“Basta ipocrisie, vogliamo una vera parità”

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6 marzo 2012

PESARO – Susanna Marcantognini, coordinatore provinciale delle Donne Democratiche, interviene sull’Otto marzo, giorno della festa della donna.

Susanna Marcantognini

Susanna Marcantognini, coordinatrice provinciale delle Donne democratiche

“Ogni anno, all’approssimarsi della ‘Giornata Internazionale della Donna’, si ha la sensazione che le celebrazioni dell’8 Marzo, impropriamente chiamate ‘festa della donna’ siano occasioni di puro consumismo, piuttosto che un momento in cui tutti, uomini e donne insieme, dovrebbero interrogarsi e riflettere per comprendere qual è la situazione attuale, dopo un secolo di impegno continuo e di lotte per affermare i diritti delle donne. E la memoria non è un orpello, la memoria non è indifferente, la memoria insegna a non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per ottenere ciò che oggi molti danno per scontato. La storia insegna a capire cosa aveva spinto le donne che ci hanno precedute ad istituire questa ricorrenza dell’otto marzo per non dimenticare gli importanti diritti conquistati.

Ha ancora senso festeggiare l’8 marzo?

Purtroppo sì, perché l’impegno delle donne che hanno segnato il secolo scorso e le grandi conquiste raggiunte non sono ancora sufficienti per elaborare una condizione di parità non solo formale. Sono ancora tante, troppe, le donne che in tutto il mondo subiscono discriminazioni e soprusi solo per il fatto di essere donne.

Quando ricordiamo le Donne con la “D” maiuscola sia del passato sia del presente non basta organizzare seminari e incontri per celebrarle. Per onorarle dobbiamo avere il coraggio, ognuna di noi nel proprio campo d’azione, piccolo e grande che sia, di proseguire il loro cammino; non ci servono eroine per affermare i nostri diritti ma l’impegno di tutte noi, insieme. La strada verso una parità reale è ancora lunga e molteplici gli argomenti su cui riflettere: lavoro, welfare, legalità, democrazia, opportunità, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Tuttavia sono due i temi ai quali rivolgere l’ attenzione in occasione della Giornata internazionale della Donna 2012 : la rappresentanza femminile nelle Istituzioni e la violenza e gli abusi che donne di ogni status sociale e luogo geografico subiscono quotidianamente.

In questi giorni il Governo ha in calendario incontri e trattative per varare una nuova legge elettorale: la discussione è indirizzata, soprattutto, sulla scelta tra diversi sistemi: proporzionale, uninominale, premio di maggioranza. Poiché nessun sistema elettorale di per sé è in grado di garantire una rappresentanza paritaria di uomini e donne, è necessario che nella riforma della legge siano contenute norme e sanzioni che garantiscano una rappresentanza di genere paritaria e che venga approvata la legge licenziata dalla Commissione Affari Costituzionali che contiene la doppia preferenza di genere per i Comuni. Nei prossimi mesi il mio impegno di coordinatrice della Conferenza Permanente delle Donne Democratiche della provincia di Pesaro Urbino sarà quello di garantire che, nelle prossime elezioni amministrative, il Partito Democratico metta in atto quanto afferma l’art.1 del suo statuto ovvero che sia consentito alle donne di mettere a disposizione della collettività la loro differenza come valore aggiunto nei luoghi della formazione del potere, inteso come capacità di decidere i destini comuni. Ritengo infatti che contribuire alla trasparenza e alla correttezza nella selezione di candidati e dirigenti di entrambi i sessi sia un contributo fondamentale per contrastare l’antipolitica montante che, sfruttando la disaffezione verso i partiti, genera confusione senza alcun distinguo.

L’8 marzo oltre ad essere la giornata della donna per le conquiste politiche, sociali ed economiche è anche la giornata contro le discriminazioni e le violenze subite. Il 26 gennaio, la relatrice delle Nazioni Unite, Rashida Manjoo in un convegno a Roma, ha denunciato che il femminicidio come la prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e i 44 anni. Le violenze avvengono per lo più in famiglia. Tra le mura domestiche si registrano dal 70 all’87 per cento dei casi: di donne uccise dai mariti (36%), dal partner (18%), da parenti (13%), dagli ex mariti o compagni (9%), dai figli (11%). L’Onu afferma che: ‘Solo in 125 Paesi del mondo le leggi puniscono davvero la violenza domestica quotidiana sulle donne e garantiscono l’uguaglianza».

L’Italia, purtroppo, fra questi Paesi non c’è. Lo Stato non può e non deve trascurare l’entità di questo dramma. Servono provvedimenti urgenti. Non si può aspettare ancora perché l’attesa genera “assuefazione” al crimine. Anche per questo chiediamo a tutte le donne elette in Parlamento di fare pressione sul Governo affinché assuma come prioritario il tema della violenza sulle donne come vera emergenza, come richiesto anche dal Presidente della Repubblica, e vari leggi più eque e severe contro chi ferisce, stupra, usa violenza di ogni genere fino all’omicidio”. Susanna Marcantognini, coordinatore provinciale delle Donne Democratiche.

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