Si finge “anima gemella”, poi lo pestano e lo derubano

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18 febbraio 2012

FANO – Tutto è iniziato quando un uomo, originario di Ancona, si è presentato al pronto soccorso di Fano, accusando dolori per le botte subite e dicendo di essere stato vittima di una rapina. Era la notte tra il 16 e 17 febbraio. Ventiquattro ore dopo gli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fano  hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria un cittadino italiano e denunciato in stato di libertà la sua complice, anch’essa italiana, per i reati di rapina e danneggiamento aggravati.

Polizia

Poliziotti in azione

Allertati dai medici di turno, dopo la denuncia dell’uomo al pronto soccorso, dalle indagine degli agenti è infatti emerso che l’uomo stesso, nella serata del 16, si era incontrato al Lido di Fano con una piacente signora che aveva risposto alla sua proposta di amicizia, pubblicata su di un settimanale nella rubrica “Anima Gemella”.

Al termine della serata, trascorsa in un ristorante della zona, la donna, postasi con una scusa alla guida dell’auto del suo “cavaliere”, prima raggiungeva un parcheggio isolato quindi, fermato il mezzo, gli chiedeva perentoriamente 200 euro per il tempo trascorso in sua compagnia. Al rifiuto dell’uomo iniziava a minacciarlo ed a malmenarlo, quindi contattava con il cellulare il suo complice, che in brevissimo tempo li raggiungeva sul posto.

Ne seguivano momenti veramente difficili per il malcapitato inserzionista, che veniva sottoposto a nuove minacce e percosse da parte dei due malintenzionati e costretto a consegnare oltre a tutto il denaro che aveva in tasca (in tutto 40 euro) anche il cellulare. Per buona misura i due, prima di allontanarsi, gli danneggiavano l’auto spaccando uno specchietto retrovisore, i tergicristalli e la radio. Le indagini esperite dagli Agenti del Commissariato consentivano in breve tempo di identificare i due malviventi in R.H., 34enne cittadina italiana residente a Fano e M.M., originario di Bari senza fissa dimora, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine, nonché di rintracciarli nel centro storico di Fano. I predetti, bloccati dagli Agenti, ammettevano le loro responsabilità, adducendo a loro giustificazione la situazione di grave disagio economico in cui versavano, dovuta alla mancanza di un posto di lavoro. La donna veniva denunciata a piede libero, mentre l’uomo veniva sottoposto a fermo di polizia giudiziaria ed associato alla Casa Circondariale di Villa Fastiggi.

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