Tunisini in manette: facevano la bella vita spacciando

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13 aprile 2012

FANO – I Carabinieri della Stazione di Marotta pongono fine ad una “redditizia” attività di spaccio messa in piedi da un “clan di tunisini” domiciliati a Fano: tre gli arresti eseguiti con il sequestro di svariate dosi di hashish e di eroina, del materiale utilizzato per confezionare le dosi di stupefacente e della somma di novemila euro proveniente dalla vendita della droga. Sequestrato un binocolo che utilizzavano le “vedette” per avvistare i carabinieri.

I militari della Stazione CC di Marotta, nel corso di una specifica operazione di servizio finalizzata al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti destinate al mercato locale, hanno tratto in arresto tre abili pregiudicati tunisini di 30, 32 e 40 anni, tutti nullafacenti ma con disponibilità economiche consistenti, che da qualche mese vivevano in affitto in un’abitazione di Fano. I militari, durante le ore in cui normalmente si lavora, li avevano notati per diverse volte in vari bar della cittadina e nei pressi del locale call center; avevano così capito che C.S., F.M. e B.A.A., pur non espletando alcuna attività lavorativa ostentavano una buona disponibilità di denaro. In considerazione di ciò, anche per capire la provenienza di quel denaro, i carabinieri hanno deciso di osservare e monitorare con molta attenzione, soprattutto di notte, gli spostamenti ed i contatti del terzetto tunisino, scoprendo poi che erano molti i giovani di Fano e di vari Comuni limitrofi che avevano contatti veloci con loro per rifornirsi di droga. L’attività di spaccio, come emerso dalle indagini, avveniva prevalentemente nei pressi di un sottopassaggio facilmente controllabile dai tre, in quanto ubicato poco distante dalla loro abitazione, mentre lo stupefacente veniva prelevato a turno da ciascuno di loro, dopo la richiesta dei singoli clienti, percorrendo un sentiero che costeggia la linea ferroviaria. In effetti, lungo il predetto sentiero, in vari punti, sotto delle pietre, erano soliti nascondere e custodire le dosi di eroina ed hashish da spacciare, che andavano a recuperare di volta in volta, mentre gli altri, dal balcone di casa, con un binocolo, fungevano da “vedetta” e si preoccupavano di scrutare la zona per accertarsi che lo spaccio avvenisse, per così dire, in “condizioni di sicurezza” ed a dare l’allarme in caso di presenze sospette che potessero far pensare alle forze dell’ordine. Ma i tre non avevano fatto i conti con i militari del Luogotenente Antonino Barrasso che, una volta studiata la situazione, hanno fatto scattare il bliz in contemporanea sia nel sottopassaggio ove spacciavano, che nell’abitazione dei tunisini, mentre avveniva l’ennesima cessione dello stupefacente ad uno dei tanti clienti. Ed è così che sono stati sequestrati gr. otto circa di hashish e gr.12 circa di eroina suddivisi in numerose dosi pronte per lo spaccio. In casa, poi, oltre ad una parte dello stupefacente, sono stati rinvenuti il binocolo utilizzato dalle vedette, vario materiale per il confezionamento delle dosi (pezzi di cellophane, carta stagnola, un bilancino di precisione, accendini per chiudere ermeticamente e termosaldare le dosi, nonché la somma in contanti di 9.000 euro circa, ritenuta con certezza il frutto dell’attività di spaccio. In effetti i tre, in un primo momento, allorquando i militari hanno rinvenuto l’ingente somma di denaro, si sono finti meravigliati ed hanno detto che quel denaro non era loro. Poi, messi alle strette, non hanno potuto fare a meno di ammettere quelle che erano le evidenze dei fatti. Lo stupefacente, il denaro e quanto rinvenuto nell’abitazione sono stati sottoposti a sequestro, mentre i tre pregiudicati tunisini sono stati rinchiusi nel carcere di Pesaro a disposizione dell’A.G.. Sono ora in corso ulteriori indagini finalizzate ad individuare altri componenti del gruppo di spacciatori tunisini anche sulla base degli appunti rinvenuti in casa, ove sono riportate le indicazioni di loro sodali oltre che di diversi “abituali clienti”. Infine, diversi giovani che acquistavano lo stupefacente dagli spacciatori tunisini sono stati segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Pesaro e Urbino, quali consumatori di sostanze stupefacenti, per l’adozione dei provvedimenti amministrativi di competenza, fra i quali la sospensione della patente di guida e la sottoposizione a programma terapeutico riabilitativo.

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