La Cna: “Nell’entroterra 60 milioni di danni”

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14 febbraio 2012

PESARO – L’emergenza neve non si è affatto conclusa. Sono ancora centinaia e centinaia le aziende in provincia di Pesaro e Urbino che non hanno potuto riprendere l’attività dopo le tempeste di neve dei giorni scorsi e che non potranno farlo neanche nei prossimi giorni a causa dei gravissimi danni riportati dalle strutture.

Capannone neve

Un capannone distrutto dalla neve

Si tratta di un vero e proprio bollettino di guerra con ingressi e strade ancora ostruite dalla neve e dal ghiaccio; tetti di capannoni crollati ed altri a rischio di crollo; tubature dell’acqua congelate; difficoltà a ripristinare l’energia elettrica ed avviare la produzione. Inoltre Tir e camion sono bloccati in moltissime località e dunque nell’impossibilità di consegnare e ritirare merce, dipendenti a casa per la chiusura di molte attività.

E’ un quadro davvero sconsolante – dicono il vicepresidente nazionale della Cna Giorgio Aguzzi e il segretario provinciale Camilla Fabbriuna situazione che purtroppo durerà ancora per giorni e giorni, complice le temperature polari di questi giorni e che ha già causato milioni di euro di danni. Molte imprese sono in ginocchio e si trovano ancora nell’impossibilità di riprendere l’attività. Come Cna, dopo esserci messi a disposizione dei Comuni e della Provincia per una prima fase d’emergenza con molte nostre ditte che hanno utilizzato propri mezzi (pale meccaniche, ruspe, bobcat, mezzi d’opera, piattaforme aeree), per lo sgombero della neve, ora ci stiamo attrezzando per raccogliere dal territorio segnalazioni di crolli, chiusure forzate, danni”.

Come a Fermignano, dove la situazione è drammatica, con il crollo del capannone della Comit e di altre due aziende della meccanica. Altri crolli sono segnalati a Fossombrone e Urbania. Ma tutte le aziende della provincia sono in emergenza. Come ad Urbino, Sant’Angelo in Vado, Mercatello sul Metauro. Ma anche a Piandimeleto, Lunano, Mercatale, Sassocorvaro, Macerata Feltria, Montecerignone, nella Valconca Mercatino Conca Montegrimano, Montecerignone, Sassofeltrio. Non va meglio anche ad Acqualagna, Apecchio,Piobbico, Cagli dove la neve ha causato danni ingenti. Nella Valcesano si segnalano difficoltà per molte aziende di Pergola e San Lorenzo in Campo. Ma anche la costa e l’immediato entroterra sono stati risparmiati. Danni e disagi anche per molte attività nella cintura artigianale nei territori di Montelabbate, Sant’Angelo in Lizzola, Tavullia, Colbordolo. In difficoltà centinaia di imprese e attività della costa: da Gabicce a Pesaro, da Fano a Marotta.

I settori più colpiti sono quelli della meccanica e della manifattura (mobile, tessile). Completamente paralizzata le attività dell’edilizia (chiusi tutti i cantieri della provincia) e quelle dell’autotrasporto con molti camion ancora bloccati che non riescono a mettersi in viaggio a causa delle condizioni delle strade.

Come Cna stiamo monitorando la situazione anche se è ancora difficile per il momento fare una stima dei danni in termini economici. Ma non è difficile ipotizzare che se a venerdì scorso la doppia ondata di maltempo era già costata alle imprese della provincia di Pesaro e Urbino oltre 50 milioni di euro considerando che nel conteggio dei territori colpiti dalla neve, le imprese sono oltre 16mila (escludendo quelli della fascia costiera) e che almeno il 30-40% di queste è stato costretto a sospendere l’attività per oltre 10 giorni, i danni possano ora essere oltre 60 milioni di euro. Un conto empirico e stimato per difetto (7-800 euro di danni al giorno ad azienda), ci ha portato a considerare nei giorni scorsi oltre 56 milioni di euro di danni. Cifre destinate ovviamente a crescere ulteriormente nei prossimi giorni”.

Si tratta di danni gravissimi – dicono il presidente provinciale e vicepresidente nazionale Giorgio Aguzzi e il segretario della Cna Camilla Fabbriche mettono ulteriormente in difficoltà il sistema della piccola e media impresa pesarese già alle prese da almeno due anni con una crisi fortissima. Per questo chiediamo aiuto alle istituzioni locali e nazionali per considerare l’opportunità di finanziamenti straordinari per le aziende colpite dai danni e, in prima battuta, un congelamento o lo slittamento dei pagamenti delle scadenze fiscali”.

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