Il dialetto pesarese corre sul web

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14 marzo 2012

PESARO – Le parole del passato si fondono con le tecnologie del presente. A Pesaro il dialetto rivive tramite il web. E’ stato infatti presentata questa mattina La butega dle parol, una nuova sezione del sito www.pesarocultura.it attraverso la quale chiunque potrà rivivere e far rivivere l’antico vernacolo.

La butega dle parol

Il sindaco per un giorno Carlo Pagnini, il vicesindaco Giuseppina Catalano, l'assessore Gloriana Gambini e gli altri promotori de "La butega dle parol"

Nata dalla sinergia tra il Comune di Pesaro e il sindaco per un giorno Carlo Pagnini, l’iniziativa si propone di scavare nelle radici e nelle tradizioni popolari per mantenerle vivide nella memoria, restituendo a quel dialetto pesarese libero da schemi prefissati e incasellature, lo spessore che merita.

“Il progetto – ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Pesaro Gloriana Gambini – nasce con l’obiettivo di fare riscoprire le nostre origini ai più giovani e il modo più adatto per farlo è quello di utilizzare il loro mondo, ovvero le nuove tecnologie”.

Sulla pagina internet tante curiosità dedicate al dialetto: dall’alfabeto dialettale aggiornato settimanalmente da Carlo Pagnini, alle poesie storiche pesaresi, allo spazio dedicato agli eventi. Inoltre non poteva mancare una pagina Facebook costantemente aggiornata. Il web quindi usato per non dimenticare, per conservare e creare vivaci dibattiti sui differenti termini dialettali che variavano da zona a zona.

“Dal dialetto del porto a quello di Pantano – ha detto Carlo Pagninila Butega dle parol è un modo per curiosare nel nostro passato, scoprire termini nuovi e allo stesso tempo portare avanti la bellissima tradizione della lingua di Pasqualon”.

Il progetto, pensato lo scorso 21 dicembre durante la giornata dedicata al sindaco per un giorno, crea un ponte tra la cultura dominante di qualche anno fa e quella moderna. Come ha spiegato il sindaco Luca Ceriscioli: “A distanza di qualche mese dalla proposta, le parole si sono trasformate in realtà, a dimostrazione di quanto sia importante mantenere le tradizioni dialettali soprattutto per giovani”.

Alla realizzazione del progetto hanno partecipato i cultori della tradizione locale, giovani esperti in nuove tecnologie e i ragazzi dell’istituto d’arte Mengaroni che hanno realizzato il logo, abbattendo il muro che spesso divide il passato dal presente.

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