Sgominata la gang dei bancomat: tutti giovanissimi

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9 marzo 2012

PESARO – Gli investigatori della Squadra Mobile di Pesaro, al termine di mirate indagini, hanno identificato i responsabili di numerosi furti a danno di sportelli bancomat nella provincia pesarese.

In particolare la banda in argomento, composta da cittadini stranieri originari dell’est Europa, già dall’estate 2011 operava in questa Provincia. La stessa, utilizzando la tecnica denominata “shutter”, riusciva ad impadronirsi dei prelievi di contanti effettuati da ignari utenti di sportelli bancomat e postamat.

Le indagini scaturivano dalle numerose denunce e segnalazioni da parte di cittadini pesaresi, che lamentavano la mancata erogazione del contante prelevato dai bancomat, nonostante che le operazioni fossero state riconosciute dall’istituto bancario come avvenute.

Nella circostanza gli investigatori della Squadra Mobile effettuavano numerosi riscontri e appostamenti presso sportelli bancomat del capoluogo, concentrandosi in particolare presso gli istituti del centro storico in giorni e orari di notevole affluenza.

In tal modo riuscivano ad individuare ed a cogliere nella flagranza di reato due stranieri mentre si accingevano a ritirare la strumentazione precedentemente applicata presso uno sportello di corso XI settembre a Pesaro. I due venivano monitorati sin dal momento in cui avevano istallato ad arte, utilizzando del biadesivo, la barra di alluminio in corrispondenza della feritoia per l’erogazione delle banconote.

In tale contesto i due malviventi venivano osservati durante le operazioni di applicazione del dispositivo, nonché attendere le ignare vittime nei pressi dello sportello. I medesimi venivano poi bloccati dagli Agenti della Squadra Mobile mentre si accingevano a ritirare il “bottino” , costituito da un prelievo di 500 euro effettuato poco prima da una coppia di pesaresi.

Polizia

Poliziotti in azione

Le indagini permettevano di identificare tutti i componenti della banda e risalire ad almeno 4 furti perpetrati presso altrettanti sportelli pesaresi. Emergeva, inoltre, che i componenti la banda si alternavano nel compiere i furti e che i nuovi membri del gruppo criminale venivano sottoposti ad un vero e proprio periodo di “apprendistato” finalizzato a fargli acquisire le tecniche di costruzione delle apparecchiature, di montaggio delle stesse, di monitoraggio delle vittime che effettuavano i prelievi e di successivo recupero della refurtiva.

La banda era costituita da quattro giovani, di età compresa fra il 19 ed i 25 anni, di nazionalità ucraina e moldava, già noti alle Forze dell’Ordine e tutti residenti da tempo tra Pesaro e l’immediato hinterland del capoluogo. Gli stessi venivano denunciati all’Autorità giudiziaria con l’accusa di concorso in furto aggravato.

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