Ricci vs Santanchè su Radio24: ecco il botta e risposta

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27 gennaio 2012

Santanché

Daniela Santanché

PESARO – Ius Soli, da una parte Matteo Ricci e dall’altra Daniela Santanchè. In mezzo, sulle frequenze di Radio 24 Alessandro Milan. Il tema: un figli odi immigrati, che nasce in italia, è per questo stesso fatto italiano?

“Noi non abbiamo voluto far cadere nel  vuoto una sfida culturale che Napolitan ha lancianto. Che nasce in Italia è italiano. Napolitano sa benissimo che da questo momento di difficoltà si esce con una nuova scala di valori: speriamo siano giustizia e solidaretà. Negli Usa e Francia è così. Si può ragionare su un periodo minimo di residennza, 2-3 anni, ma è una battaglia di principio. Io prima di essere presidente di Provincia sono padre. Non capisco perché i bambini che vanno a scuola con i miei figli e parlano italiano anche meglio dei miei figli, e spesso parlano dialetto, non possano essere considerati italiani. Sull’italianità non si può aprire  un discorso altrimenti non se ne esce più. Ormai sono passati 20 anni dalla prima immigrazione e dobbiamo guardare avanti: affrontiamo il tema con realismo. Flotte di immigrati che verranno a partorire qui ma per me è una leggenda metropolitana. Ma troviamo comunque un compromesso per evitare problemi: 2-3 di residenza minima potrebbero andare bene”

La replica di Daniele Santanché: “Non basta nasre in Italia. E se una persona va via dopo due mesi? Non è automatico. Non sta in piedi: chi nasce in Italia vuole diventare veramente italiano? Non tutti lo vogliano o si indentificano in una patria, sposano dei valori, la nostra cultura, tradizione e non solo le leggi. Voler essere italiano vuol dire che bisogna appartenere a una patria. Dipende  poi da che famiglia vieni cresciuto, in cosa crede la tua famiglia e cosa ti trasmette, che rispettoc’è per la cutura e quanto ne sono partecipi. La cittadinanza non è un punto di partenza ma un punto d’arrivo di un percorso che si deve fare, legando diritti a doveri e doveri ai diritti. Non deve essere fatto per comodità. Apriamo però un dibattito”.

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