La Rai fa dietrofront sul canone per pc e smartphone

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22 febbraio 2012

PESARO – Polemiche e proteste roventi ha suscitato ieri la notizia della nuova tassa del canone Rai dovuta da professionisti e artigiani in possesso di pc e tablet. Molte aziende artigiane e liberi professionisti avevano ricevuto infatti il bollettino per il pagamento dell’abbonamento speciale al canone da parte della Rai movendo dal decreto “salva Italia”.

Computer e mouse

I centralini degli uffici Confartigianato erano stati bersagliati di telefonate di artigiani preoccupati per questa nuova tassa. Erano 5 milioni infatti le aziende italiane colpite da questo decreto per richieste che andavano dai 200 euro ai 6.000, per una media di 980 della richiesta Rai.

La Confartigianato, insieme con Rete imprese Italia, aveva denunciato l’accaduto richiedendo l’intervento urgente del ministro dello sviluppo economico Corrado Passera. Martedì, cioè ieri, si è svolto l’incontro a Roma nel quale i vertici di Confartigianato hanno richiesto al ministro la cancellazione dell’abbonamento speciale per pc e tablet. E inseguito a questo interessamento la Rai ha fatto dietrofront, comunicando che la tassa non è da pagare. In un comunicato la Rai ha dichiarato infatti:

“che la lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce soltanto ad imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori e non va corrisposto canone speciale nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori.”

 

Una rettifica importante, quindi, presa in poco tempo ma dovuta perché in netto contrasto con gli obiettivi che si stanno mettendo in atto per rilanciare la crescita del Paese.

 

SORRIDE ANCHE LA CNA

La Cna di Pesaro e Urbino esprime soddisfazione per l’improvvisa retromarcia della tv pubblica, che in una nota ha precisato di non aver intenzione di esigere dalle aziende il pagamento dell’abbonamento speciale per il mero possesso di apparecchi come computer e simili, normalmente non finalizzati alla ricezione di programmi televisivi.

La Cna di Pesaro e Urbino è soddisfatta per la marcia indietro della Radiotelevisione italiana, che in una nota ha precisato espressamente “di non aver intenzione di esigere dalle aziende il pagamento dell’abbonamento speciale per il mero possesso di apparecchi come computer e simili, normalmente non finalizzati alla ricezione di programmi televisivi”.

La nota di viale Mazzini, però, non chiarisce completamente la questione.

Secondo quanto specificato dalla Rai, infatti, il pagamento del canone speciale è dovuto dalle imprese solo in caso di possesso di “computer utilizzati come televisori (digital signage)”.

La Cna, così come Rete Imprese Italia, chiede quindi l’intervento del governo e del Parlamento per chiarire al di là di ogni dubbio, e una volta per tutte, una esatta normativa sul canone”.

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