Crepet sui bamboccioni: “Generazione che vive sul nulla”

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24 marzo 2012

PESARO – Una tirata d’orecchie, l’ennesima, ai bamboccioni arriva dallo psichiatra dai maglioncini pastello. Paolo Crepet, habitué dei salotti di Vespa, la settimana scorsa ha espresso il suo parere su quella generazione di 20enni, 30enni e in qualche caso pure 40enni che ancora vive con mamma e papà nonostante abbia superato la maggiore età e non da un giorno.

Paolo Crepet

Paolo Crepet

“Una generazione cresciuta senza saper far nulla – ha attaccato il professore – Che non ha capito su cosa puntare. Formazione, merito e regole vengono ignorati. Siamo un Paese in cui 2 milioni di giovani né studiano né lavorano”.

“L’alcolismo giovanile e il bullismo sono problemi reali – ha incalzato Crepet con la sua retorica non pomposa – Oggi è venerdì e questa sera ci sono schiere di ragazzi e ragazzini che si ubriacano e se ne vanno in giro. Ci deve essere un rimedio. Bisogna pensare che il ritorno all’autorevolezza, che non è l’autoritarismo, è necessario”.

Poi ha lanciato una provocazione: “La crisi diverrà positiva quando arriverà a intaccare le paghette. Allora i giovani capiranno che la vita non è un autostrada. Viviamo in un Paese dove ci sono 30enni che, invece di laurearsi, pensano a bere lo Spritz e a ciondolare davanti ai bar. E’ diventato eroico, quasi reazionario, buttar via le chiavi di casa. Ma io dico: meglio reazionari che idioti”.

Un attacco frontale che chiama in causa anche i genitori: “Come diceva Pasolini, quando un figlio sbaglia per metà è colpa dei genitori, per metà è colpa sua che non ha saputo essere migliore di quello che gli hanno insegnato il padre e la madre. L’indifferenza è comodissima. Accondiscendere alle richieste costa meno che saper dire anche di no. E’ facile dire sempre sì ai propri figli. Negli ultimi 50 anni noi abbiamo comprato appartamenti ai nostri figli, ma perché quasi nessuno gli ha comprato una formazione? Chi ama s’incazza. Incazzatevi con i giovani”.

E a chi gli ha fatto notare che la generazione di 20enni e 30enni di oggi è la prima che sta peggio di quella dei padri, e che ci sono anche ragazzi laureati col massimo dei voti che per anni si scontrano con contratti a progetto e azzeramenti sul merito, Crepet ha risposto: “Non è vero che per la mia generazione era più facile. Ai tempi miei non c’era internet. Ai miei tempi non si poteva andare negli Usa da Ciampino con 99 centesimi di euro. Mia figlia, a differenza di me, è libera”.

Un commento to “Crepet sui bamboccioni: “Generazione che vive sul nulla””

  1. ciro scrive:

    crepet si lamenta dei 750 euro che prende a porta a porta a serata…ecco,i giovani plurilaureati con mille cv inviati lavorano se tutto va bene in aziende che offrono contratti a progetto a meno di quello che prende crepet da vespa.Un altro che parla parla parla e nessuno lo ferma.

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