Sorbini, il passato e il futuro, sempre con entusiasmo

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23 marzo 2012

PESARO – Il futuro del volley femminile pesarese di vertice presenta non poche incognite: intanto lo sponsor. E’ noto a tutti che Valter Scavolini ha espresso insoddisfazione per la stagione e non è detto che il rapporto proseguirà. Si addensano nubi minacciose sul basket, immaginiamo sul volley. Ma a giorni dovrebbe esserci un incontro tra le parti e solo allora si conoscerà il futuro, o almeno se il futuro della Robur sarà legato ancora alla Scavolini.

Scavolini Pesaro-Busto Arsizio, Giancarlo Sorbini

Giancarlo Sorbini (foto Marco Giardini)

Subito dopo la conclusione di gara 3 e l’eliminazione della sua squadra, il presidente Giancarlo Sorbini ha mandato un sms a sostegno “di queste meravigliose ragazze… che, giovani per età e come gruppo, hanno recuperato con tanto lavoro il difficile inizio”. Sorbini ha anche scritto di “tanta pressione fuori dal campo”. In verità, eravamo convinti che a Pesaro la pressione fosse tutta sull’altra Scavolini, quella del basket. “Il tifo è aumentato a livello di numero, ma non di vicinanza. Sono mancati gli applausi degli anni scorsi. C’era un’atmosfera strana, si attendeva quel che succedeva… E ciò non ha aiutato. Gli anni scorsi i 25 punti di Costagrande facevano più effetto dei 25 di Klineman, eppure sono sempre 25…”.

Ma con i 25 di Carolina si vincevano gli scudetti, con quelli di Alix la squadra è arrivata settima.
“Vero, ma a Villa Cortese erano presenti solo tre tifosi pesaresi! Ora alle nuove magari non ha fatto effetto, ma chi è con noi da qualche anno non può essere rimasta insensibile. E altre ragazze hanno subìto gli interrogativi sul futuro. Non a caso, quando è arrivato Pedullà c’è stato un cambio, il gruppo ha ricevuto un’iniezione di fiducia. Che non è un’accusa a Tofoli, ma solo che si sono sentite coinvolte nella novità. E – giuro – nessuna di loro mi ha chiesto il cambio del tecnico, mentre in passato è accaduto” replica il presidente.

Sorbini percepisce scarsa considerazione da parte della città.

“Invece, quando andiamo fuori, sentiamo che la società è stimata. Pensate che la Nazionale peruviana ha chiesto di venire a Pesaro ad allenarsi e forse riusciremo a farlo con Urbino. Qui le ragazze stanno bene, e comprano casa. Giorni addietro Carolina Costagrande faceva pesi alla Snoopy. Vorrei sottolineare inoltre che la pallavolo pesarese sta crescendo in maniera vertiginosa, che abbiamo tantissime giovanissime che giocano con noi”.

Dando per scontato che la squadra parteciperà al prossimo campionato, analizziamo il roster, partendo dall’allenatore. Se siamo bravi a capire le persone e i loro umori, Luciano Pedullà – anche se lui stesso ha sottolineato “mai dire mai” – non sarà l’allenatore della nuova Robur. Il coach ha detto – a pu24 – a chiare lettere che al primo posto c’è la famiglia. E di conseguenza sarebbe impossibile per lui lasciare a Novara moglie, figlio e madre. Portare la famiglia a Pesaro rappresenterebbe un costo che probabilmente la società non potrebbe sopportare.

“In attesa di una risposta definitiva di Pedullà, abbiamo parlato con lui, a prescindere da un sì o un no, per chiedergli un parere sulla squadra. Sapete tutti che Luciano è una persona molto corretta, ma ci ha parlato delle singole e dato consigli preziosi…”.

Mettiamo che lui dica no, cosa farete?
“E’ molto presto, ma ci sono arrivati nomi di allenatori… A tal proposito, vi dico che siamo diventati esigenti, ma in modo diverso. Prima rincorrevamo i nomi, oggi puntiamo su tecnici molto bravi anche se non sono sponsorizzati da qualcuno. Ce ne sono in giro, pur senza un grande nome. Non ritornerei indietro a prendere lo Ze Roberto di turno o un nome che attira. Cercheremo – eventualmente – gente che ha voglia di lavorare, si mette giù e ha il giusto prezzo… Invece in serie A girano sempre le stesse persone, bravissime per carità, ma costose. E pronte ad andare fuori per guadagnare di più. Anche nella pallavolo ci sono gli Allegri che vengono da squadre di lignaggio inferiore ma sono pronte a fare subito bene”. La frase di Sorbini propone un dubbio: ci risulta che al presidente pesarese piaccia molto Salvagni, coach della Chateau d’Ax di Urbino, che è arrivata terza nella stagione regolare. A prescindere dall’ipotesi che si voglia dare fastidio a Urbino, Salvagni può essere paragonato a un coach di una squadra di lignaggio inferiore?.

