Otto allenatori, una Coppa Italia

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16 febbraio 2012

PESARO – A poche ore dal primo salto a due che aprirà la Final Eight di Coppa Italia, proponiamo il parere dei protagonisti, iniziando – noblesse oblige – da coach Pianigiani, detentore del trofeo con il Montepaschi Siena: “Le Final Eight sono qualcosa che sfugge da sempre ogni pronostico: c’è grande equilibrio, le partite si decidono spesso negli ultimi secondi e quest’anno quasi tutte le squadre arrivano in fiducia visto l’equilibrio che regna in campionato. Sassari ha vinto le sue ultime cinque gare, arriva alla gara da seconda in classifica e questo già dice molto sulla difficoltà della sfida. È un avversario temibile che affronterà la partita con serenità e convinzione, in un campo neutro ed in un’atmosfera ovattata che renderà la partita ancora più particolare ed impronosticabile”.

Scavolini Siviglia-Treviso, time out Luca Dalmonte

Coach Luca Dalmonte (foto Giardini)

Sassari, che sarà ancora una volta priva di Travis Diener, il suo giocatore di maggior classe (e i tanti, troppi infortuni del formidabile playmaker sarebbero un ostacolo a prospettive diverse, in Eurolega, per esempio), confida nella gara secca, dove tutto è possibile. Non a caso, sia il presidente Sardara, che mercoledì ha portato la squadra in visita alla sede della Reale Mutua, uno degli sponsor (forse ha stipulato un’assicurazione sul… risultato), sia coach Sacchetti sono convinti che “in una serie lunga Siena è imbattibile, ma in una partita da dentro o fuori, ognuno può giocare al meglio le proprie carte…”, anche se a Sacchetti manca una carta importante, Travis Diener.

MILANO CONTRO BOLOGNA

Dopo Siena e Sassari scenderanno in campo Milano e Bologna, entrambe reduci da delusioni cocenti. Milano ko in casa con il Banco di Sardegna, Bologna superata in rimonta a Cremona.

Coach Scariolo ha provato a ricaricare le batterie dell’EA7 Emporio Armani.

“Siamo coscienti che da quando la Coppa Italia si gioca con la formula delle Final Eight le partecipazioni dell’Olimpia si sono quasi sempre arenate al primo turno – commenta il coach biancorosso, che la Coppa l’ha vinta, ma quella del Rey, in Spagna, sia con Vitoria sia con Malaga – e questo rappresenta un’ulteriore motivazione per affrontare la partita contro la Virtus con determinazione e con continuità di rendimento per tutti i 40′. Bologna è una squadra forte, ben organizzata e sta disputando fin qui un’ottima stagione. Noi probabilmente non avremo tutti i giocatori in piena efficienza, ma questo dev’essere un ulteriore stimolo per quelli che invece lo saranno: con la massima applicazione da parte di tutti, sono convinto che potremo disputare una buona Coppa Italia”.

Anche Bologna non sarà al completo, perché – malgrado tutti i buoni propositi – Peppe Poeta dovrebbe dare forfait, vittima di un infortunio al polpaccio della gamba sinistra. Eppure coach Finelli pensa positivo, tenendo bene in mente che ogni edizione propone sorprese. Ovvio che l’allenatore bolognese pensi alla sua squadra come sorpresa del 2012. E mette pressione su Milano, “favorita anche alla luce del risultato di un paio di settimane fa in campionato”, quando l’Olimpia sbancò Casalecchio.

Domani scenderanno in campo prima Pesaro e Venezia, poi Cantù e Avellino.

PESARO CONTRO VENEZIA

Coach Dalmonte ribadisce oggi il suo pensiero sulla sfida ai veneziani: “L’Umana ha giocatori che – nel mosaico predisposto da Mazzon – riconoscono il loro ruolo e dove incastrarsi. Una squadra lunga, che ogni domenica lascia fuori un giocatore. Ora può essere il “nostro” Giovanni Tomassini, ora Magro. Il particolare conferma la bontà del materiale umano a disposizione. Il roster ha profondità, con giocatori utilissimi a fianco alle prime punte. L’utilità di Bryan, Rosselli, Meini e Allegretti è indiscutibile. Venezia è una squadra molto intelligente difensivamente, con tre tipologie di difesa. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle le loro qualità. A Torino dovremo avere analisi, capacità interpretativa e concentrazione, per trasformare l’esperienza negativa in aspetto utile. Non possiamo permetterci che la sconfitta casalinga pesi negativamente, perché abbiamo tutti la consapevolezza di essere diversi, cambiati da quella partita di inizio novembre. Niente pensieri cattivi, solo capacità di apprendere da quell’esperienza, magari unita a voglia di rivalsa in un contesto diverso dal campionato. Dobbiamo essere subito aggressivi, per non attaccare a 8 metri dal canestro. E’ una partita da dentro-fuori e come tale va interpretata: non ci attende un quarto, è una finale, sperando sia… non diciamo altro”.

Non giocate da tre settimane, vi manca il ritmo partita.

