Ricci orgoglioso dei pesaresi. “Ora vengano riconosciuti i danni”

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18 febbraio 2012

PESARO – I paragoni con il passato si sono ben presto sbriciolati. E’ stata la nevicata più imponente della storia della nostra provincia. Prendiamo Urbino: l’Osservatorio certifica che i centimetri caduti nei giorni scorsi sono stati 320, contro i 174 del 1956, l’anno da tutti preso come di riferimento nella memoria del territorio.

Matteo Ricci

Matteo Ricci, il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino

Purtroppo siamo stati la provincia più colpita d’Italia. Una vera calamità naturale. La priorità assoluta, dall’inizio, è sempre stata per la sicurezza e la salute delle persone. Un lavoro di squadra caratterizzato da una collaborazione straordinaria tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini. Nessuno ha fatto polemiche. Di contro, in tutte le reti televisive, lo spazio era solo per i pochi centimetri di neve caduti a Roma. E per le vicende, anche stucchevoli, della capitale. Liti e battibecchi tra istituzioni che ci hanno infastidito, perché nell’emergenza si collabora. E noi, sepolti dalla neve, lo abbiamo fatto. Anche per questo, abbiamo voluto alzare il livello della presenza mediatica in ambito nazionale. Perché il pericolo era quello di finire nel dimenticatoio. Lo sforzo ci ha consentito di ricevere attenzioni e rinforzi indispensabili, in termini di mezzi e uomini. Fondamentali per gestire le centinaia di situazioni a rischio, dai tetti alla viabilità. La sceneggiata di Roma, in un certo senso, ha fatto scattare una molla in più. L’orgoglio esemplificato da un messaggio che è arrivato al mio telefono, nel corso della diretta a Matrix: «Digli che la neve di Roma noi l’avremmo spalata in canotta e ciabatte!». Perché proprio nei momenti di difficoltà, emergono i valori fondanti e il carattere di una comunità. E in questa calamità naturale, ancora una volta, ha prevalso la cultura del fare e della solidarietà. Insieme all’orgoglio di chi non è abituato a lamentarsi a ad elemosinare con il cappello in mano, ma vuole battersi per la terra che ama. I danni innumerevoli che abbiamo subito hanno martoriato un sistema economico già molto sofferente. Ma penso che la comunità, alla fine, ne uscirà più forte e unita. Proprio la forza e l’unità ci hanno consentito di gestire l’emergenza. E saranno indispensabili per la battaglia sul riconoscimento dei danni che partirà da lunedì prossimo. Le prime stime sono veramente da brividi, in tutti i settori economici. Parliamo di centinaia di milioni di euro. Ci batteremo per le nostre richieste, come ci siamo battuti finora per contrastare la neve. Perché per ripartire serve l’aiuto dello Stato. In questi giorni, ho già esposto le nostre ragioni al ministro dell’Ambiente Corrado Clini e ai segretari dei due principali partiti del Paese, Pierlugi Bersani e Angelino Alfano. Continuerò con tutte le altre forze politiche e, insieme agli eletti nel territorio in consiglio regionale e in parlamento, ci faremo sentire. La Consulta, due giorni fa, ha bocciato la “tassa della disgrazia”, dichiarandola incostituzionale. Era quello che abbiamo invocato, in queste ore, a gran voce, sottolineando in tutte le sedi l’assoluta esigenza di revisione del Milleproroghe. Perché era ingiusto e paradossale penalizzare ulteriormente con le tasse un territorio messo in ginocchio da una calamità naturale. E’ fondamentale, adesso,continuare a tenere alta la pressione e creare le condizioni per un aiuto vero. Siamo gente umile e laboriosa, abituata a cavarcela da soli. Ma questa volta un sostegno deve arrivare, come è stato dato, in passato, per altri territori nella nostra stessa situazione. Speriamo non serva, ma se non scatterà il meccanismo di solidarietà nazionale e non ci sarà riconosciuto l’aiuto che ci spetta, dovremo essere pronti a mobilitarci fino a portare in migliaia il nostro orgoglio e la nostra determinazione a Roma. Ringrazio chi, in questi giorni, si è trasferito nella sala operativa di via dei Cacciatori e ha coordinato, quasi in apnea, gli interventi con professionalità e abnegazione. Uomini che conoscono davvero il significato della responsabilità. Ognuno ha fatto del suo meglio e anche le inevitabili lamentele sono servite ad avere più chiare le priorità. Anche perché i cittadini, con compostezza, hanno sopportato tanti disagi. Plaudo a tutti i sindaci che, in prima linea, hanno riprodotto su scala comunale la collaborazione che ha caratterizzato il livello provinciale. E ribadisco la straordinaria importanza del volontariato, che ha rinsaldato la coesione e il tessuto sociale della provincia. Pensiamo solo agli studenti di Urbino, che si sono saldati con i volontari del Friuli Venezia Giulia. Una menzione particolare è per i cittadini delle aree interne, che per 15 giorni, stoicamente, hanno resistito sotto 3 metri di neve. Ho visto di persona, tutti i giorni, in piena emergenza, il valore del loro coraggio e della loro tempra. La stragrande maggioranza dei cittadini è stata consapevole del carattere assolutamente eccezionale del fenomeno. Ha lavorato a testa bassa, rimboccandosi le maniche. E mi ha fatto sentire ancora una volta orgoglioso della nostra provincia.

Matteo Ricci
Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino

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