Al Sanzio va in scena la lirica: dittico composto da “Il tabarro” e “Cavalleria rusticana”

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30 marzo 2012

URBINO – Martedì 3 aprile, al teatro Sanzio di Urbino, appuntamento con la lirica nell’ambito di Urbinoinscena 2011.2012, ricca ed articolata stagione realizzata nella collaborazione consolidata e pluriennale fra assessorati alla cultura e al turismo del Comune e l’Amat, con il sostegno della Regione Marche e del Ministero per i beni e le attività culturali.

L’associazione Praeludium – alla quale è affidata l’organizzazione dello spettacolo – presenta un dittico – raramente rappresentato – composto da Il tabarro, opera lirica in un atto su libretto di Giuseppe Adami e musica di Giacomo Puccini, e Cavalleria Rusticana, opera lirica in un atto su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci e musica di Pietro Mascagni. Le due opere – di stampo verista – sono entrambe di fortissimo impatto emotivo, accomunate dal tema centrale della gelosia e da quello del tradimento.

Nei decenni, pur senza mai diventare un’opera popolare, Il tabarro si è guadagnato un posto di tutto rispetto tra le opere di Puccini. L’intenzionale assenza di melodie facili, di quelle che colpiscono immediatamente l’orecchio, è compensata da un’estrema densità drammatica e compositiva. Puccini lavora per lo più su leitmotiv di poche note, elaborandoli sul piano delle sonorità più che su quello armonico. Sul piano drammaturgico, Il tabarro segna un inatteso e tardivo omaggio all’opera verista. L’azione si svolge infatti nei bassifondi di Parigi, in riva alla Senna, tra scaricatori e donne del popolo. La più cupa tra le opere di Puccini è imperniata sull’idea del tempo che passa, incarnata metaforicamente dall’ora del tramonto, dalla stagione autunnale e soprattutto dal lento, inesorabile scorrere del fiume, intorno al quale l’intera vicenda si sviluppa. Un’idea alla quale rinvia anche l’uso massiccio di tempi a struttura ternaria, il cui moto circolare guida i protagonisti verso la tragedia avvolti in un clima di danzante erotismo.

Cavalleria rusticana è invece un’opera in un unico atto, andata in scena per la prima volta il 17 maggio 1890 al teatro Costanzi di Roma, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, tratto dalla novella omonima di Giovanni Verga. Viene spesso rappresentata a teatro, o incisa su disco, insieme a un’altra opera breve, Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Iniziatore di questo singolare abbinamento fu lo stesso Pietro Mascagni, che nel 1926, al teatro alla Scala di Milano, diresse, nella stessa soirée, entrambe le opere. La scena si svolge in un paese siciliano (ispirato a Vizzini) durante il giorno di Pasqua. Ancora a sipario calato, si sente Turiddu, il tenore, cantare una serenata a Lola, sua promessa sposa che durante il servizio militare di Turiddu ha però sposato Alfio. La scena si riempie di paesani e paesane in festa.

Le musiche sono eseguite dall’orchestra Sinfonica “G. Rossini” di Pesaro del maestro concertatore e direttore Andrea Dindo con il Coro Lirico Praeludium. La regia, i costumi e il disegno luci sono di Beppe De Tomasi e Renato Bonajuto. Le scene dell’accademia di Belle Arti di Bologna.

Gli interpreti de Il tabarro sono Omar Camata (baritono), Alessandro Moccia (tenore), Stefano Consolini (tenore), Luca Gallo (basso), Simona Baldolini (soprano) e Nadiya Petrenko (mezzosoprano). Gli interpreti di Cavalleria rusticana sono Simona Baldolini (sopran), Fabio Valenti (tenore), Nadiya Petrenko (contralto), Omar Camata (baritono), Irene Molinari (mezzosoprano).

Per informazioni e biglietti: biglietteria del Teatro Sanzio 0722.2281. Inizio spettacolo ore 21.

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