, ecc. Così come si può optare per carta e cartone riciclati. Scegliere questi oggetti invece di quelli più inquinanti è un passo importante”. E’ quanto scrive Laura Bonaventura, su terranauta.it. Sul post si incita anche a non utilizzare i prodotti usa e getta, cosa non facile vista l’abitudine ormai radicata allo spreco. Tuttavia, una svolta mentale deve esserci: lo dobbiamo alla salute del nostro pianeta, e quindi a noi stessi.

Su Internet si trovano anche molti siti dedicati in maniera esclusiva al cambiamento. Come “Appunti sul mondo che sta arrivando”, che dispone di un’apposita sezione dedicata all’argomento. Secondo l’autore del blog la partecipazione, specie dei giovani, è fondamentale: “Se ci laviamo le mani di quello che succede, pensando a goderci solo il benessere conquistato dai nostri nonni e genitori non ci potremo lamentare domani se avremo perso il vantaggio accumulato su quello che oggi è terzo mondo, se magari il terzo mondo saremo diventati noi. Lasciare che tutto ci scorra davanti senza dare il nostro contributo ci impedirà di denunciare che il mondo è stato costruito in modo diverso da come lo desideravamo, magari ridotto alla mercé di pochi abili sfruttatori”. E come dargli torto?

Il portale “il cambiamento: dal virtuale al reale” si ispira invece a determinati valori, quali la ricerca di alternative pratiche, la centralità della persona, il rispetto per l’ambiente, per la terra e per la biodiversità, la responsabilità del singolo, la valorizzazione del femminile, la forza della comunità. Già: deve essere la “comunità come contesto” a costruire il cambiamento, cercando una soluzione pratica ad ogni problema. Il sito dispone di un’ampia redazione e numerosi collaboratori, alcuni dei quali gestiscono in proprio, sulla stessa piattaforma, un blog personale. Tra questi, troviamo “Io e la transizione”, di Cristiano Bottone, che per il futuro propone, in contrapposizione ad una possibile “rivoluzione” da molti evocata, una “evoluzione”, che potrebbe aprire “una marea di possibilità, di occasioni da cogliere”.

Quell’evoluzione che, come scrive Vincenzo Piscicelli sul suo diario elettronico, è lenta tra gli italiani, legati in gran parte a una mentalità arcaica. La colpa sarebbe del potere, detenuto quasi esclusivamente dai “vecchi”. La soluzione? Una maggiore apertura alle donne, possibilmente giovani.

“I cambiamenti non avvengono da soli se non si provocano. Ogni azione nasce da una decisione. Noi abbiamo fatto la nostra scelta” è una delle frasi che è possibile leggere sulla pagina web “Le ali morali”, che si pone come obiettivo quello di ispirare all’azione, creando “una vasta convergenza di credenti e laici che condividono il desiderio di una leadership leale a servizio del Paese e che risvegli nuova speranza”. Dal punto di vista politico, dunque, non bastano le semplici elezioni: il futuro lo si crea risvegliando l’identità di cittadini in ciascuno di noi, ogni giorno.

Infine, notiamo anche come il Web sia ricco di aforismi sul cambiamento. Ne è un esempio la lista presente su qualitiamo.com, dove spiccano massime come “La difficoltà non sta nel credere alle nuove idee ma nel rifuggire dalle vecchie” (J.M. Keynes) o “Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare”, di Eraclito. In un contesto del genere merita una menzione anche Mahatma Gandhi, tra i più “cliccati”, con i suoi consigli per cambiare il mondo, tra i quali: cambia e sii te stesso;  ricorda chi ha il controllo; perdona; agisci e non nasconderti; aiuta gli altri e goditi il presente.

Il presente. Impossibile pensare  al futuro senza tenerne conto. Proprio come afferma Carmelo (isoladelpensieropositivo.com), che dà un consiglio al visitatore internauta: “Prendi Consapevolezza dell’enorme Potenza del Qui, dell’Adesso, Tu hai il Potere di Creare quello che più desideri e di Svolgere azioni e scelte per realizzare i tuoi Obbiettivi Futuri Ora, in questo Momento!”. Come direbbero i latini: hic et nunc.

E la morale? Su di essa le linee di pensiero sono diverse. Alcuni ritengono che non serva a niente, altri la legano fortemente alla religione. C’è pure chi la associa ad altri concetti: “tradizione significa avanzare nel futuro, innovare senza dimenticare. L’Etica è un appartenere, un essere parte e un appartenersi. Ha come oggetto i Valori morali che determinano il comportamento dell’uomo. La Morale perciò indica l’insieme di Valori, norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano. Per me Etica, Morale e Valori sono qualcosa di inscindibile, intimamente connessi tra loro” (www.pierangeloraffini.com). Sta di fatto che anche qui un cambiamento è necessario. O meglio, sostiene Enrica Tullio, toccherebbe “agire prendendo in considerazione il risultato delle nostre azioni sugli interessi altrui: questo, e credo solo questo, significa agire moralmente”.

Forse, la verità è che per dare vita a un mondo migliore basterebbe fare una semplice cosa: impegnarsi per costruirlo.

*pubblicato sull’ultimo numero di “Dolce Vita”, in edicola dal 16 gennaio

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