L’ex assessore femignanese Capucci duro sulla dismissione della tratta Fano-Urbino

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23 gennaio 2012

Fronte azione popolare

FERMIGNANO – L’ex assessore di Fermignano Alessandro Capucci, membro del Fronte di Azione Popolare di Pesaro e Urbino, interviene duramente sulla recente firma del ministro Passera che ha decretato la dismissione della tratta ferroviaria Fano-Urbino.

Un Ministro non eletto dal popolo ha firmato senza verificare la reale importanza della tratta – scrive Alessandro CapucciIl presidente della Provincia Ricci, da parte sua, non può distruggere una ferrovia costata miliardi per proporre una pista ciclabile assurda e inutile che favorirà soltanto un giro di speculazioni edilizie. Le Province sono destinate a sparire e non possono permettersi di prendere decisioni così influenti sul futuro di un’intera vallata“.

La Fano-Urbino – continua Capucci – è stata sospesa quasi 25 anni fa, senza alcuna concertazione con i cittadini, soltanto per permettere di sviluppare al meglio l’attività di chi aveva in mano il traffico su gomma; un traffico questo non più sostenibile per sicurezza stradale, costi economici dovuti al caro gasolio e impatto ambientale. Con il completamento della Fano-Grosseto e senza la Fano-Urbino la nostra vallata si intaserà di traffico, in particolare Fermignano, Bivio Borzaga in testa, entrerà in una situazione invivibile”.

Da sempre attento a questa tematica, Capucci focalizza la propria attenzione sulla reale utilità del ripristino della tratta ferroviaria: “Quello che molti cittadini vogliono non è il treno vecchio stampo che Matteo Ricci vuol far intendere, ma una metropolitana di superficie sostenibile, silenziosa e che potrà trasportare decine di biciclette. Va inoltre ricordato che la Fano-Urbino tocca tutte le zone industriali della vallata: trasporto lavoratori di giorno e trasporto merci di notte porterebbero grande vantaggio e risparmio alle aziende e a i loro dipendenti, senza considerare quanti pullman e camion si andrebbero a togliere dalle nostre strade. Ci sembra inoltre assurdo che una città come Urbino, famosa in tutto il mondo, debba restare isolata e senza stazione ferroviaria”.

Il Fronte di Azione Popolare di Pesaro e Urbino annuncia che continuerà ancora più aspramente la propria battaglia a fianco di associazioni e comitati che, radunando migliaia di cittadini, rivogliono il treno sulla Fano-Urbino; non si escludono ricorsi al Tar per contestare delle documentazioni già inviate e non esaustive.

L’ultima battuta Alessandro Capucci la rivolge ancora al presidente della Provincia: “Ha fornito un preventivo di spesa sballato e volto a incentivare la chiusura della Fano-Urbino; lo stesso Ricci dimostra di non avere a cuore la salute dei cittadini dal momento in cui delle perizie specializzate hanno certificato la perfetta agibilità di tutti i ponti e le gallerie. Ma Ricci, pur sostenendo il contrario vorrebbe istituire una pista ciclabile mettendo a rischio la salute di tanti cittadini. Sarebbe ora di iniziare a guardare agli interessi di tutti e non di pochi“.

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