Neve e alluvione, Ricci chiama: “A Roma il 21 marzo”

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1 marzo 2012

PESARO – L’aveva annunciato i giorni scorsi, ma da stamane ha dato anche una data. Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Matteo Ricci, dopo aver portato l’emergenza neve in tutta Italia partecipando alle principali trasmissioni televisive nazionali, tramite la sua bacheca Facebook chiama a raccolta i pesaresi ma anche tutti i marchigiani.

Matteo Ricci, neve

Matteo Ricci i giorni scorsi sulla neve

“La calamità della neve – recita il post pubblicato alle 11.30 di oggi – un vero “terremoto bianco” rischia di cadere nel dimenticatoio. Abbiamo obiettivi chiari e tutti stanno facendo la propria parte, ma dobbiamo supportare la trattativa con una forte mobilitAzione. Voglio proporre di portare a Roma l’orgoglio marchigiano con una manifestAzione il 21 marzo, inizio della primavera ma per noi fine di un inverno devastante. Cosa ne pensate? Fatemi sapere”.

Già diversi amici Facebook del presidente hanno risposto. Qualcuno ha aderito incondizionatamente (“Noi la neve di Roma la spaliamo in ciabatte e canotta”), basandosi su un concetto di solidarietà che si è perso nell’odierna società, e qualcun altro ha espresso qualche perplessità (“Abbiamo troppo lavoro da fare per venire a manifestare a Roma. Non dovrebbe essere la politica a toglierci da certi impicci?”. C’è da giurare che nelle prossime ore e nei prossimi giorni risponderanno a centinaia se non a migliaia.

 

IL COMUNICATO UFFICIALE

La fine è un nuovo inizio, anche simbolicamente. Matteo Ricci la vede così e propone la giornata del 21 marzo per trasferire, materialmente, l’orgoglio marchigiano a Roma. Davanti a Montecitorio. Una mobilitazione bipartisan, «civile ma determinata», per accompagnare e sostenere la trattativa istituzionale. Che somma le istanze sul riconoscimento dei danni neve a quelle per l’alluvione dello scorso anno. La data prescelta per il “Marche Day” è una specie di spartiacque, una «transumanza verso l’ideale rinascita». Perché «il primo giorno di primavera – sottolinea il presidente -, per noi, quest’anno, ha un significato particolare. Coincide con la conclusione di un inverno devastante, il più rigido di sempre». Ha passato ore a confrontarsi con gli amministratori delle Marche, Matteo Ricci. E la finalità dell’iniziativa è condivisa: «Abbiamo obiettivi chiari e ognuno sta facendo la sua parte. Ma più passano i giorni e più si corre il pericolo che il terremoto bianco finisca nel dimenticatoio. Noi abbiamo subito una vera calamità naturale, sicuramente non da meno dell’alluvione della Liguria». Per cui: «Se non scatta il meccanismo di solidarietà nazionale ora, quando deve scattare?». Il presidente ha lanciato il tam tam su facebook e sta contattando il governatore Gian Mario Spacca, i parlamentari e consiglieri eletti, i sindaci, gli amministratori e le associazioni di categoria. Pesaro e Urbino, «purtroppo la provincia più colpita d’Italia dal terremoto bianco», mantiene alta la pressione. Anche dopo l’ordine del giorno unitario votato dal consiglio provinciale, che ha seguito la strategia istituzionale messa a punto con tutti i soggetti interessati. Ricci ribadisce gli obiettivi e le azioni: «Ci stiamo muovendo su 5 fronti. In primis, sul rimborso dei costi sostenuti per l’emergenza neve. Su questo, il governo si è già impegnato. E’ necessario, inoltre, una deroga del patto di stabilità per i territori colpiti, per sbloccare le risorse già a bilancio degli enti locali». E ancora: «Per lo stato di calamità naturale relativa a agricoltura e zootecnia, già fatta propria dal governo, la strada è definita. Vedremo le risorse che verranno dal fondo nazionale ad hoc. In più, la Regione destinerà una parte delle risorse del Psr per la ricostruzione di stalle e aziende agricole, con il meccanismo dell’80 per cento a fondo perduto. Ma serve agire, parallelamente, sull’apertura di credito con gli istituti. Chiederemo un tavolo con il ministro dell’Agricoltura». Il presidente continua: «Per i danni nel pubblico e nel privato, incalcolabili, è necessario il riconoscimento dello stato d’emergenza, che è stato già avanzato dalla Regione. Poi potremo aprire la trattativa per la ripartizione delle risorse». Infine c’è il fronte dei beni culturali, per i quali serviranno beni specifici fondi, anche con leggi speciali». E qui Ricci annuncia che «grazie all’impegno dei parlamentari locali e del prefetto, il prossimo 9 marzo il sottosegretario del ministero per i Beni culturali Roberto Cecchi sarà a Urbino». Un primo passo, ma complessivamente la strada da fare è ancora lunga. Per cui: «Per raggiungere i 5 obiettivi abbiamo individuato 3 azioni». Primo: «Un gruppo bipartisan di parlamentari, già costituito, per tenere alta la pressione. E lo stesso meccanismo è stato riprodotto in consiglio regionale». Secondo: «L’incontro urgente con il governo, che abbiamo chiesto a Monti, Passera e Grilli». Terzo: «La giornata dell’orgoglio marchigiano a Roma, per sostenere e accompagnare la trattativa istituzionale». Adesso c’è la data, che vuole suonare come un nuovo inizio.

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