L’arcivescovo Coccia all’ospedale di Muraglia

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10 febbraio 2012

Piero Coccia

L'arcivescovo di Piero Coccia in visita alla struttura ospedaliera di Muraglia

PESARO – Si è chiusa oggi la marcia dell’arcivescovo di Pesaro Piero Coccia, in occasione della 20esima Giornata Mondiale del Malato, negli stabilimenti ospedalieri dell’azienda Ospedali Riuniti Marche nord. Dopo la visita di ieri nella struttura centrale del San Salvatore in piazzale Cinelli, questa mattina, come da programma, alle 10 era già a Muraglia.

Durante l’incontro con il personale sanitario, Piero Coccia ha ribadito l’importanza del ruolo svolto dai medici non solo dal punto di vista terapeutico ma emotivo e relazionale. Un discorso breve ma conciso, quello dell’arcivescovo con i professionisti, che ha assunto un valore più intenso proprio per la presenza, a Muraglia, di reparti particolarmente critici.

Partito dalla struttura di radioterapia, che ha visitato accompagnato dal nuovo primario Feisal Bunkheila, l’arcivescovo si è lungamente trattenuto nelle strutture di malattie infettive ed ematologia. Due visite che hanno toccato profondamente monsignor Coccia proprio per la complessità e la criticità delle patologie che colpiscono i pazienti ricoverati. Lo dimostra il tempo dedicato e passato tra le stanze e i corridoi di questi due reparti.

Stravolgendo completamente la tabella di marcia, anche oggi non si è risparmiato. In oncologia, guidato dal direttore Giammaria Fiorentini, ha potuto incontrare alcuni malati impegnati nella consueta seduta di chemioterapia rilanciando il messaggio di Papa XVI “Alzati, la fede ti ha salvato” ma non dimenticando l’importante ruolo svolto da tutti i sanitari “che hanno il duro compito di curare sia il corpo che l’anima”. L’arcivescovo ha chiuso la sua visita pastorale nei locali della Scuola in ospedale.

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