Hickman, elogio alla (lucida) follia

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22 marzo 2012

PESARO – Non sappiamo come sarebbe finita questa sfida se si fosse giocata nella sua data naturale, Cantù avrebbe giocato senza il suo play titolare Perkins, ma con Basile e Cinciarini disponibili, la Vuelle era reduce dal suo turno di riposo e avrebbe avuto più lucidità nelle fasi finali, ma il 12 febbraio Pesaro era sepolta sotto mezzo metro di neve e la sfida si è disputata quaranta giorni più tardi, a uscirne vincitrice è stata con pieno merito la Scavolini Siviglia. Con questo successo i biancorossi si sono agganciati al treno delle terze e, anche se in questo momento la classifica avulsa relega Pesaro sempre al settimo posto, pagando a caro prezzo lo zero a due contro Venezia, sono tanti gli scontri diretti ancora da disputarsi e tutti gli scenari sono ancora disponibili.

Scavolini Siviglia-Treviso, Richard Hickman

Richard Hickman. Foto Giardini

Sono queste le partite che piacciono a Dalmonte, quelle che chi arriva prima a settanta punti se le porta a casa, dove riesci a mettere in pratica tutto quello che avevi studiato a tavolino, la Vuelle si è trovata in maggior difficoltà in questa stagione contro gli avversari che giocano in maniera estemporanea, dove le individualità la fanno da padrone e i tuoi piani partita vanno a farsi benedire.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

La sfida contro la Bennet è stata una battaglia, con la Scavolini Siviglia a perdere per strada pedine importanti, prima Hackett per una botta al ginocchio, allarme rientrato subito, poi White uscito a otto minuti dalla sirena per un risentimento muscolare – si spera di recuperarlo per domenica – anche gli arbitri ci hanno messo il loro zampino sanzionando con grande generosità falli scientifici e tecnici chirurgici ai biancorossi, mettendo in difficoltà Dalmonte nello schieramento di un quintetto valido contro lo strapotere fisico dei canturini, più grossi e fisici in ogni duello, Jones e Cusin si sono lasciati colpevolmente condizionare dai fischi della terna in grigio, esternando il loro disappunto in modo troppo plateale, non è la prima volta che gli si vedono affibbiare dei tecnici contro e servirà moderare le reazioni arrivando ai playoff, comunque Pesaro non ha mai mollato, reagendo con orgoglio alla rimonta canturina, con i tiri senza paura di Cavaliero, con l’astuzia di capitan Flamini, con i gomiti di Lydeka, con la tenacia di Hackett ma soprattutto con la lucida follia di Ricky Hickman, la sua schiacciata contro la difesa schierata avversaria a trenta secondi dalla sirena, va di diritto nella top ten del campionato, il suo urlo da vincitore sotto la curva dell’Inferno è la fotografia di una Scavo che vuole recitare un ruolo da protagonista in questo campionato, consapevole della propria forza, ma anche delle proprie lacune.

 

I PIU’ …..

Tiri liberi
Finalmente una grande prestazione pesarese dalla lunetta: 20 su 22, 12 su 12 al termine del primo tempo, i buoni tiratori Pesaro li ha sempre avuti, quello che gli è spesso mancata è la necessaria tranquillità presentandosi sulla linea del tiro libero, raggiungere l’80% di media non è un sogno irrealizzabile.

Difesa
Sempre attenta quella pesarese, specialmente nei raddoppi sui lunghi avversari, i biancorossi non hanno mai concesso ai canturini canestri facili in post basso, lasciando magari qualche spazio in più ai tiratori da tre, buon per la Vuelle che gli avversari non erano in grande serata balistica.

Richard Hickman
Se non fosse per la precaria situazione societaria, con i propositi di abbandono di Bianchetti e, il mai troppo lodato Valter Scavolini, a cercare nuovi soci per proseguire l’avventura, sarebbe il caso di far firmare al numero sette biancorosso, il rinnovo per le prossime stagioni, un play di questo livello con tanti punti nelle mani, diventerà uno dei pezzi più ricercati nel mercato estivo delle big.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – CANTU’

Jumaine Jones
Uno sprazzo di classe a inizio secondo quarto, con nove punti consecutivi, poi ricade nel solito vizio di perdere tempo a discutere con gli arbitri (anche se molte volte aveva ragione), Jumaine ha la necessaria esperienza per non cadere nelle provocazioni e il suo prematuro quinto fallo a sei minuti dal termine, ha lasciato Pesaro in grosse difficoltà.

Arbitraggio
Non per un singolo episodio, ma per una continua e costante voglia di mettersi in mostra, sanzionando tecnici a ogni sospiro e spezzettando la partita fischiando infrazioni lievi e sorvolando su legnate che si sentivano fino sulle tribune, quarantotto i falli totali fischiati equamente divisi, allungando la partita fino a due ore effettive di gioco.

Arminas Urbutis
Non per il valore del giocatore, sconosciuto da queste parti avendo giocato solamente sedici minuti totali, ma proprio per il suo mancato utilizzo, se anche contro la Bennet, con Cusin e Jones gravati di quattro falli già nel terzo quarto, il lituano non ha messo piede in campo, significa che Dalmonte non ha nessuna fiducia nel ragazzo e la Scavolini Siviglia ha sprecato un visto per i comunitari.

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