Bergamo chiude le porte dell’Europa alla Scavolini

di 

9 febbraio 2012

SCAVOLINI PESARO – NORDA FOPPAPEDRETTI BERGAMO 1-3
SCAVOLINI PESARO: Ortolani 16 (battute 12, errori 4, ace 1. Attacchi 35, errori 2, muri subiti 4, punti 14, 40%. Muri 1), Agostinetto, Brinker 15 (battute 14, errori 3, ace 2. Ricezioni 16, errori 1, positiva 50%, eccellente 19%. Attacchi 35, errori 4, muri subiti 5, punti 11, 31%. Muri 2), Klineman 14 (battute 15, errori 2, ace 1. Ricezioni 26, errori 2, positiva 54%, eccellente 31%. Attacchi 46, errori 3, muri subiti 2, punti 12, 26%. Muri 1), Monica De Gennaro (L: ricezioni 44, errori 3, positiva 59%, eccellente 23%), Saccomani 1 (attacchi 2, punti 1, 50%), Manzano 7 (battute 13, errori. Attacchi 15, muri subiti 1, punti 4, 27%. Muri 3), Ferretti 6 (battute 19, errori 1, ace 2. Attacchi 3, punti 3, 100%. Muri 1), Okuniewska 3 (battute 4. Attacchi 7, muri subiti 1, punti 1, 14%. Muri 2), Ampudia ne, Cardani (Ricezioni 8, positiva 25%, eccellente 0%), Musti De Gennaro 4 (battute 7, errori 1.  Attacchi 6, muri subiti 1, punti 4, 67%). All. Pedullà
NORDA FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Nucu 9 (battute 15, errori 2, ace 1. Ricezioni 1, eccellente 100%. Attacchi 18, errori 2, muri subiti 2, punti 3, 17%. Muri 5), Signorile ne, Quaranta 11 (battute 12, errori 1. ricezioni 7, positiva 86%, eccellente 57%. Attacchi 29, errori 2, muri subiti 2, punti 11, 38%), Gabbiadini ne, Diouf ne, Merlo (L: ricezioni 30, errori 4, positiva 50%, eccellente 37%), Di Iulio, Ruseva ne, Piccinini 23 (battute 21, ace 3. Ricezioni 13, errori 2, positiva 54%, eccellente 15%. Attacchi 37, errori 3, muri subiti 2, punti 19, 51%. Muri 1), Arrighetti 15 (battute 13, errori 1, ace 1. Attacchi 16, punti 9, 56%. Muri 5), Vasileva 19 (battute 14, ace 1. Ricezioni 21, positiva 52%, eccellente 19%. Attacchi 41, errori 3, muri subiti 5, punti 16, 39%. Muri 2), Serena 1 (battute 23. Attacchi 3, 0%. Muri 1). All. Mazzanti
ARBITRI: Schiemenz (Germania) e Varthalitis (Grecia)
NOTE: parziali 14-25; 26-24; 17-25; 25-27 in 101 minuti. Statistiche di squadra: Scavolini: punti 67. Battute 84, errori 12, ace 6. Ricezioni 94, errori 6, positiva 53%, eccellente 22%. Attacchi 149, errori 9, muri subiti 14, punti 50, 34%. Muri 11. Norda Foppapedretti: punti 78. Battute 98, errori 4, ace 6. Ricezioni 72, errori 6, positiva 56%, eccellente 31%. Attacchi 144, errori 10, muri subiti 11, punti 58, 40%. Muri 14

 

Scavolini Pesaro-Norda Foppapedretti Bergamo 7 Serena Ortolani

Serena Ortolani in schiacciata

PESARO – Passa, ancora una volta, Bergamo, ma questa volta con poche recriminazioni per Pesaro. La Norda Foppapedretti vince anche gara 2 e chiude in faccia alla Scavolini le porte dell’Europa. Il risultato complessivo fotografa la differenza di valori. Non a caso, le tre squadre che hanno disputato il girone E di Champions League (Pesaro, Mosca e Muszyna) sono state eliminate.

Gara 2 inizia come era finita gara 1, con una sola squadra in campo: Bergamo. Il palazzetto è desolatamente vuoto. Se non si vuole essere buoni pensando che è colpa del freddo, della neve e della diretta tv, si può solo pensare che molti abbonati con entrata gratuita hanno rinunciato perché non credono più nella Scavolini. Ci sta. E peggio che sia la Scavolini a non credere più in se stessa. Le colibrì hanno la faccia della sconfitta. Subiscono subito due muri (Brinker), vanno sotto pesantemente su servizio di Valentina Serena (2-8 e 3-10 con Pedullà che ha speso già due time-out discrezionali, in aggiunta al tecnico) che mira soprattutto Klineman. Reagiscono e vanno a meno due (9-11) con Okuniewska che abbatte Merlo, ma nel momento più positivo crollano e subiscono un break avvilente, passando sull’11-22. Doppiate. Il 14-25 maturato in 20 minuti è mortificante. Ma con la ricezione inesistente fare gioco è un miraggio. Il muro bergamasco (6) si diverte.

E il PalaCampanara non è un’oasi, tanto che l’inizio di secondo set è in fotocopia: 1-5 prima 5-11 poi. Pedullà è bravissimo a non perdere la pazienza. La Scavolini a provare a ricucire il filo del discorso, tanto da recuperare. Poi, dall’11-12, subisce l’ennesimo break incomprensibile: 12-17. Bergamo ha la strada in discesa, ma le colibrì sono brave a togliere il sale dall’asfalto. La macchina lombarda ha uno sbandamento e Pesaro è di nuovo a un tiro. Maren Brinker si ricorda di essere tedesca e – complice un regalo dell’arbitro ellenico che non vede un tocco su schiacciata di Quaranta (chissà cosa ne penseranno i connazionali che in questo periodo non amano la Germania) – guida un buon drive (22-23) con Ferretti al servizio. Vasileva ci mette una pezza e la squadra di Mazzanti ha due palle set. Nucu spedisce in rete il primo servizio, Piccinini riceve male, Klineman chiude alla battuta e regala il primo successo parziale della doppia sfida: 26-24 in 27 minuti.

Ci sarebbe da gasarsi così tanto da scaldare l’universo a corto di metano, ma la partenza del terzo parziale è ancora una volta deludente: 3-8; 5-12. La conferma che la Scavolini non ha continuità nella stabilità. Così, l’ennesima reazione si spegne come un lume di candela sotto le raffiche del vento siberiano. La “Foppa” timbra il cartellino e ritorna avanti. Le serve solo un set per guadagnare il pass per il secondo derby italiano, quello più prezioso perché ha in palio le Final Four azere.

La Scavolini prova a sfilarle il pass, ma riesce solo a mettere un’altra scimmia sulla spalla. Il quarto set sembra quello della svolta di una stagione al cui confronto le fatiche di Sisifo erano una passeggiata. Sembra… perché nel momento topico anche un clamoroso errore degli arbitri toglie alle ragazze di Pedullà la possibilità di portare la sfida al tie-break. E’ il set in cui la Scavolini mostra tutto e il contrario di tutto, il meglio e il peggio. Il meglio quando tre muri in striscia di Brinker, Manzano e Ortolani la spingono sul più 4 (22-18) con le bergamasche in evidente difficoltà. Il peggio quando non sa sfruttare questo vantaggio, meno che meno i due setball (24-22). La “Foppa” certifica la superiorità costruendo un break di 5 a 1 chiuso con un muro. Una porta in faccia alle speranze europee, e forse anche italiane, delle colibrì.

l.m.

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