Ricci: “Siamo la provincia più colpita d’Italia”

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11 febbraio 2012

PESARO – Primi. Ma è primato  – scusate il termine – della sfiga. Pesaro e Urbino, ad oggi, sono il territorio italiano più colpito dall’emergenza neve.  E la situazione, per il momento, alle ore 17.40, non accenna minimamente a diminuire. Anzi. L’11 febbraio è destinato diventare una data che nella nostra provincia sarà ricordata per diverso tempo.
Teatro Rossini

Teatro Rossini assediato dalla neve. Foto tratta da Fb

L’ultimo fatto di cronaca nerissima arriva da Santa Veneranda dove un albero, caduto per il peso della neve, ha travolto e schiacciato due persone.

Non mancano i controsensi: l’IperRossini ha deciso di chiudere alle ore 17 ma, nonostante la tormenta in atto, c’erano ancora famiglie con bambini che entravano con i carrelli. Il centro commerciale (dove si sono comunque segnalati vari negozi chiusi) riaprirà domani. Difficile, però, ipotizzare ora quanto personale riuscirà a timbrare il cartellino.  La strada che da Borgo Santa Maria porta a Pesaro città è attualmente chiusa: il traffico, da questa mattina, è stato deviato non senza situazioni di forte criticità per Case bruciate: i camion pesanti, a cui ricordiamo era negato l’accesso in autostrada, prima hanno creato una sorta di tappo sulla strada statale e poi sono stati portati nel parcheggio dell’Adriatic Arena.

Decine di alberi, non reggendo più il peso della neve, sono poi caduti in viale Marconi e via Mazzini schiacciando le auto sottostanti.

Viabilità critica, però, anche sulla Montelabbatese: a Montecchio, in pianura, siamo arrivati a un metro e 20 centimetri di neve.
«Purtroppo siamo la provincia più colpita d’Italia. La situazione è drammatica. Stiamo facendo il massimo con le risorse che abbiamo, c’è grande collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini ma abbiamo urgentemente bisogno d’aiuto». E’ l’appello del  presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Matteo Ricci, che ha raggiunto nel pomeriggio Mercatino Conca, Sassofeltrio, Monte Cerignone e Montegrimano, alcuni tra i Comuni maggiormente messi in ginocchio dalla bufera di neve che si sta abbattendo in queste ore nel Pesarese.
«Nell’entroterra ci sono più di 3 metri di neve – continua Ricci -. Anche Urbino rischia di essere tagliata fuori. La protezione civile conferma che siamo il territorio più flagellato dalla tormenta e le previsioni sono pessime anche per le prossime ore. Abbiamo decine e decine di frazioni isolate. Nell’immediato servono immediatamente rinforzi. Stiamo aspettando alcuni mezzi militari e uomini, anche da Pordenone e Belluno. Ma non bastano, perché la situazione è veramente drammatica».
tetti neve

Urbino, tetti gravati dalla neve. Foto Biagianti

 C’è poi un’ulteriore preoccupazione: «Il  grande pericolo – evidenzia il presidente – viene anche dai tetti di capannoni, stalle, edifici di vario genere. Decine sono già caduti per il peso della neve, per altri il rischio è enorme». Queste le strette priorità del presente, ma dalla prossima settimana si aggiungerà un altro capitolo: «I danni sono incalcolabili. Le prime stime parlano di milioni e milioni di euro. Il territorio è in ginocchio: ci attendiamo sicuramente un sostegno dal governo, perché da soli non possiamo farcela».

A Urbania si teme per il tetto del palazzo ducale, sotto stress da giorni per il cumulo di neve in costante aumento di peso: per la prima volta questa sera a causa della rottura di alcuni mezzi e di accumulo eccessivo di neve, alcune case di campagna saranno isolate. Da domani, anche grazie ad alcuni supporti esterni (esercito, Provincia), a Urbania si cercherà di ripristinare la normalità. Intanto Candelara è di nuovo piombata in un blackout completo. A Fano città continua una nevicata fittissima che ha portato a quasi 40 centimetri la neve a ridosso della costa. Stessa situazione a Pesaro.

 

Ospedale, emergenza neve: rinviate le attività programmate per la prossima settimana

Giorno per giorno gli utenti verranno  contattati  per nuovi appuntamenti. Sotto controllo la situazione al Pronto Soccorso. Resta l’emergenza sangue “ma siamo pronti a rispondere alle urgenze”.

PESARO – FANO Lavoro in tandem per le direzioni mediche del Santa Croce e San Salvatore, sempre in contatto con la Protezione civile attraverso il 118. A fare il punto il direttore medico di Pesaro Edoardo Berselli: “La situazione al pronto soccorso è sotto controllo. Durante le prime ore del mattino la media di accessi era additrittura sotto la norma, ora si è stabilizzata”. Ma le vere notizie riguardano l’organizzazione ospedaliera dei tre stabilimenti di Marche Nord.

“L’emergenza sangue persiste – continua Berselli –, ma aver razionalizzato gli interventi programmati dando priorità alle urgenze e rimandando le attività di selezione della scorsa settimana, ci ha permesso di risparmiare posti letto in Chirurgia che potrebbero servire al dipartimento medico e di avere a disposizione scorte di sangue sufficienti per intervenire sulle urgenze.  Anche per lunedì abbiamo deciso di interrompere le attività di selezione: tutti i pazienti, giorno per giorno, verranno contattati direttamente per nuovi appuntamenti”.

Problemi, invece, sul versante dell’energia elettrica risolti grazie all’integrazione esistente tra l’ospedale di Pesaro e quello di Fano. “Questa mattina ci sono state diverse cadute della corrente elettrica – continua il direttore medico di Pesaro -: mentre la radiologia ordinaria è pienamente in funzione, per ora le Tac non possono essere usate. Ma attraverso il 118 e l’ospedale di Fano possiamo rispondere comunque utilizzando la diagnostica del Santa Croce e il sistema informatico di condivisione dei dati. Con la direzione medica di Fano siamo in continuo contatto. Teniamo botta perchè siamo stati dalla parte dei bottoni”.

Anche Muraglia ha avuto il suo bel da fare. “Le strade sono state liberate grazie all’aiuto della protezione civile – conclude Berselli -. Ma ringrazio il personale che si sta dando da fare, soprattutto l’Officina impegnata ad aiutare tutti e ad intervenire ovunque si presenti il minimo problema”.

Situazione analoga al Santa Croce. “Abbiamo nuovamente bloccato i ricoveri programmati per lunedì e martedì – spiega Cristiana Cattò della Direzione – al fine di rispondere tempestivamente all’emergenza. Al pronto soccorso non ci sono stati ricoveri per traumi e nella mattinata siamo addirittura riusciti a dimettere un numero tale di pazienti che ci ha consentito di fare nuovi ricoveri in area medica e geriatrica, nonchè di tenerci pronti per l’eventuale arrivo di malati provenienti dagli ospedali di polo. Abbiamo potenziato il servizio di pulizia esterna per agevolare l’accesso in ospedale e aumentato il servizio di trasporto dei pazienti con Croce Azzurra, Verde e Rossa”.

Sia la San Salvatore che al Santa Croce, le direzioni mediche hanno coordinato il turn over del personale medico ed infermieristico e allestito più aree da destinare a chi avesse bisogno di trattenersi a dormire in ospedale per garantire il turno successivo.

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