Tie-break di gioia: Urbino alle finali di Coppa Italia

di 

24 gennaio 2012

 

CHATEAU D’AX – NORDA FOPPAPEDRETTI 3-2

 

 

 

Chateau d'Ax Urbino-Villa Cortese, la grina di Ilaria Garzaro

La grinta di Ilaria Garzaro. Foto Giardini

CHATEAU D’AX:

Djerisilo ne, Mc Namee ne, Garzaro 19, Van Hecke 15, Blagojević 13, Skorupa, Devetag ne, Gentili ne, Sirressi (L), Crisanti 17, Tirozzi 18, Faucette 1. All. Salvagni.

NORDA FOPPAPEDRETTI: Nucu 8, Signorile 2, Quaranta 16, Gabbiadini ne, Diouf 4, Merlo (L), Di Iulio 5, Ruseva ne, Piccinini 13, Arrighetti 12, Vasileva 6, Serena 1. All. Mazzanti.

ARBITRI: Pessolano e Vagni.

STATISTICHE:

 

 

URBINO: battute 104, errori 14, ace 4. Ricezioni 91, errori 3, positiva 82%, perfetta 59%. Attacchi 170, errori 15, muris ubiti 19, punti 69, 41%. Muri 10.

BERGAMO: battute 104, errori 13, ace 3. Ricezioni 90, errori 4, positiva 54%, perfetta 44%. Attacchi 146, errori 12, muri subiti 10, punti 45, 31%. Muri 19.

NOTE: parziali: 25-23; 19-25; 23-25; 25-20; 15-10 in 128 minuti. Spettatori 2.500. Presenti Paolo Tofoli, ex allenatore della Scavolini, e Luciano Pedullà, coach della squadra pesarese.

di Luciano Murgia 

URBINO – Dalla Festa del Duca alla Festa delle ducali. Urbino centra un traguardo storico e accede alle semifinali di Coppa Italia in programma nel fine settimana a Modena. Le conquista dopo 5 set, dopo un’altalena ora esaltante ora nella sofferenza, dopo una battaglia contro un’avversaria degna di lode, al termine di una serata bellissima per la pallavolo. Nel 3-2 finale c’è tutto il bello dello sport. Ed è lo sport che ancora una volta onora il nome di una città meravigliosa: URBINO! Ora la semifinale con Piacenza e con tutto il rispetto per le prossime avversarie, capaci di espugnare Villa Cortese, l’ostacolo non appare impossibile.

Inizia male la Chateau d’Ax, che va sotto 3-7 quando Piccinini è alla battuta. Un attacco lungo dell’ex Nucu apre la strada alla rimonta ducale. Jelena Blagojević ha uno splendido turno di servizio che ribalta il punteggio e al time-out tecnico Urbino è in vantaggio: 8-4 con un break di 5-0. Poi, come accade spesso dopo che il gioco viene fermato, la battuta della serba finisce in rete:  8-8. Le ducali allungano (13-10) in una parziale in cui gli attacchi soffrono le difese avversarie e regna l’equilibrio al muro (3-3). Ed è un muro di Nucu a impattare ancora a quota 15, prima che Vasileva spedisca fuori l’attacco del nuovo vantaggio interno. Dopo il secondo time-out tecnico, il gioco è interrotto per un problema al taraflex sotto la rete. Urbino riparte meglio, tanto che Mazzanti è obbligato a chiamare subito time-out. Crisanti (5 punti al cambio di campo) spinge la fast, un servizio in rete di Signorile scava un divario che sembra definitivo: 21-17. Ma oltre la rete c’è una squadra con lo scudetto al petto e la “Foppa” ritorna in partita con Arrighetti e Diouf e getta al vento il pari con un’invasione: 24-22. Piccinini annulla il primo set-ball, Bergamo ricostruisce per il pari, Vasileva distrugge attaccando fuori: 25-23 in 30 minuti. Urbino è straordinaria in ricezione (76% positiva, 48% perfetta, contro 48% e 35% delle lombarde). Garzaro 4 con 2 muri. Arrighetti 5 con il 75% offensivo e un muro. Grande il lavoro delle centrali.

Le orobiche hanno una grandissima reazione, guadagnando tre punti di margine che difendono fino al 14-11 esterno. Lucia Crisanti, però, è scatenata anche al servizio e guida la Chateau d’Ax a un drive positivo: 15-14. La replica di Quaranta ribalta il punteggio e la “Foppa” ritorna avanti al time-out tecnico: 15-16. Non si fa a tempo a registrare il pari che le campionesse d’Italia sono fuggite con Quaranta e Nucu, prima sul servizio di Arrighetti, poi su quello di Piccinini, soprattutto con 5 muri (a 3). Salvagni prova anche la carta Faucette, ma l’americana mette a segno un attacco su 3 e Vasileva chiude facilmente: 19-25 in 25 minuti. Urbino ha sempre un’ottima ricezione (91% e 68%. Buona anche quella lombarda: 71% e 53%) e ha migliori percentuali offensive (44% contro 38%). La differenza è nei dettagli: i muri (3-5 per le ospiti) e gli errori (8-4). Garzaro 5 punti, sono tutti suoi i muri urbinati; di questo passo la metteranno tra i famosi torricini.

