Ricci: “Già votato il vero arretramento della Statale”

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16 marzo 2012

PESARO – Tanto rumore per nulla. Anzi, “confusione sul nulla”. Matteo Ricci osserva la piega del dibattito sullo studio di fattibilità Anas, relativo all’adeguamento della statale Adriatica, da realizzare tramite varianti al tracciato attuale. Ma non ha dubbi: “Non corrisponde alla nostra pianificazione”.

Matteo Ricci ad Ancona

Matteo Ricci

Incalzato un po’ da tutti sul tema, il presidente ribadisce: “In consiglio abbiamo votato, dentro le linee del Piano strategico, l’arretramento vero della Statale e della ferrovia nel corridoio lasciato libero, in origine, per lo spostamento dell’autostrada. Per noi è quello il canale ideale. Ed è una previsione strategica, scaturita dal confronto con i Comuni. Anche perché così si intercetterebbe meglio il traffico delle aree industriali”.

Nello studio di fattibilità dell’Anas, il tracciato si articolerebbe “secondo un percorso che prevede – aggiunge Ricci – l’utilizzo, per il 70-80%, di strade già esistenti. O che saranno comunque realizzate entro breve. Vedi l’interquartieri per Pesaro e le opere compensative che Autostrade costruirà a Fano”.

Perciò il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino è categorico: “La proposta è incompatibile. Anche perché non ci sono i finanziamenti. E’ solo uno studio di fattibilità”. Poi la domanda retorica: “L’interquartieri è stata pagata dai pesaresi. Ha senso trasformarla adesso nella Statale? Quale sarebbe la logica?”.

“Abbiamo bisogno di una nuova strada – taglia corto Ricci – Non risolve il problema, invece, cambiare i cartelli e i nomi delle strade che ci sono già. O di quelle che si faranno. Per cui, si dovrebbe adeguare lo studio alla nostra previsione urbanistica”.

Un commento to “Ricci: “Già votato il vero arretramento della Statale””

  1. Giovanni scrive:

    A me piacerebbe, invece di fare nuove ipotetiche strade, che distruggono territorio, devastano le colline, quindi costano in termini di turismo, perdita di posti di lavoro, salute e inquinamento, iniziassero a ragionare su come eliminare a monte il problema del traffico. Ridurre gli spostamenti necessari e inutili, cambiare le abitudini e il lavoro delle persone è sicuramente più intelligente di pensare ad una impossibile espansione dell’urbanizzazione. La carenza di combustibili fossili ci costringeranno a ripensare al nostro modello di sviluppo, che senso ha buttare soldi ed energia per fare cose che non ci servono? Riduciamo i consumi e il traffico e facciamoci bastare la rete stradale esistente. Si vede che in fisica questi politici a scuola forse avevano bassi voti.

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