“Crepet sbaglia: i cagliesi non sono indifferenti”

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26 marzo 2012

CAGLI – Giù le mani da Cagli e soprattutto dai cagliesi. Le parole del noto psichiatra Paolo Crepet, che l’altra mattina – a Pesaro per presentare un ciclo di incontri organizzati dalla Confartigianato – ha definito quanto accaduto alla 18enne Andrea come “una tragedia anche dell’indifferenza”, hanno lasciato il segno. A commentare l’articolo (che potete rileggere qui) il cagliese Daniele Ciabocchi, che abita a pochi passi da dove si è materializzata l’aggressione.

Viadotto Fossombrone

Il viadotto di Fossombrone dove si è consumato il dramma

“Come si fanno a dire certe cose – ha ribadito Daniele Ciabocchi in un’intervista esclusiva rilasciata a noi di pu24.it – Crepet parla e dà giudizi su cose che non può conoscere. Dalle sue parole, che alludono a un personaggio grande e grosso che non si sarebbe adoperato in difesa di Andrea, mi sono sentito chiamato in causa, visto che sono l’unico che è stato intervistato dalla televisione. La verità è che io, come tutti gli altri vicini, non mi sono accorto di nulla. Mi sono svegliato perché abbaiava il cane e mi sono alzato, spostandosi dalla camera al salotto dove era l’animale, per cercare di calmarlo. Da fuori non si è sentita nessuna richiesta di aiuto, altrimenti certo che sarei intervenuto”.

“Nessuno si è accorto di nulla – continua Daniele Ciabocchi – Non accetto giudizi basati sulla non conoscenza dei fatti, o esclusivamente su quanto riportato da giornali e televisioni”. Poi una frase che difende i compaesani: “Cagli non è una città indifferente. Se qualcuno avesse visto un segnale che potesse far pensare a qualcosa di negativo, sarebbe sceso in strada. Il fatto è che certe cose pensi che possano accadere solamente in luoghi lontani da te, ma evidentemente non è così”.

 

ANDREA STA MEGLIO

Al di là di tutto, quello che conta maggiormente è che Andrea sta meglio. Dopo l’aggressione subita, con il terribile volo giù da un viadotto della superstrada per mano dell’ex fidanzato Saimo, le condizioni della 18enne inducono a far pensare a un lieto fine. “Sarebbe un miracolo”, grida qualcuno. Ma i miracoli, a volte, succedono.

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