Per la serie gli alti e bassi dello sport, mezz’ora dopo Ilaria torna con i piedi a terra. Ha nella mano la palla del 24 pari ma la spedisce in tribuna. Bergamo chiude 23-25 e passa a condurre il conto dei set. Lo fa dopo un set equilibrato, sì, ma sempre condotto dall’ex centrale della Scavolini e dalle sue compagne, avanti nei due time-out tecnico (8-6 e 16-14), ma incapaci di imprimere una svolta al parziale. Demerito loro, ma anche grandissimo merito di Francesca Piccinini, che con la sua squadra sotto – anche se di poco – ha attaccato con la precisione dei suoi giorni migliori: 5 punti (su 7 e 71%). Così, giocando punto dopo punto fino al 21 pari, le bergamasche hanno allungato con un gran muro di Arrighetti, subìto il ritorno di Garzaro, pagato pegno a un servizio in rete dell’ex Di Iulio e chiuso con l’errorissimo – se ci è consentito – del capitano ducale. 23-25 in 29 minuti. Peccato, perché Salvagni aveva avuto tanto da Van Hecke (5).

“Noi vogliamo questa vittoria” è l’urlo-invocazione del fantastico pubblico di Urbino. Il PalaMondolce non è tutto esaurito, ma il calore della tifoseria ducale fa sì che dentro ci sia tutta la città. E se si fanno sentire anche i magnifici tifosi bergamaschi, la Chateau d’Ax deve crederci, anche se Ivana Djerisilo non è utilizzabile ancora. La fortissima serba sarà sottoposta a controllo medico del dottor Zini e solo allora si capirà quando potrà tornare protagonista. Intanto fa il tifo dalla panchina.

Bergamo capisce che non è il caso di rischiare e risponde colpo su colpo. Sotto – come in due set su tre – al primo time-out tecnico (8-7), sorpassa in un amen. E’ una sfida a elastico, dove può decidere il cuore. Che non manca ad alcuna delle dodici in campo. Urbino ne ha anche di più. E va sul 17-14, mentre Piccinini resta a guardare. Bergamo non molla (17-16), ma Signorile fallisce un servizio e poi Blagojević trova un mani fuori vincente: 19-16. E’ cresciuta Vasilieva, non le è da meno Crisanti. E quando Tirozzi piazza un muro a un per il 21-17 il tie-break sembra a un passo. Ancor di più quando Arrighetti, temibile dal fondo, sbaglia la battuta   (22-18). Van Hecke è scatenata (5), la Chateau d’Ax vola sul 24-19. A mandare al quinto set ci pensa Vasileva, sbagliando la battuta: 25-20 in 28 minuti.

L’inizio è superiore ai sogni: 4-0 e Mazzanti obbligato a fermare il gioco, senza interrompere il fiume ducale: straripante. Il 5-0 è una buona dote. Ma il servizio di Arrighetti e una schiacciatona di Piccinini danno ossigeno alla “Foppa”: 5-2. Ora si gioca punto a punto, con Piccinini ancora sugli scudi, prima dell’attacco in rete che dà il 7-3 interno. Urbino difende il vantaggio e al cambio di campo conserva ancora 4 lunghezze: 8-4. Van Hecke, vent’anni e non sentire alcuna pressione, regala ancora il più 5, una Crisanti super il più 6 (10-4). La Chateau d’Ax è a un passo dalla storia. Mazzanti gioca anche la carta Serena, ma non basta a fermare Crisanti in trance agonistica. Solo una difesa poco felice di Blagojević consente a Bergamo di non arrendersi. Diouf alza un gran muro (11-7). Salvagni non concede confidenza alle lombarde e chiede time-out.

Da Villa Cortese arriva la notizia della sconfitta della MC-Carnaghi. Passa Piacenza di Riccardo Marchesi, ex Urbino e Pesaro, e del pesarese Matteo Solforati. Qui si continua lottare, ma le Final Eight sono vicine, anche se Ilaria Garzaro commette il secondo e il terzo grave errore della serata (13-10). Vasileva fallisce la battuta, Valentina Tirozzi mette a segno un ace che porta Urbino alle Final Four di Coppa Italia. Si scatena la festa, meritata, meritatissima!

Le altre partite:

Yamamay Busto Arsizio – Asystel Novara 3-0 (25-23; 25-22-25-22)

MC-Carnaghi Villa Cortese – Rebecchi Nordmeccanica Piacenza (25-19; 22-25; 25-22; 22-25; 17-19)

La Liu-Jo Modena, organizzatrice delle Final Four, già qualificata, affronterà la Yamamay nella semifinale.

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