Tra Pedullà e Sorbini è quasi addio, ma mai dire mai

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21 marzo 2012

PESARO – Le parole rilasciate a fine gara 3 da coach Pedullà sembrano l’anticipazione del bilancio di fine stagione, anzi di fine rapporto: “Abbiamo dimostrato di essere una squadra che sa giocare a pallavolo, e questa è la cosa più importante. Poi vince una sola squadra, e complimenti a Villa per aver portato a casa la partita. E’ stata una stagione molto difficile, ma siamo cresciuti via via arrivando a queste partite con la voglia di provarci fino in fondo”.

Scavolini volley-Chieri 12 Luciano Pedullà

La grinta di Luciano Pedullà. Foto Davide Gennari

La Scavolini avrà la possibilità di provarci ancora con il Professore novarese? Difficile perché anche il presidente della Scavolini ritiene probabile l’incarico di Ct azzurro per l’attuale allenatore delle colibrì. Sarebbe Pedullà il dopo Barbolini.

Parola di Giancarlo Sorbini, che alla domanda “Pedullà sarà ancora il vostro allenatore?” risponde: “Forse no. Non si può dire ufficialmente, ma sembra davvero che nei suoi confronti ci sia l’interessamento della Nazionale italiana. Ovviamente prima bisognerà attendere la conclusione del tiro alla fune tra il presidente della Fipav Magri e l’attuale Ct Barbolini. Però, se è vero che Barbolini ha un’offerta dalla Turchia, entrerà in ballo anche il discorso economico; quindi… Andasse a buon fine, sarei davvero contento per Luciano. Noi ci vedremo domani, con lui, le ragazze e lo staff tecnico, per i saluti di fine stagione. Lui intanto ha preso un mese di tempo per darci una risposta, per un sì o un no a proseguire la collaborazione…”.

Detto che domani pubblicheremo una lunga intervista al presidente Giancarlo Sorbini, ci sembra doveroso proporre direttamente il pensiero di coach Pedullà sull’eventuale chiamata azzurra o sulla possibilità di rimanere sulla panchina della Robur.

“Sono onorato dell’ipotesi da voi anticipata. Mi ha riempito d’orgoglio sapere che ogni tanto si possa fare il mio nome per una situazione di questo tipo. In verità, però, sono abbastanza scettico che possa accadere. Prima di tutto perché la Nazionale è un obbiettivo per allenatori che hanno un curriculum più importante del mio. Non voglio dimostrarmi al di sotto delle possibilità che servono per lavorare sulla panchina azzurra, ma in giro c’è gente che ha vinto più di me e che più di me meriterebbe l’incarico. Detto questo, vorrei sottolineare che sto ancora pensando a Pesaro, dove mi sono trovato benissimo…”.

Dobbiamo interpretare le sue parole come una possibilità di vederla ancora alla guida delle colibrì?
“Non lo so. La priorità della mia vita è la mia famiglia, alla quale attribuisco estrema importanza e valore. Non è una morale, la mia, ma penso che tutti dovrebbero saperlo fare. Devo valutare come portare avanti le situazioni con mia moglie, mio figlio, ma anche mia madre. Detto questo, ribadisco che a Pesaro ho trovato un ambiente fantastico e per questo devo ringraziare tutti. Lo dissi subito dopo il mio arrivo, lo confermo oggi: la Scavolini ha messo a disposizione le giocatrici che più si confacevano alle caratteristiche del mio lavoro. La società è familiare e affettuosa, ma allo stesso tempo preparata; difficile da trovare in altri ambienti pallavolistici. Il pubblico, poi, si è dimostrato molto carino nei miei confronti. Non so perché, ma mi ha preso in simpatia. Non ultimo anche il mondo dell’informazione, molto competente come tutto l’ambiente”.

Provo a interpretare le sue parole: trovando un accordo con la Robur, lei potrebbe rimanere.
“Penso che ci siano più difficoltà che possibilità. Ma – ripeto – poiché mi sono trovato benissimo a Pesaro e siccome non siamo riusciti a completare il percorso che mi ero prefisso, potrebbe anche essere mio desiderio personale proseguire questo bellissimo rapporto. Mai dire mai. Al momento, però, le possibilità sono altre, anche se giorni fa ho raccontato al vice presidente Sardella di sentirmi pesarese, di avere adottato questa città, questi amici”.

Quando una persona ha l’etica del lavoro che accompagna i giorni del Professore, impossibile non farsi rispettare, anzi volere bene.

A proposito: mi permetto di raccontarle una curiosità: non potendo andare a Castellanza perché influenzato, ho visto la partita su Rai Sport, scambiando opinioni a distanza – via sms – con un caro amico, il campione olimpico Alex Schwazer, che si allena vicino a Villa Cortese per preparare le Olimpiadi di Londra, ma ha fatto il tifo per la Scavolini.
“Sono contento di avere avuto un tifoso in più come lui, uno sportivo che stimo tantissimo. Ho una grandissima ammirazione per gli atleti che si realizzano attraverso il duro lavoro e sanno regalare grandi emozioni a tutti noi. Viviamo in un’Italia in cui si dà molto valore all’immagine, alla bellezza fisica, piuttosto a quel che uno sa costruire faticando. Invece trovare persone come Alex Schwazer è veramente gratificante. Per fortuna, se ne trovano ancora. E fra queste posso annoverare molte delle giocatrici che ho avuto quest’anno”.

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