Poste, tagli a Cavallino e Canavaccio. Corbucci e Spalacci: “Inaccettabili”

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28 gennaio 2012

poste

URBINO – Da alcuni giorni il sindaco di Urbino Franco Corbucci si sta occupando della decisione di Poste Italiane di tagliare il servizio assicurato dagli uffici postali nelle frazioni di Cavallino e Canavaccio.   Il sindaco ha già comunicato ufficialmente a Poste la sua assoluta contrarietà al programma dei tagli e ha chiesto di rivedere il progetto, che per il territorio urbinate sarebbe decisamente penalizzante.

«Nell’incontro che ho avuto lo scorso 23 gennaio con la dottoressa Patrizia Pagliarani,  direttrice Provinciale di Poste Italiane -dice il Sindaco- ho appreso con stupore della decisione assunta unilateralmente da Poste Italiane, senza alcuna consultazione, di chiudere definitivamente l’Ufficio Postale della frazione di Cavallino (ora aperto un solo giorno la settimana)  e di ridurre l’apertura dell’Ufficio Postale della frazione di Canavaccio a soli 3 giorni la settimana anziché 6 come attualmente. Ho detto alla dottoressa Pagliarani che trovavo questa possibile decisione ingiusta e assurda, considerate sia le esigenze della cittadinanza che risiede nelle  due frazioni del nostro Comune,  sia le necessità delle varie aziende che operano nelle medesime  porzioni del territorio».

            «Ritengo  – aggiunge Corbucci – che tale rimodulazione non tenga conto del bacino di utenza dei due Uffici Postali in questione,  né della loro lontananza dagli Uffici limitrofi. Infatti, l’ Ufficio di Cavallino dista circa 8 chilometri da Urbino e serve una popolazione prevalentemente anziana; quello  di Canavaccio supera i 10 chilometri di distanza da Urbino e serve una frazione di oltre 1.000 abitanti e che vede una consistente area industriale di livello comprensoriale  e in  forte sviluppo. Sono pienamente d’accordo con le valutazioni della Cisl, la quale ha manifestato  forte perplessità sui tagli e giudica sbagliata questa ulteriore riduzione dei servizi postali.    E’ inaccettabile che Poste Italiane Spa, la quale svolge un servizio di pubblica utilità, agisca senza  confrontarsi con le Istituzioni territoriali. I residenti di Cavallino e Canavaccio hanno espresso la loro preoccupazione e mi risulta che alcuni consiglieri comunali abbiano preparato una interpellanza per protestare contro i il piano di razionalizzazione definito da Poste. Chiediamo che la Direzione di Poste Italiane  verifichi con noi soluzioni diverse da quelle prospettate. Ho gia contattato anche l’on Massimo Vannucci per presentare una interrogazione parlamentare sull’argomento». 

            «E’ vergognoso – dice l’assessore comunale Massimo Spalacci, residente nella frazione di Canavaccio-  che si possa prevedere una riduzione del servizio postale in modo così drastico.  Mi sembra che Poste Italiane faccia programmi ben poco lungimiranti. A Canavaccio il servizio andrebbe semmai potenziato e la sede dell’Ufficio dovrebbe essere ammodernata e magari spostata in altro luogo. In tal modo, anche il puro conto economico “costi- benefici”  acquisirebbe un’altra fisionomia. Oggi Poste Italiane si propone anche come soggetto che fornisce servizi finanziari di vario genere. Se andasse avanti con i tagli, produrrebbe certamente disaffezione fra la gente e forse perderebbe clienti. Se invece si dimostrasse pronta a investire, potrebbe attirare nuovo pubblico e incrementare la fidelizzazione. Credo che qualcuno debba riflettere su queste dinamiche economiche e fare un po’ autocritica».

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