E le giocatrici?
“Sento parlare di ingaggi assurdi, non solo in serie A, ma anche in A2 e addirittura in B1. Con cifre così qualche anno fa abbiamo ingaggiato Francesca Ferretti… Adesso le vuole una pinco pallino di turno…”.

Ferretti andrà via?
“Qualche mese fa avrei risposto affermativamente. Oggi no. Ha fatto un bel campionato, si è impegnata tanto. L’avete vista come è cambiata da fine anno scorso e inizio di questo. Mi è piaciuta molto la sua fine stagione. La vedevo correre, andare a prendere tutti i palloni. Una cosa è certa, le italiane sono poche, ancora meno quelle di valore, è obbligatorio valorizzare le giovani e noi siamo fra le poche squadre a farlo. Klineman, Brinker e la stessa Ortolani, che pure è esperta, sono giovani e cresceranno molto”.

Klineman e Brinker resteranno?
“Secondo me sì. Ovviamente dipenderà dallo sponsor e dal progetto che faremo. Sotto questo aspetto, appunto perché la nostra società ha valore ed è molto rispettata, anche i procuratori hanno considerazione. Ho sentito Sardella e mi ha detto che stiamo tergiversando sulle scelte del prossimo anno, ma siccome le ragazze si sono trovate bene con noi, anche i loro procuratori attendono di sapere chi allenerà, e se ci sarà uno come Pedullà, o con la passione per il lavoro di Pedullà, ce le lasceranno volentieri. Intanto aspettano… Comunque posso dirvi che anche Pedullà non rivoluzionerebbe la squadra, salvo chi non ha mantenuto le aspettative o non ha approfittato di quest’anno…”.

Ogni riferimento a Laura Saccomani dovrebbe essere esatto, malgrado i pregevoli, ma sporadici, colpi messi a segno nelle sfide a Villa Cortese.
“Devo riconoscere, però, con onestà che essendo arrivato in corso d’opera, coach Pedullà non ha potuto allenare come avrebbe voluto, soprattutto se avesse iniziato la stagione.

Di sicuro sarete pentiti di avere ingaggiato Paola Ampudia, che niente ha dato alla Scavolini.
“Sembrava migliore, forse non si è inserita bene e anche coach Pedullà ha faticato a farla giocare… Vi racconto un episodio per farvi capire la realtà del volley nazionale: seduto vicino a me, martedì, c’era Mazzanti, il marottese che allena Bergamo. Mi ha confidato le sue difficoltà a lavorare in una stagione senza pause, con il livello agonistico elevato, ma quello tecnico che si è abbassato. Ma fra un viaggio, una partita e un allenamento mirato al risultato, è stato impossibile lavorare sui miglioramenti individuali. Ne hanno guadagnato le squadre esperte, già pronte”.

Però questo discorso ci riporta a una mia considerazione di inizio stagione, che lei, troppo buonista, aveva respinto: non è possibile che una società e uno sponsor paghino per l’intera stagione ragazze che scendono in campo per pochi mesi. Lo striscione – arguto – dei tifosi urbinati: “Non abbiamo neppure il tempo di lavare e asciugare le magliette” è un’accusa a Lega Pallavolo Serie A Femminile, Fipav (federazione italiana), Cev (federazione europea) e Fivb (federazione mondiale) che hanno allestito o accettato un calendario sincopato. Il calcio non concede i giocatori per due giorni di stage, il volley perde le giocatrici per mesi.

“Fortunatamente il prossimo anno il campionato sarà più lungo e si è pensato di fare una Coppa Italia diversa. Quest’anno abbiamo pagato troppo. Ma se ci lamentiamo noi, pensate cosa deve dire Modena, uscita per due punti, con una squadra costruita per vincere il campionato”.

Voi non puntavate allo scudetto, ma a qualcosa di meglio del settimo posto sicuramente sì.
“Col senno di poi – conclude il presidente Sorbini – sarebbero bastati i tre punti lasciati a Pavia, o qualcuno altrove, per essere fra le prime quattro. E questo con una squadra nuova, costruita per riaprire un ciclo”.

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