Giovanelli, il PD e i No Tav: “Diamo fastidio”

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5 marzo 2012

PESARO – Oriano Giovanelli, ex sindaco di Pesaro e oggi parlamentare del Pd, ha spiegato oggi il suo punto di vista sulla caldissima questione No Tav.

Ecco la sua analisi: “Non si può non vedere che è in corso sotto il titolo TAV, che c’entra fino a un certo punto, una sequenza che abbiamo già conosciuto. Davanti a un problema, o in buona fede o per opportunismi piu’ o meno pelosi, si mette in scena una battaglia alla Davide contro Golia. Da lì si passa alla sopraffazione del potere e quindi alla giustificazione della violenza cosiddetta resistente. A questo punto si inseriscono organizzazioni violente che non sanno nulla di ferrovie ma che hanno il loro folle disegno, che naturalmente si scagliano contro i riformisti. L’esito finale e’ che nell’opinione pubblica si determinano riflessi conservatori e autoritari. Questa dichiarazione di Bersani all’Unita’ di ieri e’ perfetta e non potevo che usarla così com’e’ per dire ciò che penso su TAV violenza e potere.A Pesaro una cinquantina di no TAV hanno creduto bene di manifestare bruciando la bandiera del PD. Si prendono quindi di mira ancora una volta i riformisti. Un piccolo episodio da non sottovalutare nel modo piu’ assoluto. Sembra che questo partito dipinto come se fosse così sgangherato e precario in verita’ preoccupi tanto e tanti. Sembra quasi che da tante parti diverse si abbia paura che in un paese che non ha mai conosciuto l’esistenza di un grande partito progressista riformista di governo se ne forgi davvero uno nel fuoco di una crisi epocale che richiede valori, riferimenti sociali forti ma anche coraggio, tanto coraggio innovativo. Diamo fastidio. Diamo fastidio a chi non sa far altro che agitare problemi e astenersi dal dare soluzioni e dall’altra chi le soluzioni pensa che siano sempre le stesse magari cambiando solo il salotto dove esse vengono prese e altri ancora che bramano la crescita di agitatori sterili per poterli rappresentare come la minaccia davanti alla quale ergere il muro dell’autoritarismo. Infondo al tramonto del Berlusconismo, malattia intima e profonda del modo di essere di questo paese, non sappiamo davvero ancora cosa ci puo’ attendere. Noi possiamo e dobbiamo accelerare la costruzione del Pd e di una soggettivita’ politica progressiva europea forte e nuova. Solo questo e’ il nostro dovere storico”.

Oriano Giovanelli

L'ex sindaco di Pesaro, oggi parlamentare, Oriano Giovanelli. Foto Giardini

Intanto, la battuta di Matteo Ricci su Fb “Se qualcuno/a pensa di candidarsi alle primarie, sappia che e’ meglio non avere sostentori nazionali!!!:)”, con tanto di punti esclamativi ed emoticons, certo, ha comunque scatenato una raffica di riflessioni proprio sul ruolo del Pd, della sua vicinanza e interpretazione del vivere quotidiano, della sua capacità di fare scelte e proporre candidati. Ma dopo Genova e Palermo, il dibattito è solo all’inizio.

Un commento to “Giovanelli, il PD e i No Tav: “Diamo fastidio””

  1. Giovanni scrive:

    Certo, caro onorevole che date fastidio. Date fastidio da quando ci avete privatizzato l’acqua con Hera in Marche Multiservizi 10 anni fa e i guadagni sulle bollette dei pesaresi prendono la strada di Bologna e vanno a finire nelle tasche dei privati di Hera invece di essere reinvestiti nel territorio e per far lavorare i lavoratori del territorio. Date fastidio con i vostri stipendi stellari sulle spalle di chi paga onestamente le tasse. Date fastidio quando prendete scelte irresponsabili come quella dell’Ospedale Unico Fano Pesaro costringendo poi quelli che abitano a Tavullia, Gradara o nella valle del Cesano a curarsi altrove soprattutto fuori regione anche per le cose semplici, per non parlare della devastazione ambientale e dei posti di lavoro che il cemento cancella nel turismo e nell’agricoltura. Date fastidio tantissimo, perché non fate gli interessi delle popolazioni che siete stati onorati di rappresentare. Date fastidio quando siete nei fatti indistinguibili dal PDL. Date quasi sempre fastidio. Per fortuna i cittadini si stanno svegliando e organizzando per fare a meno di voi e riappropriarsi democraticamente delle istituzioni e della democrazia stessa.

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