Scavolini, game over: Pedullà, c’è la Nazionale?

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20 marzo 2012

MC-CARNAGHI VILLA CORTESE – SCAVOLINI PESARO 3 – 1
MC-CARNAGHI: Carocci ne, Stufi ne, Perinelli, Berg, Pavan 16, Guiggi 13, Cruz 15, Lucia Bosetti 14, Pincerato, Barborkova, Caterina Bosetti 1, Wilson 15, Puerari (L). All.: Abbondanza
SCAVOLINI: Ortolani 14, Agostinetto ne, Brinker 13, Klineman19, Monica De Gennaro (L), Saccomani 2, Manzano 8, Ferretti 2, Okuniewska 8, Ampudia ne, Cardani, Musti De Gennaro 1. All. Pedullà
ARBITRI: Zucca e Zanussi
NOTE: parziali 22-25; 25-17; 25-19; 25-22 in 108 minuti. Spettatori 920. MVP Makare Wilson
STATISTICHE DI SQUADRA: MC-CARNAGHI: 74 punti. Battute 97, errori 7, ace 6. Ricezioni 70, errori 4, positiva 66%, perfetta 41%. Attacchi 142, errori 8, muri subiti 18, punti 54, 38%. Muri fatti 14. SCAVOLINI: 67 punti. Battute 84, errori 14, ace 4. Ricezioni 89, errori 8, positiva 57%, perfetta 47%. Attacchi 130, errori 8, muri subiti 14, punti 45, 35%. Muri fatti 18

Scavolini Pesaro-Norda Foppapedretti Bergamo 7 Serena Ortolani

Serena Ortolani. Foto Davide Gennari

E’ finita come era iniziata, con tanti rimpianti per quello che poteva essere e non è stato, per scelte che – alla resa dei conti – si sono dimostrate sbagliate, ma che al momento erano state apprezzate da tutti, anche dalla critica.

Facile, poi, troppo facile sparare sul conducente, ma in un paese dove tutti salgono sul carro del vincitore e scendono al volo da quello del perdente ci sembra giusto evitare processi, soprattutto a caldo, dopo una sconfitta che brucia, soprattutto perché era iniziata nel migliore dei modi, con il muro biancorosso a imprimere una decisa svolta alla partita, mettendo in cascina il primo set. Quello che avrebbe dovuto mettere sale nella coda delle lombarde e invece è caduto su quella delle colibrì. Che hanno avuto poco nei momenti decisivi dalla giocatrice sulla quale si era puntato forte la scorsa estate: Serena Ortolani. Dell’ex bergamasca 11/33 e 33% offensivo) sono mancati i punti sicuri, quelli che bisognerebbe mettere giù quando serve, anche per non lasciare troppo sola la schiacciatrice più forte, Alix Klineman, che invece ha finito con il 32% offensivo (11/34), stremata, come Brinker, dal lavoro in ricezione (35 per la tedesca, 32 per l’americana). Sono mancati i punti delle centrali (8+8) contro il 28 (13+15) delle biancoblù, ma le statistiche non ci convincono molto.

Peccato, perché la stagione poteva essere diversa, anche migliore, senza clamorosi incidenti di percorso (Pavia su tutti). E la sensazione – in attesa di parlarne con i responsabili, a iniziare dal presidente Sorbini – è che quella di oggi possa essere stata l’ultima partita di Pedullà sulla panchina pesarese, anche se l’augurio del cronista è di essere smentito. Da Milano, però, sono arrivate conferme probanti sulla nostra anticipazione di ieri sera, ovvero su Pedullà ct dell’Italia dopo le Olimpiadi di Londra.

PRIMO SET

Nel segno del muro, come in gara 2. Le colibrì bloccano, a terra, 8 attacchi di Villa, recuperando i 4 punti regalati al servizio, più quelli – davvero gratuiti – in gioco. Clamoroso un palleggio di Manzano, che anziché servire una compagna appoggia per Wilson che non ci pensa due volte e porta la MC-Carnaghi a meno 1 (9-10), vanificando il secondo allungo biancorosso (6-10) che ribadiva il vantaggio al primo time-out tecnico (5-8). Sullo slancio, soprattutto per merito di una scatenata Cruz (4 punti consecutivi), Villa Cortese passava a condurre (12-11), ma due muri (Okuniewska e Ortolani), un errore al servizio di Pavan e un pallonetto di Klineman riportavano avanti Pesaro (14-16). Wilson impattava a quota 17 con un muro su Okuniewska, ma era ancora il muro l’arma vincente della squadra di Pedullà che guadagnava 3 punti (blocco di Ortolani su Cruz): 19-22. Un muro dell’ex Guiggi riapriva la sfida (22-23), ma prima Okuniewska, poi un muro della neo entrata Saccomani su Cruz davano il primo parziale – più che meritatamente – a Ferretti e compagne: 22-25. I numeri del set erano la foto della superiorità pesarese: in ricezione 71% positiva e 41% perfetta per Villa, 68% e 68% per Pesaro, che in attacco esibiva un notevole 46% (contro il 31% e 7 errori delle lombarde). Solo al servizio meglio Villa con soli 4 errori, contro i 7 di Pesaro, implacabile a rete con 8 muri. La metà dei 16 messi a segno in gara 2.

