L’ombra lunga della camorra su Pesaro e Fano

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25 febbraio 2012

Rapina Bartorelli

PESARO – Dopo le due clamorose tentate rapine, avvenute alla luce del sole, nel cuore del centro storico di Pesaro e a Fosso Sejore, lungo una strada decisamente trafficata, emerge un quadro destabilizzante. Da un lato, nel caso del tentato colpo eseguito nella gioielleria Bartorelli (per 500 mila euro di bottino), e successivamente in due tentativi di furto messi in atto al bar Total (statale adriatica)  e ai danni di un autista a Ponte  Vecchio (gli stavano rubando dei generi alimentari dal camion) si segnala l’importante segnalazione e azione quasi deterrente messa in campo dai semplici cittadini  (quasi a stare a significare: “Qui noi abbiamo le antenne alte, non ci sfugge nulla, attenti”), dall’altro arrivano le parole del procuratore della Repubblica Manfredi Palumbo: “Sono gruppi criminali diversi che rispondono al volere della camorra – ha spiegato al Resto del Carlino -. Non si pensi che sia lontana, confinata a Napoli. Uomini della camorra vivono a Pesaro, comprano aziende, investono soldi, organizzano rapine. Il contagio ha già fatto il suo effetto. Siamo sicuri che se fosse intervenuta la sola pattuglia di polizia, i rapinatori avrebbero usato le armi per farsi largo, con delle conseguenze incontrollabili. Invece, l’arrivo massiccio di agenti li ha fatti desistere”. La conferma, ulteriore, dal Prefetto Attilio Visconti: “Tutti i responsabili delle forze di polizia hanno comunemente condiviso la preoccupazione che il territorio possa far registrare nei prossimi mesi una significativa recrudescenza della attività criminali”.

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