Raccolta differenziata boom: Pesaro tocca il 67%

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16 marzo 2012

PESARO – Chiamatelo giorno del ringraziamento. Ma non solo. Perché dopo aver comunicato che nel Comune di Pesaro la raccolta differenziata ha sfondato il muro del 65%, toccando nel febbraio di quest’anno il 67%, e ringraziato tutti (da chi non c’era, l’assessore Parasecoli, fino ai singoli cittadini), Marche Multiservizi ha voluto chiarire lo spirito con cui da mesi si sta lavorando alacremente: “Oggi non diciamo che siamo già arrivati, ma che siamo sulla strada giusta”. Parola dell’amministratore delegato Mauro Tiviroli. La spinta, iniziata nel 2010, ha portato nel dicembre 2011 tutta la città ad essere coperta o con la raccolta porta a porta o con quella di prossimità.

Marche Multiservizi

Tiviroli, Ceriscioli e Domenicucci

“Lo sforzo ci sta dando ragione – ha rimarcato il numero uno di Marche Multiservizi -. La dicotomia tra un modello e un altro non serviva: serviva il miglior modello calibrato per la nostra realtà. Questo progetto è stato attuato con uno sforzo organizzativo e di investimento. Ringrazio tutto il tessuto sociale, i cittadini e il sistema produttivo: stanno rispondendo in maniera ottimale. Ringrazio tutta la struttura aziendale per la sensibilizzazione nella comunicazione, tutta la struttura operativa per il lavoro svolto, anche negli interventi one to one con la cittadinanza. Sapevamo che il progetto aveva una buona valenza”.

Promemoria: nel 2002, a Pesaro, la raccolta differenziata era ferma al 15-16%. Oggi siamo al 67%, in costante crescita (a gennaio 2012 era al 59%) con 40 mila abitanti residenti serviti “porta a porta” (nei quartieri S.Maria delle Fabbrecce, Cattabrighe, Vismara, Colombarone, Pantano, Tombaccia, Torraccia e Centro) e altri 55 mila coperti con la raccolta di prossimità. Questo, dal 2007 al 2011, ha portato a una riduzione dei rifiuti solidi urbani del 26% (nel 2007 la riduzione era del 6%). Si proseguirà su questa strada. E saranno potenziati gli ispettori (non a tempo pieno). La spinta più forte? Dalla zona mare, che è entrata in campo lo scorso dicembre.

Numeri eccellenti. Numeri che potranno essere rivisti, in positivo, quando a fine giugno entrerà in funzione un ulteriore frazionamento del secco in un’area già individuata vicino alla Carfer (zona casello autostradale), dove già avviene la separazione di carta e cartone, il materiale “forte”, nella nostra zona, in termini di riciclo. Mancano solo alcune autorizzazioni e questa ulteriore mossa, oltre a portare diversi posti di lavoro in più (l’operazione è manuale) donerà 7-8% in più all’attuale cifra della raccolta differenziata. Le risorse per questo impianto a secco erano comprese nel piano triennale e trindustriale. Dovrebbe trattare 40 mila tonnellate su base annua, con un investimento di un milione e mezzo di euro (il capannone verrà preso in affitto), con l’impiego di 18 unità su tre turni, che opererà con la selezione manuale su dei nastri dove si carica il rifiuto scaricato. “Un ultimo “ripasso” sul secco – ha sottolineato il sindaco Ceriscioli – per ottenere quel 7-8 % che dicevamo: aumenta la qualità con la separazione manuale. Si persegue un principio sano: il prodotto resta qui, con meno spese e meno intermediari che solitamente provocano problemi. Il lavoro manuale, in questo caso, garantisce maggiore qualità. L’automizzato richiederebbe una diversa politica (10-12 milioni di euro, ndr) passando a una raccolta multimateriale”. Tiviroli ha aggiunto: “Da 10 anni abbiamo scelto la manuale, riteniamo che sia quella vincente. E anche dal punto di vista occupazionale, in questo senso, oggi è importante.”

Pesaro capofila da replicare in tutto il territorio che, tra MMs e Marche Multiservizi, copre 41 comuni. “Riciclare – ha aggiunto Tiviroli – invece di utilizzare materie prime vergini, ma materiale di non scarsa qualità da utilizzare. Perché dai rifiuti bisogna trarre tutto quello che possiamo, sia in termini di risorse che di riutilizzo. Ringrazio Tombari, il responsabile della divisione ambiente. E ringrazio Giovanna Fraternale, responsabile relazioni esterne e rapporti istituzionali”.

Questi numeri porteranno a un risparmio sull’ecotassa? Poco. Anche se si raggiunge e oltrepassa, come in questo caso, il 65%. “La domanda da fare è un’altra – ha sorriso il sindaco Ceriscioli -: Come si dovrebbero usare i soldi dell’ecotassa? E’ vincolata alla qualificazione dellambiente? Va in politiche ambientali? Quanto va in politiche ambientali e quanto in spese generali?”. Questione Iva, applicata al 10%. “Se non si applica è evasione fiscale – ha spiegato Tiviroli – per noi sarebbe un vantaggio non appliccarla ma non possiamo. E sono soldi che incassa lo Stato. Parliamo di un milione 300 di rimborso iva per noi. Sui comuni gestiti a Tia: 13 comuni compresi Pesaro e Urbino. Gli altri, invece, sono a Tarsu, come Pian del Brusoclo, Cagli eccetera.

Il presidente di Marche Multiservizi, è il “tecnico” Marco Domenicucci, in carica solo dallo scorso novembre: “Un risultato buono: un punto di partenza per andare oltre – ha spiegato -. Importante sottolineare ol’pera di sensibilizzazione che c’è stata: io abito in centro e anche mia figlia è molto attenta quando buttiamo l’immondizia. Stiamo recuperando, come sistema Italia, un gap importante. E lo facciamo velocemente. Un segno di civiltà: sono orgoglioso di esserne il presidente. Anche se lo sono da poco”.

“Con l’impianto di selezione andremo oltre gli attuali numeri – ha confermato Ceriscioli -. Ma non ci siederemo sugli allori. Noi continueremo a fare attività di sensibilizzazione. Una prossima conferenza la dedicheremo alla comunicazione: oltre la percentuale, noi vogliamo puntare sul concetto europeo che parla di riuso (come impegno qualitativo, non solo quantitativo, ndr). I cittadini vanno straringraziati per impegno e volontà. Ringrazio Tombari, prima come reggente e poi come responsabile, e Giovanna Fraternali. Sangalli, ottimo partener, per un cammino sempre più virtuoso”.

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