SECONDO SET

L’avvio è decisamente preoccupante. Ci si attenderebbe una MC-Carnaghi contratta e invece è in difficoltà la Scavolini: 4-1 e time-out immediato di Pedullà. La Scavolini si affida al muro ed è subito parità su un errore di Guiggi. Ma è l’ultima del secondo perché Villa Cortese – che lavora bene al muro – se ne va e piano piano, punto dopo punto, allunga. Pesaro resiste fino al 13-11 interno, ma al secondo time-out tecnico il tabellone indica 16-11. Il divario si allarga e Villa chiude senza problemi: 25-17. Pesaro attacca come Villa (38%), ma il muro non è più micidiale (6 a 2 per le ragazze di Abbondanza) e la Scavolini commette il doppio di errori al servizio (4-2). Dunque, si va sull’1 a 1 ed è tutto da rifare. Come se si giocasse una quarta sfida sui tre set. Passa in semifinale chi ne vince 2, ma Villa sente che è cambiato il vento.

TERZO SET

Peggio di ogni cattivo presagio: dal 3-2 all’8-2 con un 5 a 0 che fa male al morale. Il risultato al primo time-out tecnico indica che le colibrì sono ritornate Penelopi. La sospensione fa bene alle biancorosse che tornato a tessere la tela: 8-5. Neppure il tempo di registrare la nota positiva che Villa Cortese raddoppia, passando dall’11-9 al 16-10. Sono troppi i mini break concessi dalle pesaresi che vedono sfuggire il terzo parziale quando vanno sotto di 7 punti (17-10). La Scavolini è in confusione, Ferretti e Manzano si scontrano e la palla del 18-10 cade giù senza opposizione. Una timida rimonta (18-14) non scalfisce le certezze di Berg e compagne (23-15) che insistono e sul taraflex del PalaBorsani c’è solo una squadra: l’MC-Carnaghi che chiude 25-19 e passa in vantaggio (2-1), a un solo set dalla semifinale. Ora le colibrì sono spalle al muro, devono vincere il quarto set per giocarsi tutto al tie-break.

QUARTO SET

E’ la fotografia dell’intera stagione. Propone momenti esaltanti e altri deprimenti, mai una continuità di gioco, in difesa e in attacco, ma tanti break, ora piccoli ora grandi, ora favorevoli ora contrari. Il tutto condito da errori anche imbarazzanti, che nel momento topico della partita hanno coinvolto la giocatrice più rappresentativa, Alix Klineman. In un set equilibrato, bisognerebbe evitare gli errori, almeno quelli gratuiti. Accade che sul 17-16 interno, con la Scavolini che non fa mai scappare via la squadra di casa, Ortolani fallisce l’attacco per la parità, subito punita da Pavan. Con Wilson alla battuta, l’americana di Pesaro riceve malissimo regalando l’attacco di prima intenzione a Cruz. Poi Klineman, che sembra priva di energie, non riesce a mettere giù un paio di attacchi. Nel frattempo Manzano è murata da Guiggi e Villa ha le mani sulla partita: 21-16. Finalmente un attacco a segno di Klineman a interrompere la serie alla battuta di Wilson, ma Lulama Musti De Gennaro spreca una battuta e Cruz e Pavan danno all’MC-Carnaghi il 24-18: sei match-ball. Che la Scavolini annulla fino al 24-22, ma sull’attacco di Pavan la palla murata dalle colibrì finisce fuori secondo l’arbitro Zucca. Le biancorosse contestano, inutilmente. Villa vince 25-22, meritatamente, ma la Scavolini si accinge a percorrere 390 chilometri di rimpianti.

Nell’altro quarto di finale, Piacenza e Modena hanno dato vita a una sfida da infarto, chiusa 3-2 dalle ragazze dell’ex coach biancorosso Riccardo Marchesi (17-25; 25-23; 25-22; 13-25; 15-13).

Il quadro delle semifinali scudetto: Yamamay Busto Arsizio-Rebecchi Nordmeccanica Piacenza e MC-Carnaghi Villa Cortese-Norda Foppapedretti Bergamo. Prima, però, Busto Arsizio e Villa Cortese.

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