Violenza sessuale sui tre figli, nuove atroci verità

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6 aprile 2012

MAROTTA – I carabinieri della Stazione di Marotta, a conclusione di articolate e delicate indagini di polizia giudiziaria, hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Pesaro su richiesta della Procura della Repubblica di Pesaro, a carico di un 40 enne pregiudicato marocchino, con le accuse di “violenza sessuale aggravata”. A far scattare la nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’uomo, residente a Fano e già arrestato lo scorso anno dagli stessi carabinieri, hanno contribuito le scrupolose indagini avviate dai militari di Marotta a seguito della presentazione della denuncia da parte della moglie, che si era accorta delle attenzioni sessuali che da qualche tempo l’uomo rivolgeva alle bambine.

Carabinieri in azione

Il 40enne, che non svolgeva alcuna attività lavorativa, attendeva che la moglie uscisse di casa per il lavoro e poi iniziava “strani giochi”, prima con una figlia e poi con l’altra. La vicenda, dai contorni molto squallidi, era emersa a seguito del racconto, fatto dalle stesse bambine alla madre, di quello strano comportamento tenuto dal padre che denotava anomale attenzioni. Da qui la denuncia e le immediate indagini dei carabinieri che hanno fatto poi scattare, già nel settembre dello scorso anno, le manette a carico dell’uomo con le accuse di violenza sessuale aggravata. Ma gli ulteriori e più dettagliati accertamenti successivamente svolti dai carabinieri, su delega della Procura della Repubblica di Pesaro, con l’aiuto di assistenti sociali e di psicologi, hanno permesso di fare emergere a carico del pregiudicato marocchino un quadro indiziario ancora più pesante, che ha aggravato ulteriormente la sua posizione giudiziaria. Infatti, anche un altro piccolo figlio, purtroppo, era stato oggetto degli appetiti sessuali del 40enne. Da tempo, ormai, la donna ed i suoi figli vivono al sicuro in una struttura protetta seguiti da psicologi per cercare di scordare quanto prima questa brutta pagina della loro vita. Per l’uomo, invece, le porte del carcere non si sono più riaperte e rimarranno ancora chiuse per molti anni.

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