Il popolo delle partite Iva ha voglia di realizzarsi

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28 marzo 2012

Partite Iva

PESARO – Più maschi che femmine gli appartenenti al popolo delle partite Iva. I lavoratori autonomi e professionisti in provincia di Pesaro e Urbino sono per il 62% uomini e per il 38% donne. L’età? Il 48% ha più di 40 anni (il 42% dai 30 ai 40 e solo il 10% è un under 30). La fotografia dei professionisti, consulenti e freelance pesaresi parla anche di un alto livello di scolarizzazione (32% è in possesso di una laurea; il 36% di un diploma; il 14% di un master post laurea, il 10% di una qualifica post-diploma).

Sono questi alcuni dei risultati resi noti nel corso di un affollato convegno sulle nuove professioni organizzato dalla Cna di Pesaro e Urbino. Il rapporto-indagine, condotto nel secondo semestre del 2011 tra il cosiddetto popolo delle partite Iva della provincia, ha svelato altri particolari interessanti. Il 68% di professionisti e atipici associati a Cna è stato alle dipendenze prima di mettersi in proprio. La fotografia dei professionisti autonomi pesaresi svela inoltre che un 20% svolge la propria attività come consulente aziendale, il 21% opera invece nel mondo della sanità e del benessere (escludendo la categoria medica), il 12% è formato da consulenti informatici, il 10% interpreti traduttori istruzione formatori. Vicina all’8% anche la percentuale di chi lavora nel mondo della comunicazione (pubblicisti, giornalisti, creativi, eccetera).

Paola Travagliati, responsabile dell’associazione Cna Professioni che d’ora in poi si occuperà dei lavoratori atipici e dei professionisti, spiega che “tra le difficoltà maggiori incontrate all’inizio dell’attività vi è il reperimento dei clienti (per il 60%) tra le cose che li assilla maggiormente. Ed ancora il riconoscimento del proprio status professionale (al 50%). Ma anche l’accesso al credito rappresenta per molti notevoli difficoltà. Ma cosa piace di più della propria attività? Per l’80% è la possibilità di una crescita personale e professionale; una percentuale pressoché analoga indica l’autonomia e la gestione del proprio tempo libero; solo il 10% cita le soddisfazioni economiche”.

All’incontro di Pesaro, che ha visto la partecipazione del coordinatore nazionale Gabriele Rotini e del presidente nazionale di Cna Professioni Gianni Berloffa, sono emerse anche le preoccupazione degli atipici per il futuro: al 68% la pressione fiscale e contributiva; seguita dalla stabilità del lavoro. Ma un 58% è fortemente preoccupato per il reddito ed il potere d’acquisto. Un 42% pensa invece con preoccupazione alla copertura previdenziale. Altri pensieri sono occupati dalla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e dal mantenimento e aggiornamento competenze professionali. Ma chi sono i clienti degli autonomi pesaresi?

“Per il 45% si tratta di aziende; per il 35% di privati cittadini e per il 20% di enti pubblici. Di questi il 74% si trova in regione; il 26% fuori regione. I professionisti pesaresi contano due o più clienti (nel 92% dei casi); un dato molto interessante alla luce delle norme approvate proprio in questi giorni riguardo alla disciplina volta a combattere il del fenomeno della mono committenza che spesso cela un rapporto di lavoro dipendente o parasubordinato. Solo l’8% dei soggetti dichiara di lavorare con un solo cliente, percentuale che almeno da noi, denuncia che il fenomeno sembrerebbe marginale. Nonostante tutto i lavoratori autonomi sono ottimisti: solo il 28% prevede un calo del fatturato nei prossimi tempi; invariato (il 38%); un aumento nel 20%. Il sondaggio è servito a Cna Professioni di Pesaro e Urbino per inquadrare le problematiche di un esercito di lavoratori in continuo movimento che spesso non è rappresentato da nessun ordine professionale. Per questo l’associazione si sta attrezzando per dare risposte a questo tipo di lavoratori non solo in termini tecnico-contributivi, ma anche di rappresentanza sindacale”.

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