“E’ importante riacquisirlo con uno sforzo mentale, mantenendo la concentrazione in un contesto diverso dalla normalità, anche appena fuori dalla linea del campo. Niente distrazioni, massima attenzione”.

L’assenza di Fantoni toglie sicuramente carte importanti a Venezia. Coach Dalmonte può spiegarci cosa?

“Sicuramente solidità, un jolly difensivo tangibile, ma gli apre scenari più sbarazzini dal punto di vista offensivo, nel senso che se prima giocavano con Rosselli e Slay 4, ed eventualmente Allegretti come arma tattica, era un’opzione, adesso può diventare una regola. Alzeranno il minutaggio delle tre guardie utilizzate insieme. E in difesa maschereranno le problematiche grazie all’intelligenza di cui parlavo prima”.

Una curiosità: le parole di Luca Dalmonte sono un omaggio alla Reyer, alle qualità tecniche e morali della squadra di Mazzon. Sembra incredibile, ma sapete quale significato danno i sudamericani alla parola “venezia”? E’ attribuita ai giocatori fine a se stessi, che pensano più ai ghirigori che all’interesse della squadra.

All’Umana Venezia è tutto il contrario: “E’ una bellissima cosa da neopromossi essere arrivati ad una manifestazione così – conferma Andrea Mazzon, tecnico della Reyer, al sito societario – è una soddisfazione particolare poi il fatto di partecipare ad una Final Eight per la prima volta nella storia della Reyer. Dal punto di vista più prettamente sportivo è chiaro che sono partite particolari dove bisogna avere la capacità di accettare l’errore e di giocare sempre insieme senza disunirsi di fronte alle difficoltà”.

Un giudizio sulla Scavolini Siviglia?

“Pesaro al termine del girone di andata era seconda e se dovesse vincere la partita che deve recuperare sarebbe di nuovo lì. Mi sembra sufficiente per dire che troviamo una corazzata, una squadra che ha grandi tradizioni anche in manifestazioni come questa. Noi ci sentiamo convinti della nostra mentalità: abbiamo la consapevolezza di dovere sempre crescere, sappiamo che ci sono squadre molto forti, ma sappiamo anche che non dobbiamo temere nessuno. Vogliamo affrontare tutti a testa alta”.

AVELLINO CONTRO CANTU’

L’ultimo quarto di finale, venerdì alle ore 20,30, vedrà opposte Bennet e Sidigas. “Una sfida molto complicata – commenta il coach canturino Andrea Trinchieri – perché la Sidigas gioca davvero bene e, dal punto di vista mentale, è estremamente leggera. Non dimentichiamoci che l’anno scorso i campani sono arrivati a Torino freschi come delle rose e hanno eliminato Milano… In questa stagione se consideriamo i momenti di forma delle squadre e i calendari non siamo mai stati fortunati e quindi non mi aspetto che, da qui in avanti, cambi qualcosa. Sicuramente è una sfida difficilissima in cui la Scandone non ha niente da perdere per cui non ho dubbi che disputerà una grande prestazione”.

La replica è affidata al coach avellinese Frank Vitucci: “Ci apprestiamo a giocare una competizione importante, che la squadra si è guadagnata sul campo e cercheremo di onorarla nel migliore dei modi. Per andare avanti bisogna vincere perché sono tutte partite senza futuro. Affrontiamo un avversario di livello come Cantù che è stata l’unica risposta vera al dominio di Siena lo scorso anno e quest’anno puntano ad entrare tra le prime otto d’Europa. E’ uno stimolo importante ma sappiamo che abbiamo una barriera dura da scavalcare per cui sarà necessario sarà metterci tutto quello che abbiamo a disposizione perché questo tipo di eventi per tutti noi, staff e giocatori, sono i più eccitanti perché è un premio al lavori fatto prima e questa gare secche hanno un sapore particolare, in una cornice molto accattivante come il PalaOlimpico di Torino. Fisicamente non siamo al meglio perché in questi dieci giorni senza partite non ci siamo riusciti ad allenare con la costanza che un evento del genero meriterebbe: ciò dovute un po’ al clima esterno, ma anche alle difficoltà di allenarci in un palazzetto troppo freddo, non adeguato per questi livelli. Dean è in forte dubbio perché il polso sinistro è molto dolente e stiamo facendo gli accertamenti che servono per capire l’entità del problema. Vedremo come si sentirà e se sarà utilizzabile. Recuperiamo Spinelli che ha poco allenamento vero nelle gambe, ma fisicamente sta meglio. Ad oggi è in forte dubbio vedremo domani come si sentirà e vedremo se sarà utilizzabile”.

Ultima curiosità: il sito internet della Dinamo Sassari ha invitato i visitatori a votare su chi Chi vincerà le “Final Eight” 2012.

Su 791 votanti, il 57% ha scelto Sassari, il 28% Siena. Praticamente, secondo l’85% la Coppa Italia se la prenderà una delle protagoniste del primo quarto di finale. Poi il 4% a Cantù, il 3% a Milano e Pesaro (ma in questo c’è anche il voto di chi scrive), il 2% a Bologna e Venezia, l’1% Avellino.

Luciano Murgia

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