“Mazzata Imu? Non potevamo fare altro, favoriti i deboli”

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6 aprile 2012

PESARO – “Comprendiamo la difficoltà delle imprese ma non possiamo far altro che applicare scelte che per la gran parte non dipendono da noi”. Così l’assessore al bilancio del Comune di Pesaro, Antonello Delle Noci ha spiegato ad una folta platea di imprenditori della CNA le nuove aliquote Imu applicate dall’Amministrazione a esercizi commerciali, capannoni, laboratori che colpiscono in maniera devastante migliaia di attività cittadine. Secondo alcune simulazioni della CNA illustrate nel corso della riunione, anche tre volte in più rispetto alla vecchia Ici nel caso di negozi ed alcune tipologie di laboratori, etc.). Ma la stangata sarà anche per i cittadini ed in particolare per i proprietari di seconde case. Anche qui illustrati esempi eloquenti illustrati dal responsabile dei Servizi alla persona CNA di Pesaro, Sergio Signoretti che dimostrano come l’ex Ici sia in qualche caso più che raddoppiata, sfiorando in qualche caso il triplo dell’importo precedente.

Imu Cna

da sinistra Sabina Cardinali, presidente CNA di Pesaro; Moreno Bordoni, coordinatore CNA di Pesaro; Antonello Delle Noci, Assessore al bilancio del Comune di Pesaro

Dopo aver illustrato i minori trasferimenti dello Stato che il Comune ha dovuto affrontare in questi anni, Delle Noci ha affrontato la platea degli imprenditori difendendo con convinzione le decisioni dell’amministrazione sull’applicazione dei nuovi tributi “Abbiamo scelto di proteggere le fasce più deboli della popolazione applicando l’aliquota base sulla prima casa (0,4 per cento con la detrazione di 200 euro maggiorata di 50 euro per ogni figlio sotto i 26 anni presenti nel nucleo familiare), per l’Imposta Municipale Unica ed applicando l’addizionale Irpef minima (0,6%), per i redditi fino a 28mila euro. Purtroppo abbiamo dovuto alzare le aliquote per le seconde case e le attività economiche (1,06% ovvero il massimo consentito ai Comuni), per garantire i servizi essenziali”. Ed ha spiegato “Non l’abbiamo fatto a cuor leggero; è stata una scelta dolorosa ma necessaria”. Alle tante domande degli imprenditori, l’assessore ha risposto sottolineando la situazione drammatica dei conti pubblici che ha imposto scelte di rigore anche per l’amministrazione. A chi obiettava cosa si poteva fare per ridurre l’Imu alle imprese, Delle Noci ha riposto “In questo momento nulla se non intraprendere un’azione politica forte a livello nazionale perché sia data la possibilità ai Comuni di apportare modifiche alle aliquote”. Ed a questo proposito Delle Noci ha lanciato una proposta anche al presidente della CNA di Pesaro, Sabina Cardinali e al coordinatore della CNA cittadina, Morendo Bordoni; ovvero istituire un tavolo di ascolto con le associazioni di categoria. “Per tanti nostri imprenditori – aveva sottolineato in apertura Moreno Bordoni – il momento è a dir poco drammatico. Una crisi gravissima attanaglia centinaia e centinaia di attività e questa dell’Imu rappresenta una ulteriore insopportabile mazzata. Occorre rivedere immediatamente il Patto di Stabilità, dare il via ad una manovra che possa ridare stimoli allo sviluppo; trovare il modo per dare lavoro alle nostra aziende e far ripartire l’economia”. Ma tutto questo da solo non basta. “Occorre- ha detto la presidente della CNA di Pesaro, Sabina Cardinali – diminuire la stretta creditizia e ridare un po’ ossigeno alle aziende. In questo gli istituti di credito hanno una grossa responsabilità e lo Stato deve intervenire per stimolare le banche a dare fiducia alle imprese”. Nel corso dell’assemblea molti imprenditori hanno portato la loro testimonianza esprimendo tutta la loro preoccupazione. Non è solo l’Imu a togliere il sonno di molti, ma la situazione stagnante del mercato. Continuare a spremere i soliti noti, secondo gli artigiani, non è giusto. L’aumento dei carburanti, delle bollette della tassazione generale, unita alla crisi interna e internazionale, sta provocando quel che vediamo: chiusura di centinaia di attività, gente che continua a perdere il lavoro, capannoni sfitti, zone artigianali che rischiano di spopolarsi. Gli imprenditori invocano a gran voce interventi di sostegno, stanchi di continuare solo a pagare. “Per parte nostra – concludono Bordoni e la Cardinali – terremo alto il livello di attenzione per cercare di intraprendere ogni iniziativa utile ad alleviare le condizioni delle imprese ed aiutarle a ripartire”.

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