Pagliano: danni per almeno 30 milioni, scenario preoccupante

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23 febbraio 2012

PESARO – Un centinaio di imprese seriamente colpite, una decina che hanno subito il blocco totale dell’attività produttiva,tante che hanno segnalato la mancata consegna delle merci e contestazioni da parte dei clienti, danni per circa 30 milioni di euro: è questa “la prima stima” degli effetti del maltempo sulle industrie della provincia di Pesaro e Urbino che il Presidente di Confindustria, Claudio Pagliano, ha presentato nell’ultima riunione di Giunta. “Stiamo ancora completando la ricognizione – ha spiegato – per cui la cifra è destinata ad aumentare e non nascondo la preoccupazione per il futuro di tante aziende praticamente ferme da un mese, se non più”.

Le segnalazioni dei danni vanno dal crollo dei tetti al danneggiamento dei macchinari, dalla inagibilità dei locali alle rotture di impianti idraulici, contatori di acqua, generatori e colonnine antincendio. Sono almeno trenta le industrie che hanno già chiesto il ricorso alla cassa integrazione. La mappa dei danni non ha risparmiato praticamente nessuno: dal Montefeltro all’Alta Valle del Foglia, dalla Valle del Cesano a quella del Metauro e poi, ancora, Montelabbate, Pesaro, Fano.“Si tratta di uno scenario preoccupante – ha dichiarato Pagliano – perché si inserisce in un contesto di sofferenza e incertezza confermato dai principali indicatori economici di fine 2011”. Secondo l’indagine trimestrale del Centro Studi dell’associazione pesarese, infatti, nel periodo ottobre-dicembre 2011 la produzione industriale è calata dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; negativi anche i fatturati: – 3% rispetto allo stesso trimestre 2010, con cali sia sul mercato interno (-0.5%), che, soprattutto, sull’estero (-6,1%).

Dalla Giunta degli industriali pesaresi è emersa anche una proposta di collaborazione destinata agli enti pubblici, in primis la Provincia: “Facciamo un piano preventivo di emergenza anti-neve – ha spiegato il presidente Pagliano – che consolidi il rapporto tra pubblico e privato, che ha già dato frutti nei giorni scorsi. L’idea è quella di non affidarsi esclusivamente alla buona volontà dei singoli, ma prevedere, ad esempio, un impegno diretto degli imprenditori ad intervenire nelle immediate vicinanze dei siti industriali, lasciando alle amministrazioni locali l’onere di ‘pulire’ la viabilità locale. Un’attività che dovrebbe cominciare con il censimento, da parte dei Comuni, dei mezzi che le imprese possono mettere a disposizione in caso di emergenza”. “In questo modo – ha aggiunto – si cercherà di non restare bloccati dentro le aziende e di consentire arrivo e partenze anche dei mezzi pesanti”. La proposta degli industriali è innovativa, come ha sottolineato lo stesso Presidente, “perché rende disponibili i privati in un’attività – quella della gestione dell’emergenza – che è tipicamente un ambito di competenza del pubblico”.

Il tema della prevenzione è stato declinato anche dal gruppo degli edili: secondo i costruttori, infatti, sarebbe opportuna una verifica strutturale delle coperture dei siti produttivi perché, soprattutto i capannoni più datati potrebbero non essere in grado di far fronte agli eventi generati dalla mutazione delle condizioni meteorologiche, con conseguente aumento di rischi di danni. Su questo tema, l’Ance ha chiesto agli imprenditori di “fare prevenzione consultando i professionisti del settore e, comunque, raccogliere tutta la documentazione relativa all’edificio”.

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