Ricci e Seri incontrano i beneficiari degli Assegni di ricerca

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28 marzo 2012

PESARO – Il presidente della Provincia Matteo Ricci e l’assessore provinciale al Lavoro e Formazione Massimo Seri hanno incontrato al Centro per l’impiego di Pesaro i 28 laureati beneficiari di altrettanti “Assegni per progetti di ricerca” da realizzare all’interno di piccole e medie imprese del territorio provinciale. L’iniziativa, promossa dalla Provincia con il contributo del Fondo sociale europeo, consentirà ai laureati di percepire 750 euro lorde al mese per 12 mesi. Interessanti i progetti approvati, tutti “certificati” dalle Università: ricerche su un’alga per usi farmaceutici; gestione ecosostenibile della viticoltura e qualità dell’uva; gestione dei rifiuti con particolari apparecchiature per valorizzare le componenti recuperate; abitare sostenibile; implementazione dei rapporti economici con il mondo arabo; sviluppo del libro digitale nella piccola editoria; turismo sostenibile attraverso la trasmissione dei saperi negli antichi mestieri ecc.

Beneficiari degli Assegni di ricerca con Ricci e Seri

I beneficiari degli Assegni di ricerca con Ricci e Seri

“Il momento è ancora molto difficile per la nostra economia, sia nel paese che nel territorio – ha detto Matteo Ricci ai giovani – Nonostante le minori risorse a nostra disposizione, abbiamo voluto mantenere questo strumento degli assegni di ricerca, in cui crediamo molto. Dobbiamo resistere alla crisi, ma anche innovare, sostenendo progetti che possono offrire opportunità sia per chi li ha presentati, sia per le aziende in cui verranno svolti, magari creando anche settori economici aggiuntivi. Quest’esperienza non vi cambierà la vita, ma è un’occasione per entrare o rientrare nel mondo del lavoro”.

“Il nostro tessuto economico – ha evidenziato l’assessore Massimo Seri – è costituito per il 90% da piccole e medie imprese. Con gli assegni di ricerca abbiamo voluto dare un’opportunità ai nostri giovani, stimolando al tempo stesso le aziende a sperimentare percorsi nuovi. La presenza, al loro interno, di figure collegate col mondo universitario consentirà di fare ricerca, creare nuovi prodotti e strategie ma anche nuovi posti di lavoro”.

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