Donne, figlie di un Dio (della busta paga) minore

di 

6 marzo 2012

PESARO  – Sono figlie di un dio minore e guadagnano in media il 7 per cento in meno degli uomini. La busta paga delle 280 mila lavoratrici marchigiane è più leggera rispetto a quella media dei 365 mila lavoratori uomini. Essere donna è penalizzante soprattutto tra gli impiegati, dove il divario salariale è del 16 per cento, e tra gli operai dove la busta paga femminile è più bassa del 15 per cento mentre le donne dirigenti guadagnano solo il 2 per cento in meno dei loro colleghi maschi.

Non solo stipendi e salari più bassi,ma anche lavoro precario e carriere in salita per le donne. Le giovani donne hanno più frequentemente degli uomini un lavoro a tempo determinato (35 per cento contro il 27 per cento).  Le donne manager in Italia sono soltanto il 12 per cento, rispetto alla media europea del 33 per cento e le donne presenti nei consigli di amministrazione di società quotate in borsa sono un misero 3 per cento rispetto all’11 per cento dell’Europa.

Convegno Cna Donne

Convegno Cna Donne

Sempre più donne, è stato detto al convegno Cna, sono invece le donne che decidono di avviare un’attività autonoma: un’impresa su quattro nelle Marche ha come titolare una donna. Ma anche qui la differenza di genere si fa sentire. Soprattutto nel rapporto con le banche.  I maggiori tassi d’interesse che le banche applicano alle imprese al femminile, sono in media dello 0,3 per cento in più. Inoltre se l’impresa femminile è garantita da un’altra donna, i tassi d’interesse sono più alti dello 0,6 per cento. In altre parole, una donna garantita da un’altra donna è considerata dalle banche il peggior cliente in assoluto.

“In un contesto del genere” ha dichiarato Alberto Barilari presidente di Fidimpresa Marche “il ruolo dei Confidi è fondamentale. Fidimpresa Marche è in prima fila nel garantire il credito alle imprese dirette da donne.  Noi abbiamo 3.101 imprese nostre associate con titolare una donna. Nel 2011 abbiamo deliberato 577 pratiche di finanziamento alle imprese femminili, per un importo erogato di 14 milioni di euro e 5 milioni di credito  garantito.”

Tra l’altro investire sulle donne conviene” perché “ha sostenuto Renato Picciaiola presidente Cna Marche “le imprese guidate da una donna, con un alto numero di manager donne o con una forte presenza femminile, fanno registrare profitti più alti alla media e sono più solide delle aziende concorrenti”.

Le donne, una risorsa preziosa “sulla quale,” secondo  Giorgio Aguzzi vicepresidente della Cna nazionale, “ investe con convinzione la Cna attraverso l’attività di Cna Impresa Donna in tutte le sue articolazioni territoriali per rafforzare le politiche e gli strumenti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”

Uno strumento prezioso per le donne marchigiane che fanno impresa è stato il prestito d’onore per favorire l’avvio di nuove attività “che” ha precisato l’Assessore regionale Sara Giannini “ha visto il 60 per cento delle domande presentate da donne. Un’esperienza che ripeteremo per sostenere le donne marchigiane che fanno impresa”

Secondo Paola Sansoni , presidente nazionale Cna Impresa Donna. “valorizzare le donne conviene a tutti  e vanno rimossi  tutti gli ostacoli che impediscono alle donne di lavorare e fare impresa, potenziando gli asili nido, i servizi sociali  e facilitando così la conciliazione di lavoro e famiglia. E ancora prevedere sgravi fiscali per chi assume personale femminile, concedere incentivi per l’imprenditoria rosa, prevedere le quote di genere ai vertici delle aziende.”

Al convegno sono intervenuti inoltre il presidente della Provincia di Pesaro Matteo Ricci, il presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino Alberto Drudi, Marco Profeti dirigente Unicredit, Camilla Fabbri segretario provinciale Cna di Pesaro e Urbino, Adriana Brandoni Presidente Cna Impresa Donna Ancona (ha sostituito Cesarina Vagnoni presidente regionale Cna Impresa Donna), Emilia Espositopresidente Cna Impresa Donna Pesaro, E’ stato infine proiettato  un video di Cristina Ortolani sul lavoro delle donne mentre  Marina Piazza, sociologa esperta di politiche di genere, ha messo a  confronto le legislazioni degli Stati europei sul sostegno all’impresa femminile e alle donne in generale.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>