Ricci su Canale 5: “Le Regioni chiedano l’abolizione della tassa sulla disgrazia”. Ma c’è lo spettro accise-benzina

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9 febbraio 2012

Matteo Ricci a Matrix 3

Emergenza neve: Matteo Ricci in prima linea anche a Matrix

ROMA – Ospite dagli studi di Ascoli Piceno, il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Matteo Ricci ha portato a Matrix, su Canale 5, la situazione che sta vivendo il nostro territorio, puntando il dito sulla legge introdotta col “Mille proroghe” e che obbliga le Regioni a intervenire sulle accise per trovare i fondi in caso di emergenze. Non sono mancate “punture” alla situazione vissuta a Roma.

Pesaro non è Pinzolo e Urbino non è Madonna di Campiglio – ha ricordato Ricci alla vicesindaco di Roma, la londinese di nascita Sveva Belviso presente in studio -. Anche noi non siamo abituati a quanto accaduto. Noi siamo nel centro Italia, non siamo una realtà montana“.

Il vicesindaco di Roma si era giustificata, o meglio aveva provato a farlo, spiegando che per Roma un fatto del genere non accadeva da 30 anni e per questo non era preparata come città del nord. Ricci, dopo averle ricordato la posizione geografica di Roma, ha puntato il dito sull’attuale legge: “Questa legge va cambiata, è una tassa sulla disgrazia: ha fatto saltare il meccanismo di solidarietà nazionale. Ancora dobbiamo avere un euro dello Stato per l’alluvione dello scorso anno. Per evitare danno e beffa il nostro governatore non ha ancora dichiarato lo stato di emergenza“.

Ricci ha continuato affermando con forza: “Tutte le Regioni devono chiedere che questa legge venga cambiata“. Risposta del vicesindaco di Roma Belviso? “Lei è carino, lei fa polemiche, lei è particolare“. Roba da vergognarsi per lei.

La nota più dolente – ha sottolineato Ricci – è che in piena emergenza avevamo richiesto i militari, poi i nostri sindaci hanno scoperto che costavano 800 euro per 10 spalatori più vitto e alloggi. Abbiamo sollevato il caso e il Governo ha chiarito questo aspetto che stava diventando imbarazzante. La prevenzione e collaborazione sono state basilari per fronteggiare questa emergenza: siamo sotto assedio da una settimana. Urbino è sommersa ma nessuno di noi si è permesso di fare polemica e anzi ha messo in atto una grande collaborazione, un motivo d’orgoglio, in un momento come questo non si scaricano le responsabilità. Per questo abbiamo visto le polemiche di Roma con grande fastidio, con gente che andava in Tv a litigare quando fuori c’era l’emergenza. Ora, con due giorni di tregua, abbiamo riaperto le strade, ma siamo preoccupati per la situazione dei tetti, stalle, centri storici, capannoni, oltre che per l’arrivo della nuova precipitazione. Siamo preoccupati per i danni: stiamo spendendo milioni su milioni, soldi che non abbiamo, dalla prossima settimana arriverà un conto salatissimo. Abbiamo bisogno che lo Stato ci aiuti“.

La procedura, però, è chiara. Se non cambierà la legge, la Regione, dopo aver dichiarato lo stato di emergenza, sarà costretta ad applicare nuove accise obbligatorie sulla benzina. Solo se i danni risulteranno ancora superiori, si arriverà a poter richiedere le risorse allo Stato.

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