Dalmonte e Cantù, “l’antiSiena”

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20 marzo 2012

PESARO – Reduce dal doppio successo in trasferta, la Scavolini Siviglia ritrova il piacere (o l’incubo?) dell’Adriatic Arena. Pur essendo un palasport asettico, dove il fattore campo raramente conta, è lapalissiano che sia meglio giocare in casa che viaggiare e affrontare campi infuocati. Dove, in verità, la Vuelle by Dalmonte sembra trovarsi più a suo agio, se è vero che dei 26 punti in classifica 14 derivano dalle 7 vittorie in trasferta, contro le 6 conquistate in casa, dove i biancorossi hanno perso 4 volte. Ecco, la partita in programma mercoledì sera (ore 20,30) sul parquet “amico” potrebbe servire a pareggiare i conti. Non sarà facile. Perché stavolta più che in passato il valore dell’avversaria è altissimo. Arriva la Bennet per recuperare la partita non giocata domenica 12 febbraio, quella del “terremoto bianco”, della nevicata che mandò in tilt non solo lo sport della provincia (rinviate tutte le partite di calcio, ma anche di volley), ma tutte le infrastrutture. E giocarla quella domenica sarebbe stato diverso, perché Cantù non avrebbe allineato Perkins, anche se probabilmente non avrà Basile e Cinciarini.

Dunque, oggi più di sempre, coach Dalmonte può presentare un’avversaria davvero pericolosa. Non solo per il secondo posto solitario nella classifica (30 punti), ma anche perché i brianzoli possono concentrarsi sulla sfida di domani e dare ogni stilla di energia, tanto nel fine settimana riposeranno per consentire a Siena di giocare tranquillamente la sfida dei quarti di finale di Eurolega…

Scavolini Siviglia-Venezia, Luca Dalmonte

Luca Dalmonte (foto Marco Giardini)

“Che Cantù – puntualizza subito il coach imolese che guida la Vuelle – ha mancato per un punto, sconfitta dal Barcellona. La Bennet è stata ad un passo dalla qualificazione fra le migliori otto squadre d’Europa…”.

Di più, di più…
“Ha disputato da protagonista le Top 16. Con Siena – aggiunge Dalmonte – è stata una delle squadre che ha sviluppato e giocato una delle migliori pallacanestro viste in Eurolega, in un torneo molto competitivo…”.

E ciò nasce da…
“Dalla profondità dell’organico, dal sistema, dalla grande organizzazione, sia in difesa sia in attacco. La Bennet è cresciuta molto: lo ha detto, annunciato, urlato il suo allenatore Trinchieri. E non dimentico che già nelle stagioni precedenti si era proposta – nei fatti e non a parole – come l’unica sfidante di Siena, in tutte le competizioni”.

Cantù ha un progetto che non ha esitato a cambiare in corsa.
“Quest’anno, di fronte a un progetto di rafforzamento studiato in estate, ha proceduto a una ristrutturazione in corsa con l’arrivo di Brunner e Perkins. Operando così, sé è avvicinata ancora a Siena. E io credo che la Bennet sia, con il Montepaschi, la squadra migliore della mostra Lega. Lo dice il campo, lo confermano i risultati. Cantù ha struttura, organizzazione e nel roster e nella tipologia di giocatori è quella che più si avvicina al sistema europeo, per come difende e per come gioca in attacco. Ha assoluta pazienza, tiene sempre vivo il possesso, attacca sempre con tutti i cinque giocatori coinvolti, prima di tutto mentalmente. La sua grande forza è che, prima di tutto, riesce a uccidere gli avversari. Lo fa attaccando e difendendo, mettendo sempre i corpi in area contro le penetrazioni. Mercoledì sera dobbiamo avere grande energia mentale”.

Che sembra essere l’ingrediente giusto quando si affrontano Siena e Cantù, ma anche Milano. Ovvero le corazzate del basket italiano.
“Oggi la vera antagonista di Siena è Cantù – commenta Dalmonte -: lo ha dimostrato in Europa, dove, a dispetto di un passato ricco di storia, si è presentata da debuttante, ma ha giocato il basket più bello fino alle Top 16”.

La scorsa estate, Cantù era partita con un gruppo, ma lo ha cambiato subito.
“Aggiungendo, tra settembre e ottobre, Shermadini. E in seguito Brunner e Perkins. Ciò significa forza economica e grande ambizione. E una squadra profonda: chi entra in quintetto ha un valore e chi gli subentra stesso valore. La società è presente, disponibile anche perche i tifosi la seguono: a Desio, dove ha giocato in Eurolega, la Bennet era seguita da 7-8mila spettatori. Cantù ha creato un nuovo livello di basket. Il merito è di Trinchieri, dei giocatori, ma anche di società e proprietà”.

Quindi Milano deve inseguire non solo Siena.
“Secondo me – risponde il coach romagnolo – Milano, che è partita da un punto diverso, è ancora in percorso di preparazione. Cantù la prima candidata a sfidare Siena. Ciò non esclude, però, che Milano sia in grado, fra un mese di prenderne il posto”.

Così, parlando di Cantù, Siena e Milano, la Scavolini Siviglia – come il suo allenatore – preferisce volare basso. Ma se mercoledì sera dovesse succedere, e niente vieta possa succedere, di fermare la marcia della seconda forza del campionato, i biancorossi pareggerebbero i conti tra successi interni ed esterni e si porterebbero a soli due punti (con una partita in meno e il vantaggio nel doppio confronto) dalla prima sfidante dei campioni in carica. Non sarebbe male, anche se da qui alla fine sono rimaste più partite in casa (Cantù, Teramo, Cremona, Sassari, Siena e Roma) che in trasferta (Montegranaro, Varese, Bologna e Casale Monferrato).

Intanto, è stata cambiata la terna arbitrale: Scavolini Siviglia – Bennet è stata affidata a Sahin, Sardella e Duranti. Fra i tre fischietti designati in precedenza c’era Capurro, sospeso dalla Fip con altri quattordici colleghi di Serie A (Mattioli, Filippini, Begins, Pozzana, Seghetti, Facchini, Giansanti, Chiari, Biggi, Caiazza, Cicoria, Ramilli, Provini, Tola) che domenica hanno manifestato contro le politiche del CIA indossando nelle gare da loro dirette una maglia difforme a quella in dotazione per la stagione sportiva in atto.

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