Anche Italo Cucci per la presentazione del libro su Radicioni di Clappis e Manna

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8 febbraio 2012

quadro12 origine Radicioni

Quadro12 origine, Radicioni

FANO – Sarà Italo Cucci, giornalista e opinionista televisivo (maltempo permettendo) a  testimoniare ai fanesi la stima e l’amicizia che lo ha legato all’artista fanese Bruno Radicioni venerdì 10 febbraio alle 17,30 nel salone della Fondazione Carifano alla presentazione del libro: Bruno Radicioni, i colori dell’anima curato da Silvano Clappis e Raffaella Manna. Dopo i saluti di Fabio Tombari presidente della Fondazione Carifano, di Maurizio Minucci presidente di Banca Suasa, di Renato Claudio Minardi assessore provinciale e di Luciano Cecchini presidente dell’Ente Carnevalesca, ad illustrare la figura e l’opera di Bruno Radicioni interverranno Italo Cucci, Alberto Berardi e la coautrice Raffaella Manna. Edito da Motiva Comunicazione, il volume fa parte della collana <I maestri del carnevale> che ogni anno presenta un artista che ha collaborato al  carnevale di Fano. Nell’occasione il figlio Lorenzo donerà un’opera alla Quadreria della Fondazione Carifano.

Bruno Radicioni (Fano 1933 – Pesaro 1997) è stato uno dei maggiori e originali artisti della seconda metà del Novecento a Fano con un riverbero anche a livello nazionale. Pittore autodidatta, ha perfezionato la sua tecnica negli anni giovanili trascorsi per una buona parte in Canada (dal 1953 al ’62) dove si è affermato come ceramista, decoratore e scultore prima di approdare in maniera definitiva alla pittura dopo il rientro a Fano. Da una felice intuizione durante i suoi soggiorni estivi in Puglia, Bruno Radicioni nasce l’idea di inserire nelle tele quelle figure giovanili calve, inquiete, ieratiche che diventeranno il suo segno distintivo con il quale otterrà importanti riconoscimenti in campo nazionale e all’estero, grazie all’aiuto anche dell’amico Italo Cucci. Questi soggetti, che sembrano fissare un punto perso nel vuoto, diventano la rappresentazione singolare, curiosa e straordinaria della più alta stagione pittorica di Radicioni. L’artista fanese supera i confini del realismo sostituendovi una propria visione del mondo e delle cose che va al di là dell’apparenza e dell’esteriorità. Il successo così ottenuto, che mai scalfisce la sua signorile modestia e disarmante semplicità, lo spinge a confrontarsi all’inizio degli anni 90 con i grandi maestri italiani del Rinascimento. Ne scaturisce un risultato ancor più sorprendente della sua produzione artistica in cui l’intreccio di colori e la ricchezza espressiva esprimono il bisogno di un rigore linguistico e al tempo stesso l’emozione del cuore. Una malattia improvvisa, all’età di 63 anni, lo strappa alla vita proprio nel pieno della sua affermazione artistica.

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