6 fotografi e 6 fotografie, una mostra da ammirare

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12 aprile 2012

PESARO – Le foto che raccontano i sentimenti e mostrano le anime in un appuntamento che fa onore a chi organizza una mostra che per due settimane sarà visitabile in Via Giordano Bruno 65, nella Galleria Art 065 di Davide Leoni che merita ogni apprezzamento per una proposta davvero importante.

6 Fotografi e 6 Fotografie. Daniela Pacchiana, curatrice della mostra, ce la presenta così.

Il 29 Ottobre 2011 accompagnai Antonia Mulas a Pesaro per assistere all’inaugurazione della mostra personale dell’amico pittore Mauro Salvi alla Galleria Art 065 di Davide Leoni. Era la mia prima volta a PesaroPer una piacevole coincidenza quella sera erano presenti all’inaugurazione di Salvi anche i cinque fotografi pesaresi dell’entourage della Galleria Art 065: Luciano Dolcini, Giovanni Gennari, Giovanni Marinelli, Florindo Rilli e Renzo Tebaldi. L’idea di realizzare questa esposizione partì proprio dalla signora Mulas che, per ripagare i presenti della gentilezza e ammirazione dimostratale, propose di organizzare una collettiva fotografica che li vedesse tutti protagonisti, ognuno con una fotografia rappresentativa del proprio percorso artistico. Da qui il titolo della mostra 6 Fotografi e 6 Fotografie. A ogni fotografo si è chiesto di proporre una sua immagine e nonostante le diversità delle ricerche artistiche e la scelta nella maggior parte dei casi in completa autonomia, si è notato che le opere selezionate hanno un filo conduttore che le lega: la memoria. Arte come memoria, come ricordo di un amico nel caso di Luciano Dolcini che omaggia lo scultore pesarese Giovanni Gentiletti a quasi due anni dalla sua scomparsa avvenuta il 9 maggio del 2010.

La fotografia in bianco e nero ritrae Gentiletti mentre dispone una sua opera con sviluppo a raggiera, Frammenti Solari del 1998, sulla spiaggia di Baia Flaminia, dove aveva il suo primo studio… Dolcini coglie l’attimo, eternando il momento di massima concentrazione e attenzione dello

scultore nel costruire l’opera. Ogni ritratto, infatti, racchiude in sé una storia, un momento della vita personale dell’artista. Se per Gentiletti il modello di riferimento è Arnaldo Pomodoro – visibile negli elementi ideogrammatici che compongono la scultura – per Dolcini è Ugo Mulas, che ebbe il privilegio di conoscere nel giugno del 1972 in un hotel pesarese in occasione della mostra di Mario Ceroli, curata dalla Galleria d’arte Il Segnapassi, di cui Mulas realizzò il catalogo.

Giovanni Gennari disamina la precarietà dell’arte e la connessa necessità di averla costantemente vicino nell’opera intitolata Pane Quotidiano del 2012. Il titolo ben esprime il bisogno vitale dell’artista di vivere l’arte quotidianamente, alimento che deve continuare a ricercare e mantenere vivo a causa della sua transitorietà. Così come ama fotografare nel “disordine” per fare un suo ordine, anche in questo caso, Gennari usa la fotografia per rendere immortale qualcosa che inevitabilmente perisce con l’andare del tempo, se nessuno se ne cura.

Arte come testimonianza per non dimenticare le atrocità della guerra: questo il tema impegnato affrontato con dignità e compostezza da Giovanni Marinelli nel bozzetto Ricordare Guernica per Ricordare del 2008-2010. L’opera, ideata per l’omonima mostra collettiva allestita alla Galleria Comunale d’Arte di Faenza del 2010, rilegge in chiave fotografica il capolavoro picassiano Guernica del 1937 attraverso un collage di fotografie dalla forte carica evocativa e simbolica stampate su carta politenata poi montate su pannelli che nell’insieme rappresentano l’opera, alta 3 metri e lunga sette…

Conforto del 2012 è il titolo della fotografia a colori di Florindo Rilli che inquadra i corpi nudi di due donne disposti a chiasmo su una sorta di altare. La posizione delle figure rimanda concettualmente all’iconografia della Pietà, riletta in chiave contemporanea e originale. L’artista – fotografo interessato al corpo e al movimento, che in passato ha realizzato diversi lavori per il teatro contemporaneo, la danza e il teatro-danza – costruisce con perizia l’immagine: sottraendo i volti delle protagoniste dall’obiettivo, universalizza la scena e induce lo spettatore a focalizzarsi sulla plasticità dei corpi, che emergono dallo sfondo dominato da un drappo violaceo.

Arte come ricordo di un momento del passato e al contempo della vita nella fotografia in bianco e nero Omaggio alla vita di Renzo Tebaldi. Grazie all’inquadratura dal basso e allo sviluppo in verticale, il primo piano dell’opera viene occupato in maniera preponderante dalla strada e a destra da una facciata di un vecchio edificio in mattoni che fa da quinta scenica all’immagine. Il soggetto principale dell’opera è posto in secondo piano: un uomo con indosso un lungo impermeabile si appresta a intraprendere un viaggio di cui si ignora la natura seguito da un gatto nero… La foto venne scattata a Farneto, un paesino dell’entroterra pesarese, dove venne girato il film Impietrata dal nome della strada in salita ritratta nella fotografia.

Arte come mezzo di conoscenza e di consapevolezza, oltre che di denuncia socio-politica convergono nella fotografia proposta da Antonia Mulas scattata nel 1978 in Palestina al confine con il campo di Rashidie. L’immagine riprende un dettaglio di una bomba americana a grappolo – proibita dalla Convenzione di Ginevra – sepolta per metà nel terreno, col quale si confonde e amalgama. Visionando i provini a contatto presenti nell’Archivio di Antonia Mulas, si nota che lo scatto fa parte di una sequenza che inquadra un uomo – sua è la mano che emerge dall’angolo di destra – intento a scavare una piccola buca dalla quale estrae questo piccolo ordigno: Rashidie è un aranceto disseminato di bombe”.

6 Fotografi e 6 Fotografie. Luciano Dolcini, Giovanni Gennari, Giovanni Marinelli, Florindo Rilli, Renzo Tebaldi e Antonia Mulas. Mostra collettiva a cura di Davide Leoni e Daniela Pacchiana. Galleria Art 065 – via Giordano Bruno, 65 – 61121 Pesaro. Inaugurazione sabato 14 Aprile 2012 ore 18. Apertura: 14-29 Aprile 2012.

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