Volley: il ritorno di Martina Guiggi, “il capitano”

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18 febbraio 2012

PESARO – E’ la partita degli ex, perché da Villa Cortese arrivano (anche) Marcello Abbondanza, Lindsey Berg e Ramona Puerari, ma – senza che possa essere ritenuta una mancanza di rispetto – come cantavano una volta i tifosi pesaresi (“Un capitano, c’è solo un capitano”), domenica pomeriggio sul taraflex del PalaCampanara ci sarà “solo un’ex”, Martina Guiggi, leader degli anni più belli della storia della pallavolo pesarese, e non solo. Pisana di Peccioli, 28 anni il prossimo primo maggio, Martina è arrivata a Pesaro da Novara, dove era cresciuta alla corte di Luciano Pedullà. Era la stagione 2004. In sette anni a Pesaro ha vinto tre scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane e due coppe Cev. Una carriera trionfale. Poi l’addio. Perché?

Martina Guiggi 1

Martina Guiggi in maglia Scavolini (foto Giardini)

Sono andata via da Pesaro per cercare nuove emozioni…” ha spiegato nella sua pagina Facebook subito dopo avere esordito a Villa Cortese. Lo ribadisce oggi, dal pullman che la sta portando a Pesaro. “Il nostro lavoro è fatto di stimoli, di adrenalina, di agonismo. Dopo tante stagioni trascorse nello stesso posto ti viene il dubbio di non essere più in grado di esprimere il tuo gioco abituale, di non essere più in grado di dare e ricevere la scossa. Cambiare diventa una scelta quasi obbligata”.

Lei, abituata a mille trasferte, con quale stato d’animo è salita sul pullman diretto a Pesaro, per sette anni la sua casa?
Con molta tranquillità. Io non mi faccio assalire dall’emozione prima che sia il momento. Certo, non nascondo la felicità di rivedere tante persone, tanti amici ai quali ho voluto e voglio molto bene. Pesaro è stata la mia seconda casa per sette anni, fa parte e farà sempre parte del mio cuore con tutte le persone che vivono intorno alla società, alla squadra…”.

Da giocatrice avrà un infinito album di ricordi…
Tanti e tutti belli. Finali, vittorie, coppe, scudetti, partite importanti. La mia carriera ha registrato, in poco tempo, trionfi incredibili, difficili da ripetere in altre città e situazioni. A Pesaro ho vissuto una carriera bellissima…”.

Qualche settimana fa, vedendola protagonista sul taraflex della Dinamo Mosca, è sembrato che il tempo si fosse fermato. Lei che metteva giù i punti decisivi per passare il turno in Champions League con la maglia di Villa Cortese, come l’anno prima con quella della Scavolini. Ci ha regalato un’emozione.
Grazie… partite come quella di Mosca mi esaltano. Più sono importanti, più alta è la posta in palio e più mi diverto. Sono contenta di questo atteggiamento, significa che anche se passano gli anni ci tengo ancora a giocare certe sfide e a provare le emozioni che regalano”.

Cosa “teme” di più dell’accoglienza che – credo – le riserveranno società e tifosi?
So che sono sempre molto carini con chi ha giocato a Pesaro e credo riserveranno un piccolo pensiero anche per me. Li conosco bene, tutti, dai dirigenti ai tifosi, alle famiglie, alle ragazzine. Sono persone fantastiche alle quali vorrò bene sempre”.

Ma quando sentirà i Balusch dedicare un coro al “capitano”, penserà che è dedicato a lei?
Martina ride… e anche se fredda un brivido lo sta provando già… “No, penserò che adesso è dedicato a Francesca Ferretti… Ogni tanto mi chiama qualche dirigente, oppure ricevo saluti attraverso altre persone. Mi dicono sempre che devono salutare “il capitano”.

Che fu fondamentale nella conquista del primo scudetto, anche con il famoso acronimo tatuato sul braccio.
In verità, a crearlo fu il nostro allenatore, Angelo Vercesi. Noi lo traducemmo in un tatuaggio”. Il famoso GUC, Giovani Un C…avolo.

A Martina piace tanto Pesaro. Eppure ci sarà qualcosa che non le è piaciuto durante gli anni di permanenza alla Robur.
Gli impianti sportivi dedicati al volley. Non mi stancherò mai di ripeterlo: una squadra così meritava un’altra sistemazione. Prima abbiamo giocato a Montecchio, dove l’accoglienza è stata eccellente. Certo, il palazzetto dello sport è funzionale, riscaldato, praticamente perfetto ma sicuramente piccolo. Poi ci siamo trasferite a Pesaro, dove abbiamo convissuto con mille problemi: indisponibilità dell’impianto, freddo, luci inadeguate, spifferi… Ogni volta che venivo intervistata non mancavo di sottolinearlo, ho rischiato di diventare un incubo per l’amministrazione comunale. Poi il trasferimento a Campanara, dove – mi hanno detto – sono stati fatti altri lavori. Ma non è l’ideale. Si dice da tanto tempo del ritorno all’hangar di Viale dei Partigiani, ma si deve attendere ancora. Sì, alla Scavolini servirebbe un impianto migliore”.

Domenica ritrova Luciano Pedullà, che quasi si commuove a parlare di lei.
A Luciano devo moltissimo. Dieci anni fa era il voce di Bosetti nella prejunores. Mi volle a Novara che avevo solo 17 anni. Con lui ho giocato i miei primi campionati in serie A. E’ stato il primo a credere fortemente in me, utilizzandomi in finali importanti. Mi diceva sempre che per lui era una gioia lavorare con me, perché sorrido sempre e non mi tiro mai indietro. Luciano è un bravo tecnico, l’ideale soprattutto per lavorare con squadre giovani che vogliono crescere. Sono contenta che la Scavolini abbia ritrovato una figura così importante del volley italiano”.

Vista da Villa Cortese, magari con l’aiuto di qualche voce pesarese amica, cosa pensa della Scavolini 2011/12, una squadra che non ha equilibrio e passa – nella stessa partita – da momenti esaltanti ad altri deprimenti?
La mancanza di continuità non è solo della Scavolini. Anche Villa Cortese soffre dello stesso problema. Non saprei se dipende dalla stagione praticamente dimezzata, dal fatto che molte giocatrici sono arrivate all’ultimo momento, che tante altre sono andate vie, hanno scelto altri campionati. Quando si investe su novità non si hanno certezze sui tempi di risposta e se le garanzie tecniche saranno pari a quelle offerte da chi è andata via. La risposta la darà solo il tempo. Io sono certa che la Scavolini abbia un bel potenziale in alcuni fondamentali, mentre debba crescere in altri”.

Scavolini – MC-Carnaghi Villa Cortese si gioca alle ore 18 di domenica al PalaCampanara, arbitri Florian e Santi, diretta su Radio Incontro, differita martedì sera su Tvrs.

Luciano Murgia

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