Marche Day, Ricci: “Da oggi nessuno potrà dimenticarci”

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21 marzo 2012

PESARO – “Ieri dopo Fini, mi ha incontrato il ministro Barca, delegato da Monti a seguire le calamità delle Marche. Incontro ufficiale con delegazione Marche a fine mese. Se qualcuno pensava che il Marche day non serviva??!!”. Matteo Ricci, con i fatti, conferma il buon esito del Marche Day a Roma. La stilettata, diretta, è per tutti quelli che avevano usato toni ironici per commentare il viaggio dei mille (alla fine sono stati pure di più) verso la capitale.

Quelli che «la neve di Roma l’avrebbero spalata in “canotta” e ciabatte», per riprendere lo slogan più gettonato, si sono presentati puntuali davanti alla Camera. Come il primo giorno della nuova stagione, nel simbolismo peraltro cercato e dichiarato. Corteo dei mille da piazza Venezia. Schieramento di gonfaloni, marea di fasce tricolori. Di gente che non riesce più, adesso, a «combattere con le storture dei vincoli del patto di stabilità». Matteo Ricci guida l’esodo dell’«orgoglio marchigiano». E parte a raffica sotto Montecitorio: «Difendiamo la nostra gente e l’Italia. Chiediamo di ripristinare il principio di solidarietà nazionale, perché altrimenti non sta insieme il Paese». Poi affonda: «La nostra non può e non deve essere considerata una regione di serie B. Per l’alluvione sono arrivati 25 milioni: bene, ma è solo il primo passo. Per i danni neve, la partita per il riconoscimento deve ancora cominciare».

MARCHE DAYCosì Ricci spiega la piattaforma: «E’ necessario che il governo rispetti gli impegni presi per il rimborso delle spese dell’emergenza. Prioritario, poi, lo svincolo dal patto di stabilità. Altrimenti i Comuni non chiudono i bilanci. Gli enti locali sono visti come fonte di spesa. E ormai sono diventati, tra tagli e vincoli del patto, elementi che deprimono l’economia. Invece operano per il territorio e per la coesione sociale». Non solo: «Chiediamo – va avanti Ricci – il riconoscimento dello stato d’emergenza, su cui ancora non ci sono risposte. In più, l’impegno specifico sull’agricoltura, per un recupero dei costi relativi ai danni subiti e uno sforzo sui beni culturali». Fino a ieri, silenzio “assordante” del governo. Ma oggi arrivano i primi movimenti e segnali di apertura. Alle porte di Roma, Ricci, seduto in prima fila nel pullman allestito da Pian del Bruscolo, riceve l’attesa telefonata dalla segreteria del premier Monti. «Ci è stato assicurato che il presidente del consiglio segue con attenzione la nostra vicenda. E ci risentiremo presto, anche in previsione di un incontro futuro. In giornata, inoltre, un gruppo di parlamentari e amministratori (Giovanelli, Drudi, Petrini, Cesetti, Ceroni tra gli altri)  sarà ricevuto dal sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti. Lunedì prossimo, infine, ci sarà un vertice con il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca».   Eppur si muove, dunque. «Anche per merito della mobilitazione», afferma Ricci. Che, prima dell’incontro con Fini nel pomeriggio, si rivolge così alla folla di “terremotati” della neve: «Sono orgoglioso di voi».

Il popolo del Marche Day alza i cartelli: «E’ primavera, scongelate i nostri soldi»; «Ieri emergenza neve, oggi emergenza soldi»; «Adesso anche stangata neve» e variazioni sul tema. Uno dietro l’altro, si danno il cambio sul palco il presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti («Impegno del Governo non ancora sufficiente sull’alluvione»), l’assessore provinciale di Ancona Carla Virili (Governo sblocchi patto di stabilità»), il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Piero Celani («Non siamo figli di un Dio minore»), il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari. E ancora: il presidente Unioncamere Marche Alberto Drudi; il sindaco di Pergola Francesco Baldelli e il sindaco di Urbino Franco Corbucci, due tra i Comuni più martoriati dal nevone. Poi il governatore Gian Mario Spacca: «L’iniziativa di oggi è appropriata per andare in profondità. Le calamità del 2011 e dello scorso anno hanno inferto ferite profonde a tutti i nostri cittadini, colpendo al cuore anche le attività produttive. Saremo civili ma fermi nelle nostre richieste verso il governo. Stiamo ottenendo già risultati, specie sul fronte alluvione,  grazie ai buoni rapporti, tra l’altro, con la Protezione civile. Ma abbiamo bisogno di rassicurazioni sul resto». Per il presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, che ha dato pieno sostegno alla manifestazione, «il governo deve aprire subito un tavolo per discutere con gli amministratori locali le soluzioni possibili».

Marche Day

Pannella e Ricci

Ceroni legge il saluto e il sostegno del segretario Pdl Angelino Alfano, compaiono il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi, poi Luca Paolini che porta l’adesione della Lega e aggiunge di suo: «Abbiamo sempre dato di più rispetto a quello che abbiamo ricevuto. Dico ai sindaci: vigilate sulla partita dei rimborsi e sulle speculazioni, perché bisogna evitare di togliere anche un solo euro a chi ne ha diritto giustamente».

Il segretario Pd Pierluigi Bersani lancia messaggi chiari: «Credo che con la vostra manifestazione possa riprendere slancio il concetto di solidarietà nazionale, che ormai da troppo tempo manca nel Paese. Il giorno che è stata approvata la tassa sulle disgrazie, ho sottolineato che era in corso una deriva culturale. Perché è sulle disgrazie che nasce la solidarietà e solo da questa può svilupparsi il senso di comunità umana e nazionale».

Bersani continua: «Ora la norma è stata cancellata dalla Consulta ma non si è ripristinato il concetto positivo sul pagamento collettivo delle disgrazie.  Su questo stiamo lavorando seriamente in parlamento». Il segretario Pd ribadisce il concetto ai manifestanti, mentre scorrono le immagini dell’alluvione e del nevone, dialogando e interagendo con loro: «Non ho mai fatto in vita mia una legge che dice che chi ha una disgrazia poi se la paga da solo». La mobilitazione davanti a Montecitorio va avanti, sullo sfondo continuano a sventolare bandiere di enti e associazioni. Ricci ascolta tutti e chiosa: «Dopo oggi, nessuno avrà più alibi per scordarsi di noi…».

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