Da pioggia a neve da neve a pioggia. La magia di Pesaro città

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3 febbraio 2012

Neve

di Roberto TerenziPESARO - E la neve dov'è? Non è uno slogan da stadio ma una frase ricorrente che in questi giorni gira fra i residenti a Pesaro città leggermente indignati per la falsa allerta, magari un pochino giustificata, ma certamente sin troppo preventiva e apprensiva. Mai fidarsi del tempo, dei falsi indovini, dei meteorologi veri e improvvisati o dei detti locali. Sta di fatto che un allarme neve si è trasformato in allarme alluvione.Ma si sa che Pesaro è una città strana per la neve. Nella patria di Rossini la signora in bianco la possiamo ammirare, nella sua totale bellezza, ogni tanto, a parte le “sbufficchiate” di polistirolo, come dicono i ragazzi, una volta ogni tanto.I cosiddetti “nevoni” sulla nostra costa sono rari e si contano sulle dita di una mano. Ci sono stati nel 1959 e nel 1974, nel 1985, nel 1997 e l’ultima proprio nel 2010, in questo periodo. In quella famosa domenica, dopo che era stata prevista una vera bufera, era arrivato il sole con qualche squarcio di sereno. All’ora di pranzo incominciò a nevischiare con il sole per poi prenderci gusto e arrivò la ormai famosa tormenta. Se la ricordano i tifosi della Scavolini che all’uscita non riuscirono a trovare la propria auto, coperta da una bella coltre di neve.Spesso e volentieri nevicava a Montelabbate e a Pesaro no. Anche questa volta l'ulteriore conferma. Pesaro è come fosse sotto una cupola magica.

Una area riservata alla signora in bianco. Dalle Siligate, sino a Fosso Sejore vi è un microclima particolare. Sarà la nostra coppia di custodi – i due colli San Bartolo e Ardizio – a coprirci e proteggerci dalla varie “buriane”. Sta di fatto che l’altra sera “bufava” a Pozzo Basso mentre a Villa San Martino pioveva a dirotto. Questa specie di linea “Maginot” della neve era localizzata alla fine del rettilineo di Pozzo, verso la rotatoria di Borgo Santa Maria. La delimitazione del famoso quadrato della neve la fine del quartiere di Villa Ceccolini: bastava salire leggermente la strada sopra la fabbrica di Scavolini per trovare 20 centimetri di soffice neve. Altro alto era la zona Baratoff, qui pioggia, bastava salire per la via dell’Angelo Custode, verso Novilara e addirittura Candelara per scoprire di essere quasi a Cortina.

Davvero misterioso e singolare questo quadrato climatico, quasi come il più famoso triangolo delle Bermude. Comunque anche in questa occasione il meteo – insieme al clima – ci hanno giocato un brutto, o per alcuni bello, scherzo. La neve si è trasformata in pioggia… neppure il più esperto mago o illusionista del mondo ci sarebbe riuscito. A Pesaro accade pure questo.

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